Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

.

Il primo red carpet di Appendino, tubino classico e pioggia di flash – La Stampa/torino

lastampa.it/torino – Il primo red carpet di Appendino, tubino classico e pioggia di flashAl Lingotto un tappeto rosso in cui si mischiano Prada e abiti da sci

emanuela minucci
torino – Chiara Appendino arriva per ultima al Lingotto e si vede subito che il pit-stop davanti ai flash le costa. Ma è una serata speciale, è il primo red carpet da sindaca, che per l’occasione sfoggia capelli vaporosi, sciarpa argentea, abito nero «di nessuno stilista» e tacco corposo, Anni Settanta.

Al suo braccio, il marito Marco, che si concede lo smoking. In assenza di quello di Alberto Barbera, il direttore del Museo del Cinema trattenuto negli States da un’importante conferenza, c’è quello del first-husband.

Appendino sceglie il total black, a differenza della sua collega Virginia Raggi alla prima della Festa del Cinema di Roma. Ma l’impronta è la stessa. Colori assoluti e classici, bianco e nero, eleganti come il cinema di una volta.

DEBUTTO PSICHEDELICO

Tutto sabaudo? Assolutamente no, l’apertura del 34° Torino Film Festival è un film psichedelico e pieno di colpi di scena.

A cominciare dal dreadlock verde bottiglia che si staglia sulla chioma alkermes della direttrice Emanuela Martini. Anche lei è vestita di nero, ma è un nero anti-convenzionale, con i pantaloni alla turca che scivolano sulle Camper.

Lei è così, «un filo punk per sempre» al punto che quest’anno ha inserito nel suo festival la notte dedicata ai 40 anni dal primo singolo dei Sex Pistols.

Le dieci cose da non perdere al Tff

E il red carpet del Tff, mai come quest’anno mischia alto e basso, gente vestita da coda verso lo skilift (con a seguito un trolley) che sciama verso il buffet subito dopo la magica visione di Jasmine Trinca, la madrina. La ragazza scoperta da Nanni Moretti appare in un completo bianco e nero (guarda caso) di Prada, con il papillon slacciato come reduce da una notte di follie. Ed è subito diluvio di flash.

IL DECOLLETE’ DI JASMINE

Décolleté con tacco 12, niente calze, rossetto fuoco, ma soprattutto la chioma platino con massiccia ricrescita scura. «Sono diventata bionda per esigenze di copione» dice a chi stenta a riconoscerla, e ha l’aria di una che dentro gli abiti da «femme fatale» è scivolata con ironia.

Una madrina che non deve far ridere o ammiccare per piacere (come le precedenti, Mazzamauro e Francini): seduce da sé.

«Questo festival mi piace molto perché fatto da gente malata di cinema in una città malata di cinema» spiega. Martini la guarda e annuisce.

Il resto è una serata in cui convive tutto e il suo contrario dal vestito infinito di Cristina Chiabotto (lei è talmente bella che può permettersi anche un lungo «animalier») e il presidente della Regione Chiamparino che al posto della cravatta sfoggia il pass. «Avevi paura che non ti riconoscessero Sergio?» gli fa un amico.

E lui: «Il mio è un modello “fafiuchè”». Ridono anche i fotografi, già stremati al primo giorno di Tff. Ecco Salvatores, con l’aria un po’ stravolta, è vestito come in qualsiasi altro giorno e dichiara di essere stanco.

Tutt’altra mise Patrizia Sandretto sorridente e chiusa in uno dei suoi abiti opera d’arte cucito per lei da «Piece Uniques», e Paolo Damilano, impeccabile, che non smette per un attimo di fare il vero padrone di casa del Lingotto.

Elegante, «negli abiti della mamma», pieno look Anni 50 e anche lei di nero vestita l’assessora alla Cultura Francesca Leon. Buffet veloce e poi tutti a vedere «Beetween us», storia di una coppia che scoppia.

CHIERI : Ius soli per duecento bambini ANTONELLA TORRA

..

Sorgente: Il primo red carpet di Appendino, tubino classico e pioggia di flash – La Stampa

Spread the love
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *