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Nuove indagini su Stamina e Davide Vannoni – Le Scienze

Da sinistra, gli avvocati difensori Pasquale Scrivo e Liborio Cataliotti con Davide Vannoni durante un’udienza del processo Stamina. (ANSA)

lescienze.it – Nuove indagini su Stamina e Davide Vannoni. Davide Vannoni, la cui condanna a 22 mesi era stata sospesa a condizione che abbandonasse la somministrazione del suo trattamento a base di staminali,  forse sta continuando la sua attività all’estero  –  di Alison Abbott/Nature

I pubblici ministeri di Torino, in Italia, stanno verificando se Davide Vannoni – l’imprenditore delle cellule staminali finito nei guai e condannato penalmente l’anno scorso per aver somministrato terapie con cellule staminali non validate in Italia – sta nuovamente somministrando i suoi trattamenti, questa volta in Europa orientale.

Nel marzo 2015, Vannoni è stato condannato con l’accusa di associazione a delinquere e truffa per i suoi trattamenti, stati dichiarati pericolosi dall’autorità competente italiana, l’AIFA (Agenzia italiana del farmaco). Il suo è un caso famoso tra gli scienziati italiani, che hanno combattuto a lungo per fermare la sua somministrazione di cellule staminali ai pazienti attraverso la sua fondazione Stamina.

Vannoni è stato condannato a 22 mesi di prigione, ma la sentenza è stata sospesa dopo un patteggiamento redatto dal procuratore Raffaele Guariniello, che imponeva a Vannoni di astenersi dall’organizzare ulteriori terapie, sia in Italia sia all’estero.

Subito dopo il patteggiamento, gruppi di pazienti hanno scritto sui social media che il trattamento con cellule staminali era ancora disponibile, ma in Georgia. E alla fine di ottobre, un paziente si è fatto avanti con un resoconto dettagliato del suo trattamento. I procuratori hanno detto a “Nature” che questo li ha spinti ad agire.

Nuove indagini su Stamina e Davide Vannoni

Vannoni non ha risposto alle richieste di una dichiarazione, inoltrate attraverso il suo avvocato, Liborio Cataliotti. Ma Cataliotti ha detto a “Nature” che, pur non sapendo se Vannoni stesse continuando le terapie in Georgia, riteneva che ci fossero dei “problemi tecnici” in quello che Guariniello aveva detto a proposito dei termini del patteggiamento. Il procuratore – ha detto – non aveva alcuna autorità per pronunciarsi su ciò che può essere fatto in paesi in cui simili terapie con cellule staminali sono consentite.

Guariniello è oggi in pensione, ma un altro procuratore di Torino, Vincenzo Pacileo, ha detto a “Nature” che la sospensione della sentenza dipendeva dalla promessa di Vannoni di “abbandonare” le sue attività con le cellule staminali, una frase che – dice Pacileo – sottintende sia in Italia che all’estero.

Tuttavia, un giurista italiano esperto che ha letto la sentenza di 46 pagine, ma non vuole essere nominato, dice che la premessa è legalmente ambigua. In nessun punto – dice – il documento specifica che questo valga per le attività all’estero.

“E’ davvero deludente che la scienza non sia stata in grado di porre fine a tutto ciò”, dice Luca Pani, ex direttore generale dell’AIFA. “Un paziente è un paziente ovunque sia sottoposto a terapia, e io mi preoccupo per loro e per le loro famiglie.” Pani ha cercato di chiudere l’attività di Stamina a Brescia nel 2012, ma i pazienti disperati avevano ottenuto dal tribunale delle ordinanze che consentivano di ottenere il trattamento.

Ci sono voluti due anni prima che i magistrati di Torino ordinassero la confisca di attrezzature e materiali del laboratorio di Stamina.

Nel luglio di quest’anno, l’agenzia stampa italiana ANSA ha riferito che alcuni pazienti sostenevano di aver ricevuto la terapia Stamina in Georgia. Tuttavia, non li identificava né dettagliava la loro esperienza clinica.

Ma il 24 ottobre Andrea Zicchieri, di 52 anni, è apparso in un servizo giornalistico trasmesso da La7, completo di documentazione video. Zicchieri, che ha una malattia dei motoneuroni, ha detto di aver pagato 18.000 euro per un ciclo di tre trattamenti a Tbilisi tra luglio e settembre, organizzato con Vannoni. Zicchieri ha detto a La7 che suo fratello era andato a Tbilisi in maggio per donare le cellule del midollo osseo che sono state usate nel trattamento, e che Vannoni era presente mentre veniva effettuato il trattamento. Ha detto anche che il trattamento non ha funzionato.

Zicchieri, che ora è stato chiamato a testimoniare dalla polizia, ha ripetuto gli stessi dettagli a “Nature”, fornendo le immagini dei messaggi tra lui e Vannoni, e aggiungendo che aveva cercato Vannoni sapendo che il trattamento era controverso. “Anche se c’era una speranza solo dell’1 per cento, ho voluto correre il rischio”, ha detto.

Il suo racconto è coerente con i resoconti sui social media di gruppi di pazienti che sostengono il lavoro di Vannoni. Stando alle fotografie fornite da Zicchieri, la clinica era il Mardaleishvili Medical Center di Tbilisi, indicata anche sul sito di un gruppo di pazienti dedicato al trattamento Stamina.

Quando “Nature” ha richiesto al centro un commento, un uomo ha detto che Vannoni era stato lì e sarebbe tornato a gennaio, e che tutte le questioni relative alla terapia con cellule staminali dovevano passare attraverso Vannoni e non attraverso la clinica. E non ha risposto a ulteriori tentativi di stabilire un contatto.

Messaggi su due delle pagine di Facebook di Vannoni – già riportati dai media italiani – fanno pensare che ora stia lavorando all’estero. Nel mese di febbraio, Vannoni ha scritto che era “all’estero per continuare Stamina”.

In un’altra pagina, in giugno ha inviato un messaggio ringraziando le persone per gli auguri di compleanno, notando che “a volte si deve abbandonare una battaglia per vincere una guerra.

In breve, cambiare Paese. # 750″.  Sotto il post, i commentatori hanno detto che cifra significa che Vannoni affermava di aver fatto 750 infusioni di cellule staminali, molte di più di quante ne abbia fatte in Italia. (Un messaggio precedente, pubblicato il 24 dicembre 2015, si conclude con “# 450”).

La terapia di Vannoni comporta la modificazione delle cellule staminali prelevate dal midollo osseo di un paziente o di un parente, e la loro iniezione nel malato.

In Italia, Vannoni ha usato questo approccio su persone con una varietà di condizioni, dal morbo di Parkinson alla distrofia muscolare.

Recenti casi di trattamenti simili hanno portato a tumori, osserva Elena Cattaneo, neuroscienziata all’Università di Milano, in Italia, che è stata tra coloro che hanno lavorato per fermare Vannoni.

Quella che Vannoni ha apparentemente ricominciato a effettuare è “una vergogna”, dice. “Governi e istituti di sanità pubblica dovrebbero fare di più per informare i pazienti.”

(L’originale di questo articolo è stato pubblicato su Nature il 14 novembre 2016. Traduzione ed editing a cura di Le Scienze. Riproduzione autorizzata, tutti i diritti riservati.)

Sorgente: Nuove indagini su Stamina e Davide Vannoni – Le Scienze

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