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Sanità senza sanità – nigrizia.it

nigrizia.it – Sanità senza sanità  – di Alex Zanotelli  

Un’altra lotta che stiamo portando avanti qui a Napoli è quella per un servizio sanitario pubblico. Sono parecchi anni che gli ospedali del centro di Napoli sono a rischio chiusura.

E quando parliamo di centro città intendiamo anche quella che chiamiamo Napoli “malamente”, cioè abitata da famiglie con difficoltà economiche, famiglie che soffrono.

Il perché di questa minacciate chiusure è molto semplice. È stato costruito un nuovo ospedale a Ponticelli, tra l’altro in piena zona rossa Vesuvio. Si chiama Ospedale del Mare e i pubblici amministratori vorrebbero che tutti puntassero lì.

Il fatto è che, se si ha un’urgenza, muoversi dal centro città a questo ospedale significa andare in cerca di guai perché c’è un traffico insostenibile. Possiamo perciò dire che, se chiudono gli ospedali del centro, mezzo milione di persone rimarranno sguarnite, private del diritto alla sanità pubblica.

Questa lotta si è ora focalizzata sull’ospedale San Gennaro dei Poveri, che è un antico ospedale del rione Sanità. Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, lo vuole chiudere. La ragione principale, bisogna dirlo, è dovuta allo spreco di denaro pubblico che ha interessato questa struttura.

Un altro motivo è che noi cittadini dobbiamo fare i conti, non da oggi, con i tagli al bilancio della sanità pubblica e con la tendenza a privatizzare quote di servizio sanitario. Il criterio è che possa usufruire dei servizi sanitari chi se lo può permettere e gli altri si arrangino.

San Gennaro dei Poveri serve una popolazione di 100mila persone e qui abbiamo tante famiglie impoverite… L’intenzione è di farlo diventare un polo ambulatoriale e riabilitativo dove si entra pagando un ticket.

Dopo essere riusciti, non senza difficoltà, a coinvolgere il quartiere intorno al problema, il 14 di ottobre le associazioni che fanno parte della Rete Sanità ha organizzato una manifestazione e distribuito un volantino, listato a lutto, che annunciava la morte dell’ospedale.

Partendo dalla piazza Sanità il corteo si è diretto sul corso Amedeo di Savoia. Lì abbiamo bloccato il traffico per una buona ora, creando il caos con l’intento di farci ascoltare. La richiesta è che l’ospedale non sia smantellato e che rimanga almeno un pronto soccorso con ambulanze di rianimazione, un reparto radiologico e un reparto chirurgia con degenze entro la settimana.

Lasciato il corso Amedeo di Savoia ci siamo diretti all’ospedale con l’intenzione di occuparlo, ma la polizia ci ha chiuso la strada. La manifestazione ha avuto una buona evidenza su tv e giornali.

Il 18 ottobre, altra manifestazione. Nuovo blocco del corso Amedeo di Savoia e poi occupazione del San Gennaro dei Poveri (questa volta riuscita) dove c’è ora un presidio permanente che ha già bloccato due camion che dovevano sgomberare le suppellettili di una parte dell’ospedale. E la lotta va avanti.

Per Rete Sanità si tratta di difendere il fondamentale diritto alla sanità pubblica e di opporci alla crescente privatizzazione dei servizi sanitari, che ricadrà sui poveri. E l’ultimo rapporto Caritas sulla povertà dice che nel Sud d’Italia c’è un incremento degli impoveriti.

Inoltre va ricordato che nei negoziati in corso per arrivare un Trattano internazionale di liberalizzazione dei servizi (Tisa), che coinvolge tra gli altri Usa, Ue e Australia, si punta a privatizzare e le multinazionali sono pronte a metterci le mani. Non possiamo accettarlo. Per cui partendo dal rione Sanità, stiamo facendo una lotta che ha un significato sia nazionale che europeo.

Sorgente: Sanità senza sanità – nigrizia.it

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