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M5S, Di Battista: “Mio padre insultò D’Alema sul panfilo”

“Avevo 18 anni, ero con la mia famiglia a Corfù. Vediamo arrivare un panfilo. Papà dice: ‘Andiamo a vedere se lì c’è D’Alema’. Prendiamo il gommoncino e affianchiamo la sua barca. Era lui. Mio padre si sporge sul gommone e inizia a urlargli contro: ‘Hai tradito i valori della sinistra, ti sei venduto al capitale e all’imperialismo americano’. D’Alema rimane immobile. Anni dopo, mi ritroverò a ripetere quelle frasi all’interno del Parlamento”. Alessandro Di Battista si racconta a Vanity Fair, nel numero in edicola domani, a tre settimane dal referendum del 4 dicembre.Il deputato del Movimento 5 Stelle parla dei suoi viaggi, della passione per la politica e del rapporto col padre fascista. Si definisce un viaggiatore “dai piedi che scottano e non possono stare mai fermi: dopo la laurea me ne volai in Guatemala per seguire un progetto della Caritas italiana. Andai a vivere in una comunità di ex guerriglieri. Imparai lo spagnolo, dando lezioni di chitarra gratis”.Il ritorno in Italia è stato ‘terribile’: “Era il 2011. A Roma ho iniziato a soffrire di attacchi di panico. Mi svegliavo di notte, non riuscivo a respirare, pensavo a un infarto”. Nell’intervista Di Battista, tra i volti più noti del Movimento, racconta anche del suo rapporto con Gianroberto Casaleggio. “Era un ascoltatore fuoriclasse. Negli ultimi anni ci sentivamo almeno tre volte a settimana. Al telefono chiedevo spesso se fosse ancora in linea. E lui: ‘Sì, sto ascoltando'”.”Qualche volta si arrabbiava – prosegue Di Battista ricordando Casaleggio – anche soltanto per una frase che dicevo, e mi riattaccava il telefono in faccia. Rimanevamo una settimana senza parlarci. Poi metabolizzava e mi richiamava”. Di Battista definisce Laura Boldrini “un’ipocrita”, Matteo Renzi “un incoerente”, Denis Verdini “il capo del Pd” e Maria Elena Boschi “una persona sconnessa dalla realtà”. “La riforma costituzionale – a suo dire – creerà un Parlamento di nominati. Non servirà a nulla al Paese Reale, quello lontano dai grandi costruttori e dalle slide di Renzi”.Quanto al rapporto con Di Maio, “io e Luigi siamo diversi, lui è molto più introverso. Ma ci stimiamo immensamente, come parlamentari e come uomini”. Tra gli amici cita Fedez: “Ci siamo conosciuti nel 2014. Oggi ci scambiamo spesso messaggi vocali su WhatsApp. Lui mi aggiorna sul mondo della musica. E io gli spiego le riforme”.Vizi da rockstar? “Qualche canna me la sono fatta anche io, da ragazzino – ammette -. Ma non ho mai comprato il fumo. Ho smesso anche di fumare sigarette, dopo essere entrato in Parlamento. E sto anche cercando di diventare vegetariano, anche se non riesco a rinunciare al pesce”. Dopo la rottura con Ana, è single: “Nel primo anno in Parlamento la mia vita privata era peggiorata. Non riuscivo a staccare dal lavoro. Non mi dispiacerebbe una ragazza che abbia tanta voglia di viaggiare. Una con i piedi che scottano, come me”.

Sorgente: M5S, Di Battista: “Mio padre insultò D’Alema sul panfilo”

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