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Ecco dove ci si può ibernare, 143 pazienti l’hanno già fatto

La 14 enne inglese che ha ottenuto il via libera del tribunale per essere ibernata post mortem non è la prima ad aver optato per questa singolare scelta. Il centro specializzato Alcor in Arizona (Usa), il più attivo nel mondo, a ottobre 2016 vantava 1.583 ‘soci’, di cui 1.104 hanno completato le pratiche per predisporre la loro ibernazione, non appena cesseranno di vivere.E ci sono già stati dei precedenti di persone, anche bambini, ibernate a fini medici. Nel 2015 i genitori di una piccola tailandese di nemmeno tre anni, morta per un tumore al cervello, scelsero la crioconservazione del suo corpo nella speranza che un giorno, grazie a qualche avanzamento della medicina, possa tornare in vita. La piccola Matheryn Naovaratpong era stata dichiarata morta l’8 gennaio 2015, ed è stata la più giovane paziente mai trattata dalla Alcor, la 134esima nel mondo e la prima dall’Asia. Attualmente i corpi conservati a Scottsdale sono 143, di cui 104 uomini e 39 donne.L’azienda precisa di aver registrato le ultime 100 iscrizioni in un anno e 11 mesi, mentre i precedenti 100 membri avevano aderito nel corso di un periodo molto più lungo, pari a 5 anni. Cresce costantemente e in velocità, dunque, il successo di questa controversa tecnica. Fra i soci si va dall’insegnante di recitazione Lorrie Hull, al produttore televisivo Kumar Krishnamsetty. Fino all’intera famiglia Kulakovich: Bret, sua moglie Sarah e le figlie Molly (3 anni) e Ada (1), tutti iscritti alla Alcor.Il centro specializzato precisa comunque che “nessun essere umano adulto è stato mai fatto rivivere: i pazienti vengono trattati con l’aspettativa che la tecnologia del futuro, in particolare la nanotecnologia molecolare”, possa renderlo possibile, e non possono essere ibernate persone prima della loro morte.Solitamente i medici specialisti della Alcor si recano nel luogo di residenza del paziente e dopo che viene dichiarato morto procedono con l’adeguata preparazione: il corpo e il cervello vengono sistemati in una cella portatile con ghiaccio secco appositamente preparato e mantenuto a -79° C. Poi, il trasporto in America e la conservazione a -196°C.

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