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#26N #NonUnaDiMeno – non verrò alla manifestazione ma vi seguirò da lontano – Al di là del Buco

abbattoimuri – #26N #NonUnaDiMeno – non verrò alla manifestazione ma vi seguirò da lontano.  Eretika

Cara Eretica,

il 26 novembre non andrò alla manifestazione nazionale contro la violenza di genere perché non posso lasciare mia madre che sta male ed è affidata alle mie cure e in ogni caso non sarei in grado di fare il trasloco del mio corpo per portarlo a roma. è un corpo pesante, il mio, perché ho cicatrici di ferite che ancora non si sanano. sono una ex tossicodipendente e campo con la pensione di mia madre sperando che non muoia perché altrimenti non saprei come fare. io e mia madre siamo costrette a stare insieme anche se non siamo mai andate d’accordo. lei ha bisogno di me e io di lei e quello che viviamo rappresenta un ottimo motivo per partecipare al corteo. ci sarò a distanza, pensando che due donne, io e mia madre, sono costrette alla precarietà, alla dipendenza economica e alla cura anche se vorrebbero essere lontane a vivere altre esperienze.

non so cosa voglio dire e non so se vi interessa, perché non partecipo a iniziative femministe da una vita e passo il tempo a parlare solo con mia madre, anzi, a litigare con mia madre per ogni cosa. per come le verso l’acqua, come l’aiuto ad alzarsi per andare in bagno, come le accendo la tv. mi rimprovera anche se un canale non si vede bene e dipende dall’antenna o non so da cosa. la mia tossicodipendenza l’ha resa diffidente nei miei confronti e non aveva tutti i torti. gliene ho fatte passare di tutti i colori. mi perdevo, sparivo, rubavo, e lei era incerta tra la preoccupazione costante e un vaffanculo definitivo.

mi ha cacciata via di casa un paio di volte e una volta mi ha denunciata perché le ho messo le mani addosso. non ero io o forse mi giustifico per convivere con me stessa senza avere la sensazione di essere di troppo a questo mondo. vittimista, mi autocommisero a volte e do la colpa di tutto alla mamma, al mondo, alla vita. solo ultimamente do la colpa anche a me stessa. non so se questo è compatibile con la manifestazione. quando mi drogavo ho picchiato e sono stata picchiata. mi hanno stuprata, due cosiddetti amici con cui mi facevo, e mi sono resa conto dello stupro solo dopo molto tempo. quella sera io ridevo. nessuno avrebbe potuto pensare che fossi in disaccordo.

ma è stato uno stupro, ne sono sicura. non li ho mai denunciati, e ad una drogata non crede nessuno. con le drogate poi ci si relaziona molto poco e male. avevo un’amica che un giorno disse che si sentiva troppo schiacciata dal peso dei miei problemi. mi ha mandata a quel paese e ha fatto bene, dal mio punto di vista. non voleva sprofondare con me. ho questo sguardo patetico di chi chiede l’elemosina, anche nelle carezze, e mi scansano come la peste. chi mai vorrebbe stare con una come me che ha troppi buchi nelle braccia, i denti scuriti e il cervello che funziona solo di tanto in tanto?

con mia madre in queste condizioni non posso fare molta vita sociale o invitare qualcuno a casa. a volte la sostengo perché lei vuole passeggiare e ci limitiamo ad una piccola camminata in strada e poi rientriamo. conosco tutte le serie televisive a memoria. ormai vedo repliche su repliche e aspetto che mia madre mi chiami per pisciare, mangiare, cambiare canale alla tv se il telecomando non funziona. una volta mi ha detto che mi vuole bene e io ero sorpresa e le sono rimasta accanto, tutta la notte, ad ascoltare il suo respiro con il terrore di non poterlo sentire più.

la manifestazione, si, sto andando fuori tema, forse. volevo dire che andrei con mia madre, potendo spostare la sua massa muscolosa e le mie rachitiche ossa. i nostri problemi sono la violenza quotidiana che subiamo. economica, sanitaria, perché non c’è modo di ottenere una pensione di invalidità o di poter risparmiare sulle medicine. mia madre ha una pensione piccola per il lavoro che ha svolto. per fortuna non paghiamo l’affitto perché mio padre, prima di morire all’età di 49 anni, aveva costruito quattro mura e un tetto che per noi è necessario.

 

 

ogni tanto le vicine saputone dicono che io dovrei andare a lavorare e dovrei assumere una badante per mia madre. fallo per te stessa mi dicono. ma io non trovo un lavoro da tanto tempo. non ho l’aspetto adatto ad un colloquio. non ho le parole giuste da usare. sono una ex tossica e si vede. non posso nasconderlo. e ho un’urgenza negli occhi che fa scappare via tutti. ho cercato lavoro nell’associazionismo, anche quello che si occupa di tossicodipendenti, ma se non fai pompini ai presidenti o ai preti non ti prendono. non è così per tutti ma io conosco solo questa realtà.

in definitiva dovrei spararmi in testa e invece mi piace pensare che il giorno della manifestazione io seguirò da lontano il corteo e guarderò le foto e le notizie apposta per vedervi. perché forse così mi sentirò meno sola. così mi sentirò meno sfinita.

in ogni caso grazie. solo leggendo mi fai venire voglia di resistere ancora un po’.

L.

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Sorgente: #26N #NonUnaDiMeno – non verrò alla manifestazione ma vi seguirò da lontano – Al di là del Buco

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