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Tortura, una pratica corrente – UIKI ONLUS

Sorgente: Tortura, una pratica corrente – UIKI ONLUS

Aumenta di nuovo la tortura nelle carceri turche. La CİSST, un’organizzazione turca per esponenti della società civile in carcere ha riferito che per la prima volta nella storia della repubblica turca il numero di detenuti ha superato i 210.000. Le carceri sono stracolme e le denunce per torture aumentano. Solo dal carcere di tipo T a Riha (turco Urfa) l’associazione per i diritti umani IHD ha ricevuto numerose segnalazioni di torture.

TORTUATO PER 19 GIORNI
Cemal Işık è ancora in carcere a Riha. Era in Siria, è stato gravemente ferito in un attacco da parte di IS. Ha perso l’orecchio destro e la vista. Quando il 15 agosto 2016 è tornato in Turchia è stato arrestato. Işık racconta delle sue esperienze in carcere: “Volevano che firmassi come mia deposizione una dichiarazione preparata da funzionari. Dopo che mi sono rifiutato, mi hanno umiliato e torturato. Ho dovuto spogliarmi, mi mettevano manganelli tra le gambe, mi davano scosse elettriche, minacciavano di uccidermi e altro ancora …. per 19 giorni sono stato torturato in questo modo.
Quando ho fatto questo mi hanno torturato in modo umiliante. Spogliarsi, colpi sui genitali, infilavano manganelli, scosse elettriche, minacce di morte e altre cose del genere …. per 19 giorni sono stato torturato.”

MEDICI SONO TESTIMONI
Işık racconta che i medici hanno visto come veniva torturato. Lui stesso non si è reso conto di tutto. “Ho perso più volte conoscenza. Ogni volta che tornavo dall’ospedale le torture continuavano. Tutto questo succedeva nel reparto anti-terrorismo nel distretto di Ceylanpınar a Riha dove ero detenuto.”, ha raccontato.

TORTURA DA PARTE DI UNA SQUADRA SPECIALIZZATA
Faruk Bayğut, anche lui detenuto nel carcere di tipo T di Riha è stato arrestato il 13 febbraio 2016 ad Akçakale e poi traferito nel reparto anti-terrorismo di Riha. “Ci hanno bendato gli occhi e ci hanno legato le mani dietro la schiena. Erano 5-6 uomini, non poliziotti, ma una squadra speciale per le torture.“, così Bayğut. „Ci hanno spogliati nudi, iniziato a offenderci e torturarci. Andava avanti così per tutto il giorno. Poi ci ha avvicinati una persona dicendo di essere avvocato, ci ha chiesto di deporre e di firmare la dichiarazione preparata. Più tardi abbiamo saputo che era un poliziotto“.

HANNO STRAPPATO DENTI CON UNA PINZA
Il 27 luglio Yusuf Çetin è stato portato alla stazione della gendarmeria di Akçakale. In una lettera Çetin ha scritto: “Lungo il percorso verso la stazione già hanno iniziato con le torture e nella stazione è andata avanti. Mi hanno bendato gli occhi, mi hanno tolto i vestiti e mi hanno ammanettato. Ho subito torture pesanti. Mi hanno strappato con violenza un dente usando una pinza. La mia bocca, la mia faccia, erano coperte di sangue. Con le più gravi offese e minacce e una pistola puntata alla tempia mi hanno costretto a firmare una deposizione. Sono ancora giovane e non molto alto, questo fatto in quell’ambiente è stato un peso ulteriore in quell’ambiente. Le pesanti torture mi hanno distrutto psicologicamente, ho avuto uno shock“.

INSULTI RAZZISTI
Il 10 febbraio è stato fermato e arrestato Ali Altin. Racconta della sua esperienza a Urfa TEM, la succursale del carcere di Riha: “Ero nudo quando mi hanno torturato. Mi hanno offeso e umiliato in ogni modo possibile. I miei occhi intanto erano bendati. Continuavano a urlare ‘Sei armeno o musulmano“.

ANCHE I MEDICI VENGONO MINACCIATI
Il prigioniero Feyzullah Kipcak è stato arrestato il 27 aprile a Pirsûs (turco Suruç). Con la tortura è stato costretto a fare dichiarazioni sulla donna arrestata insieme a lui.

Per le ferite dovute alla tortura è stato portato nell’ospedale statale di Pirsûs.

Kipcak: “Il medico di turno all’ospedale è stato minacciato dai poliziotti. Prima quando mi ha visto ha detto, ‘Scrivo quello che vedo’, poi, dopo che i poliziotti lo hanno portato in un angolo e minacciato e lui è tornato, il suo comportamento era diverso. La mia testa e le mie costole erano rotte, il medico ha detto: ‘Per la tua testa non posso fare niente’. Per le costole rotte sono stato mandato a fare delle radiografie, ma dei risultati delle lastre non ho saputo niente”.

Un comitato contro le violazioni die diritti umani e la tortura dell’associazione per i diritti umani IHD ha avuto colloqui a Riha e ha informato del rapporto. In un comunicato stampa del 14 luglio 2016 la co-presidente dell‘IHD Eren Keskin aveva riferito delle torture e dichiarato che il rapporto sulle torture verrà inviato alle Nazioni Unite.

Gülhan Kaya, avvocata di due giovani che a luglio sono stati per 7 giorni in carcere a Riha ha dichiarato che i suoi clienti sono stati torturati nudi e con gli occhi bendati. Quando hanno deciso di fare uno sciopero della fame, sono stato costretti a bere acqua di colonia (profumo). I medici responsabili non hanno speso una parola sulle torture, nonostante l’esistenza di un documentato rapporto di Mehmet Ali Malkoç (specialista in medicina forense).

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