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Manovra, il si condizionato dell’Ue E intanto torna il ponte sullo Stretto

La commissione Bilancio della Camera comincia l’esame dei 5 mila emendamenti ma il via libera dall’Europa si avrà solo all’inizio del 2017. Tempi strettissimi per il dibattito.

Bisognerà attendere l’anno nuovo per capire se davvero la manovra avrà il via libera dell’Europa. Bruxelles non boccia ma rimanda l’Italia. Chiesti chiarimenti soprattutto in merito alle spese per migranti e terremoto. Intanto però sul fronte interno la manovra continua. C’è la richiesta di considerare il Ponte sullo Stretto di Messina una «infrastruttura prioritaria per l’interesse del Paese», avanzata da Ncd. C’è il bonus Brexit, la possibilità di scaricare dalle tasse il 25% dei costi di «trasloco» per le imprese che decidono di spostarsi nel nostro Paese. E ancora un piano straordinario di assunzioni nei Comuni, uno sconto sui contributi per i nuovi contratti di lavoro nelle imprese del Mezzogiorno, e un aumento dei fondi a disposizione per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici. C’è un po’ di tutto nell’elenco dei 4.962 emendamenti presentati dai deputati al disegno di legge di Bilancio, la vecchia Finanziaria. In buona parte si tratta di proposte «bandiera», destinate a non essere nemmeno messe ai voti.

Il gruppo del Pd fa il punto con Padoan

Oggi la prima scrematura da parte della commissione Bilancio della Camera, che stabilirà quali sono ammissibili e quali no, perché estranei al testo originario della manovra, approvata dal consiglio dei ministri tre settimane fa. Alla fine saranno messe ai voti solo 900 proposte di modifica, come concordato nei giorni scorsi. E il lavoro si concentrerà su quelle segnalate dai gruppi parlamentari. Stamattina il gruppo del Pd farà il punto sulle sue proposte nel corso di una riunione con il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. I tempi sono strettissimi. Anche perché c’è il «tappo» del decreto fiscale, quello che introduce la rottamazione delle cartelle di Equitalia che oggi doveva essere approvato con il voto di fiducia ma che prima deve tornare in commissione per un problema di copertura.

Boccia (Pd), modifiche solo con il visto della Ragioneria

Il presidente della commissione Bilancio, Francesco Boccia (pd), avverte: «Chiederò che ogni riformulazione che abbia una spesa sia firmata dalla Ragioneria generale dello Stato». Basterà? L’obiettivo della maggioranza e del governo è di avere il via libera della Camera prima del referendum costituzionale del 4 dicembre. Per domani è atteso il giudizio sulla manovra da parte della commissione europea. Il verdetto finale, però, arriverà con l’Ecofin, la riunione del ministri economici, in programma a Bruxelles il 5 dicembre, il giorno dopo il referendum.

Sorgente: Corriere della Sera

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