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Un mondo di muri: Trump non ha inventato nulla – L’Indro

lindro.it – La Storia ci insegna. Un mondo di muri: Trump non ha inventato nulla. Dalla Muraglia Cinese al Vallo di Adriano, per passare a quello di Berlino a quello anti migranti.

Una campagna elettorale la cui immagine può essere un muro, quella di Donald Trump. E nelle prime interviste di questi primi giorni da Presidente designato, Trump ha continuato a rilanciare la sua idea di un ‘muro’ anti-immigrati al confine tra Stati Uniti e Messico.

Ma il tycoon non si è inventato proprio nulla. A partire da quello che ha tracciato la storia politica e spirituale di una manciata di decenni dello scorso secolo, il muro tedesco, l’ultimo secolo nel mondo è stato tracciato da muri.

E in Europa, negli ultimi mesi, per arginare il flusso di migranti ne sono già stati innalzati molti; i muri sono stati i protagonisti della politica dell’ultimo anno.

Facciamone una breve e non esauriente carrellata.

GRAN BRETAGNA: il 7 settembre scorso le autorità britanniche hanno annunciato la volontà di finanziare la costruzione di un muro lungo l’autostrada che costeggia la ‘Giungla’ di Calais, nel nord della Francia,ormai scomparsa da diverse settimane.

Si parla di un muro di quattro metri e correrà per un chilometro lungo i due lati dell’arteria stradale.

UNGHERIA-SERBIA: un primo ‘muro difensivo’ è stato già costruito lo scorso anno ed è lungo ben 175 km. Ma l’Ungheria ha annunciato nelle scorse settimane di voler procedere alla costruzione di un altro nella parte meridionale del Paese.

MACEDONIA-GRECIA: alla fine del 2015 Skopje ha iniziato la costruzione di una barriera al confine nei pressi di Idomeni, in territorio greco, dove si trova un enorme campo profughi.

CEUTA E MELILLA: si tratta delle due enclavi spagnole situate in Marocco, oltre lo Stretto di Gibilterra. Qui sono presenti ormai dagli anni ’90 delle barriere di filo spinato – rispettivamente di 8,2 km e 12 km – per bloccare l’accesso in massa degli immigrati che vogliono raggiungere l’Ue.

CISGIORDANIA: la costruzione da parte di Israele di queste barriere è cominciata nella primavera del 2002. Si parla di security fence, che hanno lo scopo d’impedire fisicamente l’intrusione dei terroristi palestinesi. Una decisione presa dopo la stagione degli attentati suicidi in Israele.

Circa 700 km di ‘muro’ a cui si alternano trincee e porte elettroniche, il cui tracciato è stato ridisegnato più volte a causa delle pressioni internazionali. Nel 2004 la barriera è stata definita illegale dalla Corte Internazionale di Giustizia all’Aja.

BOTSWANA-ZIMBABWE: Nel 2003 il progetto di una barriera elettrica metallica al confine con lo Zimbabwe è diventato realtà. Parliamo di una costruzione alta due metri e che si estende per 500 km. Lo scopo, secondo il governo del Botswana, è quello di prevenire la diffusione tra il bestiame di malattie infettive da altri Paesi. Ma in realtà si vuole evitare il passaggi odi profughi.

ARABIA SAUDITA-YEMEN: un muro equipaggiato con le più sofisticate e moderne apparecchiature elettroniche di sorveglianza quello costruito da Riad, il tutto per ‘proteggere’ il Paese dagli immigrati provenienti dallo Yemen. Il re saudita Abdallah ha anche annunciato la costruzione di quasi 900 km di barriere per difendersi dalle infiltrazioni dell’ISIS.

USA-MESSICO: 3. 200 km di confine, dove il governo americano ha già costruito sin dal 1991 una barriera lungo un terzo del percorso per bloccare l’immigrazione dal Messico ed altri Paesi dell’America centrale.

Ma in generale è il Novecento il secolo dei muri, con la Germania come principale nazione coinvolta. Il primo andava dal Baltico all’allora Cecoslovacchia, per oltre mille chilometri, l’altro però e ben più famoso è il Muro di Berlino, pensato per soffocare la sezione non comunista della città, che poi cadde il 9 novembre 1989. E come dimenticare quelli della Corea del Nord, ma anche dell’Irlanda del Nord.

Ma tutta la storia, anche quella meno recente, è fatta di barriere, che siano state di legno o muratura. Una volta c’erano da tenere lontani i barbari, che volevano conquistare Roma o magari ottenere proprio la cittadinanza romana. Il principio su per giù è rimasto lo stesso: quello di contenere le ondate migratorie.

Certo è che l’idea proposta da Trump di creare una barriera fisica per tutti i 3.200 km di confine con il Messico sembra assurda ai giorni nostri.

Ma Trump non inventa nulla. Eh sì, perché la Grande Muraglia Cinese con i suoi 8.851 chilometri, voluta nel 215 a.C. dall’imperatore Qin Shi Huang, non è molto lontana dall’idea del magnate americano. Lo scopo era quello di impedire le scorrerie delle popolazioni mongole che, calando dal nord, mettevano a repentaglio l’esistenza del neonato impero cinese.

Come non ricordare invece il Vallo di Adriano, il primo nella storia occidentale, costruito in Britannia per creare un argine alle scorribande barbare. Era lungo ‘solo’ 117 km, ma dopo qualche anno fu rinforzato da Antonino Pio, che lo spostò più a nord secondo la teoria della difesa avanzata, ossia più avanti spingi la frontiera, più lontano tieni i possibili nemici o ‘problemi’. Ma il tentativo fallì miseramente.

Ma ai romani l’idea piaceva e ci pensò Costantino, cresciuto all’ombra del Vallo di Adriano, a proseguire sulla linea: decise di unire il sistema di fortificazioni lungo il corso del Reno con quelle del Danubio, formando una barriera di quasi 2.000 km. Ma il Limes non basta, ancora una volta: nel 376 i Goti sfondano ad Adrianopoli.

Forse però i veri muri sono quelli mentali, quelli culturali. E quelli è difficile abbatterli, una volta che si insinuano nella testa di tutti. Ma la storia insegna che le cose possono cambiare, che nonostante i muri, le divisioni si possono superare.

Certo è che pensare che nel 2016 una barriera di cemento e filo spinato sia ancora la soluzione a tutti i mali fa pensare.

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