La Spezia, 17 novembre 2016 – Per anni ha lavorato con entusiasmo in un progetto che l’appassionava, prestando servizi di informazione, orientamento e tutela agli immigrati. Aveva contribuito fattivamente agli obiettivi dell’associazione, nella quale era inserita con contratto a progetto.

Un clima sereno, familiare, la circondava. La stessa produttività l’aveva spinta a chiedere un contratto a tempo indeterminato, che gli stessi datori di lavoro le avevano più volte assicurato. Da quella data, da quella richiesta di stabilizzazione occupazionale, la vita di una 35enne residente in città, è completamente cambiato. Il luogo di lavoro si è trasformato per lei in un inferno, sempre presa di mira dai datori di lavoro, così come documentato nella denuncia presentata in Procura dal suo legale, l’avvocato Enrico Conti, del foro spezzino.

La giovane è stata oggetto di mobbing, di stalking e di violenza sessuale. I fatti risalgono a due anni fa. Sotto gli occhi attenti di alcuni colleghi, che figurano nella denuncia come testimoni dei fatti, la 35enne è stata al centro di due episodi che l’hanno particolarmente turbata, tanto da incamminarla nella decisione di adire alle vie legali. La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Una frase e un gesto che non lasciano, a quanto riferisce l’avvocato Conti, spazio a fraintendimenti. «Ti renderò la vita impossibile…ti butto dell’acido in faccia così non potrai più uscire di casa» è stata la frase pronunciata da un dirigente, mentre un altro, a distanza di pochi giorni, le avrebbe palpato con forza e persistenza il fondoschiena: scena, questa, che non passò inosservata ad alcuni colleghi della donna.

‘Persistenza’ che, secondo l’avvocato Conti identifica il reato di violenza sessuale. La donna, l’anno scorso, è stata costretta a lasciare il posto di lavoro, oggi vive difficoltà economiche, non sa come arrivare alla fine del mese. Inoltre, ha sulle spalle un altro peso: «I dirigenti – spiega l’avvocato Conti – le imposero la sottoscrizione di una vertenza sindacale, in base alla quale le avrebbero corrisposto, a titolo di pareggio di conteggi rispetto all’attività prestata, la somma di circa 500 euro: vertenza sindacale da me impugnata perché senza data». Da qui la denuncia in procura.