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Sullo smartphone le tracce chimiche del nostro stile di vita – Le Scienze

– Le tracce chimiche lasciate sui telefoni cellulari possono fornire informazioni sullo stile di vita di una persona. (Credit: Amina Bouslimani e Neha Garg) –

lescienze.it – Sullo smartphone le tracce chimiche del nostro stile di vita. Alimenti, medicinali, prodotti di bellezza e molte altre sostanze con cui entriamo in contatto ogni giorno lasciano tracce chimiche ben precise sugli oggetti che tocchiamo più spesso, a cominciare dai nostri cellulari.

L’analisi di queste tracce può consentire di ricostruire lo stile di vita di una persona, fornendo un utile supporto alle indagini forensi e aprendo la strada ad altre potenziali applicazioni in campo sanitario o ambientale  di Matteo Serra

Le tracce chimiche che lasciamo sui nostri oggetti personali possono dire molto su chi siamo. Lo dimostra uno studio pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences da un gruppo di ricerca internazionale coordinato da Pieter Dorrestein, dell’Università della California a San Diego.

Secondo gli scienziati è possibile ricostruire alcuni tratti rilevanti dello stile di vita di una persona (come il regime alimentare, lo stato di salute, i prodotti di bellezza preferiti e i luoghi visitati) analizzando i composti chimici che si trovano sulla superficie del suo telefono cellulare, un oggetto che viene toccato molto frequentemente. La ricerca potrebbe avere applicazioni interessanti nell’ambito delle scienze forensi, mediche e ambientali.

«Immaginiamo uno scenario in cui un investigatore sulla scena del crimine trovi un oggetto personale – come un telefono, una penna o una chiave – senza impronte digitali o tracce di DNA, oppure con impronte e tracce non registrate negli archivi: non avrebbe nessun elemento per stabilire a chi appartenga quell’oggetto», sottolinea Dorrestein.

«Così ci siamo chiesti: perché non provare a sfruttare le tracce chimiche lasciate sugli oggetti per ottenere informazioni sullo stile di vita di una persona?»

Lo studio ha coinvolto 35 adulti volontari sani. I ricercatori hanno eseguito tamponi in quattro diverse zone dei loro cellulari e in otto aree della loro mano destra, raccogliendo circa 500 campioni. Attraverso analisi di spettrometria di massa, gli scienziati hanno poi identificato le molecole presenti nei campioni, confrontandole con quelle registrate in un database sviluppato appositamente.

Le tracce chimiche trovate erano di medicinali (per esempio antiinfiammatori, antidepressivi e colliri), prodotti igienici (creme per la

pelle, trattamenti anticalvizie), ma anche alimenti (caffeina, agrumi, erbe aromatiche e spezie). In particolare, le tracce di creme solari e repellenti antizanzare sono state trovate anche mesi dopo l’ultima volta che i soggetti dell’esperimento avevano usato il loro cellulare, indicando che queste sostanze possono lasciare un residuo anche a lungo termine.

Forti di queste informazioni, i ricercatori hanno quindi tracciato un profilo personalizzato dello stile di vita dei proprietari di ciascun cellulare.

«Analizzando i composti chimici presenti sul telefono, possiamo capire (con buona probabilità) se il soggetto è una donna, usa cosmetici, si tinge i capelli, beve caffè, preferisce la birra o il vino, gradisce il cibo speziato, è in trattamento per la depressione, quanto tempo trascorre all’aria aperta e così via», spiega Amina Bouslimani, primo autore dello studio. «Tutte informazioni che potrebbero essere molto utili a un investigatore in cerca di indizi.»

La principale limitazione di questo approccio è che non può indicare una persona specifica, come nel caso di un’impronta digitale, ma solo un profilo generale dello stile di vita di una persona. Dorrestein e Bouslimani stanno comunque già lavorando a un’estensione dello studio su un campione più ampio (80 persone) e analizzando altri oggetti personali come portafogli e chiavi.

Oltre alle scienze forensi, gli autori ipotizzano anche altri ambiti di applicazione della metodica. Per esempio, i medici potrebbero ottenere informazioni sulla reazione di un paziente a un medicinale monitorando i metaboliti presenti sulla sua pelle. Oppure, l’analisi delle tracce chimiche presenti sulla pelle potrebbe segnalare l’eccessiva esposizione di una persona a inquinanti ambientali.

Sorgente: Sullo smartphone le tracce chimiche del nostro stile di vita – Le Scienze

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