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Lucia Del Grosso »RENZI, LANDINI E IL TORMENTONE “CHI HA VINTO CHI HA PERSO”

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Detesto le arene nella vita civile, figuriamoci se possono piacermi nel dibattito politico. Ma i referendum sono un scontro tra un SI’ e un NO, non ammettono mediazioni, il giorno dopo lo spoglio è legge quello che hanno deciso la metà più uno dei votanti e alla metà meno uno non restano nemmeno le briciole. Perciò i referendum sono quanto di più feroce esista in politica, tanto più in una fase contrassegnata da una cultura politica muscolare e centrata sulla mozione degli affetti più che sul ragionamento.

Perciò rassegnamoci a queste singolar tenzoni che sono tristi anche quando si contengono nei limiti del confronto civile.

A dire la verità non sono nemmeno singolar tenzoni, ognuno di questi scontri è al penultimo sangue: domani se ne annuncerà un altro e l’ultimo intrattenimento durerà giusto il tempo di una raffica di tweet.

Però ora siamo ancora nell’intervallo temporale del “chi ha vinto e chi ha perso” e voglio fare pure io la mia puntata a questo gioco.

Riporto una battuta di Landini che, oltre ad essere un colpo mortale a Renzi, è anche uno specchio dei tempi: “Se vogliamo parlare di fiducia, quando lei mi dice di stare sereno che andrà tutto bene, io con quello che ho visto non mi fido”.

Siamo tutti consapevoli che in un Paese serio nessuno, ma proprio nessuno, si sarebbe potuto permettere di sbeffeggiare così nemmeno un consigliere di un comune di 300 abitanti?

Landini l’ha fatto e Renzi non dico che avrebbe dovuto tirargli il guanto per sfidarlo a duello, ma almeno si sarebbe dovuto alzare offeso e andarsene. Ma ovviamente non era in condizione di farlo dato la sua infiammabilissima coda di paglia.

Sempre in quel Paese serio che è solo nella mia immaginazione i fan di Renzi avrebbero dovuto disattivare gli account Facebook e Twitter un minuto dopo per la vergogna. E invece staranno lì fino a domani a postare, cliccare, twittare che Renzi ha vinto 10 a 0 e secondo me ne sono pure convinti: semplicemente non hanno nemmeno fatto caso al cazzotto di Landini, come se fosse rimbalzato sulla faccia di gomma di Renzi. Gli dicono in faccia che è infido, ipocrita, inaffidabile, cioè quanto di peggio si possa dire ad un capo di governo, e senza possibilità di controbattere, dato che quell’Enrico stai sereno è diventato proverbiale, ma che volete che sia! Un granello, una mollichina di fronte al vento di un cambiamento a cui credono solo 100 artisti frequentatori più di studi televisivi che di quartieri popolari.

Non so se Cuperlo ha visto il confronto Renzi/Landini. Sarebbe stato molto istruttivo per lui. C’è rimasto solo lui a fidarsi di Renzi.  E peccato che non vedremo mai un confronto Renzi/Cuperlo, dato che sono nello stesso fronte del SI’. Ma mi è venuta in mente lo stesso la scena di un impossibile faccia a faccia televisivo in cui Cuperlo gli fa professione di fede e Renzi gli scoppia a ridere in faccia.

Sorgente: Lucia Del Grosso » Blog Archive » RENZI, LANDINI E IL TORMENTONE “CHI HA VINTO CHI HA PERSO”

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