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La Serracchiani farebbe meglio rileggersi la costituzione vigente

debora-serracchiani

La serracchiani farebbe meglio a rileggersi la Costituzione vigente, se non le basta le facciamo leggere ciò che scrive a tal proposito la Rampino ;

Fisiche delle particelle, figure ammirevoli e capaci di ispirare comportamenti collettivi, e varie altre donne italiane di valore lanciano in queste ore un appello a votare sì al referendum perché la riforma porta in Costituzione la parità di genere, e lo fa “concretamente”, come afferma una di loro.

Si tratta in realtà di un principio già garantito sin dal 1948 nella Costituzione attuale all’articolo 3, e ribadito per quel che riguarda la parità di genere nella rappresentanza con la modifica all’articolo 51 dell’8 marzo 2002. Nella riforma costituzionale su cui voteremo il 4 dicembre è scritto in forma non equivocabile che l’attuazione di quel principio è rimandata a legge ordinaria: come è ovvio.
Ma quella legge ordinaria senza la quale non ci sarà alcuna concreta parità nella rappresentanza la si sarebbe potuta fare comunque anche e perfino, se si fosse voluto, a Costituzione invariata.

Dov’è, al momento, il testo di legge ordinaria che attui “concretamente” il “nuovo” principio, che “nuovo” non è affatto?
Ogni cittadino italiano è libero di votare sì o no al referendum, e di essere rispettato senza evocare “accozzaglie del sì” e “accozzaglie del no” perchè esprimersi su un testo di revisione della Costituzione non è andare con quattro tizi coi quali magari si ha poco a che spartire al bar o a cena:

il diritto elettorale attivo è il pilastro della cittadinanza, ed è un diritto individuale.

Un diritto di solitudine democratica.

Decidere secondo il “come votano gli altri” a me personalmente -ma è un’opinione- mi pare a dir poco una resa, una leggerezza, un’abdicazione.

Ma qualunque cosa si decida di votare, sia che si finisca per andare al bar coi Montecchi o coi Capuleti, bisognerebbe leggere il testo integrale della riforma -non il semplice quesito- per valutarla e votare.
E meditare un po’. Le particelle della Costituzione non sono meno degne di studio e attenzione di quelle della fisica, e non sono meno complesse. Anzi. – Antonella Rampino

Sorgente: Facebook – M.S.

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