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Usa – Quando Bannon spiegò ai cattolici ultraconservatori la sua idea di destra mondiale | l’Unità TV

unita.tv/ – Quando Bannon spiegò ai cattolici ultraconservatori la sua idea di destra mondiale. L’uomo forte della squadra di Trump vede in Papa Bergoglio un ostacolo   –

Dare vita a un movimento globale di centro-destra, ristabilire il nesso fra tradizione giudeo-cristiana e capitalismo, schierarsi con le organizzazioni anti-aborto e anti-gay, appoggiare i nazionalismi contro le visioni paneuropee e euroasiatiche e porre al cuore di tutto questo il “tea party”, il movimento della destra radicale e di base che da circa un decennio ha messo in crisi l’establishment tradizionale del partito repubblicano americano.

E’ quanto teorizzava nel 2014 Steve Bannon, uomo forte della squadra di governo del nuovo capo della Casa Bianca Donald Trump.

Nell’estate di quell’anno, infatti, Bannon tenne un lungo discorso collegato in videoconferenza col “Dignitatis Humanae institute”, un organismo conservatore cattolico, con sede nei pressi del Vaticano. Quel testo, ora, viene letto con una certa attenzione. Ma per quale motivo il futuro consigliere del presidente miliardario era chiamato a intervenire?

Oltretevere da tempo sono attivi circoli ultraconservatori, in alcuni casi appoggiati o finanziati da movimenti e fondazioni statunitensi. In questa galassia troviamo anche l’istituto “Dignitatis Humanae”, collegato fra l’altro a politici di vari Paesi e nei cui organigrammi si trovano i nomi di diversi cardinali conservatori, ma non solo.

A pesare tuttavia è il nome del presidente dell’ “advisory board”, cioè quello del cardinale americano Raymond Leo Burke, capofila dell’ala intransigente della destra ecclesiale in Vaticano, rimosso dal Papa da ogni organismo di governo della Curia, e però ancora attivo.

Tanto da aver firmato nei giorni scorsi insieme ad altri tre porporati, una lettera indirizzata a Francesco nella quale si esprime un netto dissenso rispetto al documento “Amoris Laetitiae”, sul matrimonio e la famiglia, con il quale il vescovo di Roma delineava un modello di Chiesa aperta anche verso categorie di solito escluse e condannate, come i divorziati risposati civilmente.

Con Burke, a sottoscrivere la protesta, altri due cardinali molto anziani, Walter Brandmuller – già noto per aver sostenuto che la svolta conciliare in favore del dialogo con gli ebrei non era poi così vincolante per i cattolici – quindi Joseph Meisner, ex arcivescovo di Colonia, il cardinale Carlo Caffarra, ex arcivescovo di Bologna, tutti vicini alle posizioni dell’attuale prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, Gerhard Ludwig Muller, il cui dicastero è stato di fatto svuotato di ruolo dall’impostazione pastorale e non più legislativa data dal papa alla vita della Chiesa.

Che tradizionalisti e ultraconservatori abbiamo visto con soddisfazione la vittoria di Trump anche in funzione anti-Bergoglio, non è un mistero. Di certo però il legame Bannon-Vaticano in questa chiave dà alla questione un altro peso.

Nel merito, quella proposta da Bannon, era più o meno la formula di George W.Bush, ovvero un capitalismo che ritorna ai suoi istinti primari, privo di limiti, temperato, allo stesso tempo, da un cristianesimo etico, ideologico e identitario.

C’è però un decisivo elemento anti-sistema in più nella teoria di Bannon, e cioè la critica al “capitalismo clientelare”; il salvataggio delle banche del 2008 viene giudicato disastroso e di questo sono accusati governi che, in combutta con gli istituti finanziari, hanno operato per mettere al sicuro le banche mentre la classe media s’impoveriva. Insomma alla ricetta classica dell’ultraliberismo dal volto umano, si aggiunge il condimento decisivo della “rivolta” contro lo Stato-capitalista e i grandi banchieri.

Gli alleati indicati, neanche a dirlo, sono l’ungherese Viktor Orban e gli inglesi dell’Ukip, il partito nazionalista della “Brexit”.

Questo il quadro ma, attenzione, non manca la guerra: il nemico globale della civiltà giudeo-cristiana non può che essere il Califfato, visto come una sorta di prolungamento dell’Islam dal consigliere di Trump. In tale strategia, secondo Bannon, anche un “cleptocrate” come Putin può essere d’aiuto, mentre le pulsioni razziste dei movimenti nazionalisti si supereranno col tempo.

Se non fosse vero sembrerebbe di leggere il copione del “dottor Stranamore” aggiornato al terzo millennio.

In questo quadro il Papa dei migranti e degli “scartati” dei ponti al posto dei muri, del ripensamento del modello di sviluppo, del dialogo fra civiltà, leader e nazioni, è oggi un ostacolo reale per chi pensa che una nuova ideologia di ferro e fuoco debba governare il Pianeta.

Tanto più che Francesco sta rinnovando la Chiesa, la riporta alla sua radice evangelica lungo la linea della misericordia e in tal modo indica nella comprensione delle diversità, nella giustizia e nella carità, le strade da seguire.

Sorgente: Usa – Quando Bannon spiegò ai cattolici ultraconservatori la sua idea di destra mondiale | l’Unità TV

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