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Renzi a Napoli, idranti in azione in viale Kennedy contro un gruppo di manifestanti

Tensioni tra manifestanti e forze dell’ordine. Napoli attende Matteo Renzi. Un’ attesa carica di tensione. Sono le 10,30, il premier non è ancora arrivato in città, e scattano piccoli tafferugli in via Terracina e viale Kennedy. Le forze dell’ordine usano un idrante e lacrimogeni per allontanare i manifestanti, circa una sessantina, che si stavano avvicinando all’ingresso della Mostra d’Oltre Mare, all’altezza di Edenlandia, il parco giochi di Fuorigrotta. La Digos  spiega: “Non c’è stato contatto”. Ma i manifestanti ribattono che “i lacrimogeni sono stati sparati ad altezza uomo”. Non si registrano feriti, né contusi, ma la tensione resta alta e alcuni manifestanti denunciano di esser stati colpiti dai lacrimogeni e mostrano i segni sul corpo. In piazza ci sono i disoccupati del 7 novembre e i comitati per Bagnoli, Scampia e Rione Traiano. Un altro gruppo di manifestanti si trova in viale Kennedy, ma dal lato opposto, quello più vicino a piazzale Tecchio.  I manifestanti, tutti giovanissimi, avanzano al grido di : “vota no” . Qualcuno lancia uova e pomodori.

Tra gli striscioni, un fotomontaggio che ritrae Renzi e il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca come vampiri con la scritta “Renzi e De Luca jatevenne”. Le forze dell’ordine in tenuta antisommossa controllano il varco di via Terracina. Il corteo, alle 11,30, viene dirottato verso piazzale Tecchio, i due tronconi si compattano. Vengono esplosi ancora alcuni petardi ma intorno alle 12,15 torna la calma.  Renzi arriva alle 12.20.

LA CONVENTION
Al confronto su “Governo e sviluppo”, moderato dal direttore de Il Mattino Alessandro Barbano, sono presenti, Matteo Renzi, Manuel Grimaldi, Ivan Lobello, Vincenzo Boccia e il governatore della Campania Vincenzo De Luca.

Matteo Renzi punta sul Mezzogiorno: “E’ una terra che fa innamorare ma si racconta piena di sfighe”

Matteo Renzi:  “Scusate il ritardo, De Luca sembra altoatesino per la puntualità, più che campano. Ma i soldi non arrivano in ritardo, quelli De Luca in parte li ha già avuti, anche se mi chiede sempre nuove risorse. De Luca, come si dice chiagne e fotte“. Per il premier “viviamo nell’era delle previsioni e invece poi, dagli Usa all’ultimo luogo, accadono cose imprevedibili. Chi avrebbe mai immaginato la corsa e il successo di Trump? Solo una puntata dei Simpson sedici anni fa. Accade perché la realtà è molto più ampia e diversa”. Discorso che si lega alla rivoluzione informatica  che “porta un mondo senza confini né barriere e poi però si fa fatica a riconoscere quello che accade sotto casa il mercato globale non è in contrasto con l’identità, anzi la aiuta. Penso all’agroalimentare, su cui siamo passati da 30 a 37 miliardi sull’export e abbiamo ancora un mercato grande due volte quello che abbiamo oggi”. Per Renzi c’è un problema di narrazione del Mezzogiorno ma anche di tutta l’Italia: “Se le grandi aziende della pizza sono tutte multinazionali americane significa che sono stati capaci di commercializzarla pur non avendola inventata. Il nostro compito finora è stato mettere a posto il passato, dominato da paure e incertezze. C’era la palude. Noi abbiamo voluto mettere 2 miliardi in più sulla sanità ma non abbiamo ancora risolto il problema del comparto che è, sono d’accordo con De Luca, innanzitutto il superamento della spesa storica”. E Renzi punta tutto sul Referendum:  “Con la riforma costituzionale, se passerà, non ci sarà più disparità tra le Regioni nell’accesso ai farmaci. Il sì al referendum serve per mettere a posto il futuro dell’Italia. Interpreto il 4 dicembre come una occasione in cui si fa chiarezza. Una semplificazione che non è solo il taglio delle poltrone. Per non parlarne ogni giorno se ne inventano una, come la lettera dagli italiani all’estero che avevano fatto anche Berlusconi e Bersani”. Il presidente del consiglio fa un passaggio anche sui fondi europei:  “I fondi europei sono italiani, noi diamo 20 miliardi e ne recuperiamo 12; gli altri 8 vanno ai Paesi che devono crescere e che si presentano insieme. Bisogna aprire un tavolo in Europa quegli 8 miliardi di differenza non possono andare per costruire muri in quei Paesi per respingere i migranti. Lo facessero con i soldi loro. Devi avere il coraggio di dire: ‘non ho la macchina del tempo e non posso tornare indietro’ ma siccome a primavera si comincia a parlare di bilancio, noi mettiamo il veto sul bilancio”. E sulla pubblica amministrazione: “Ci sono settori dove la logica del timbro prevale ancora su quella del click. Non dobbiamo generalizzare, ma esiste un problema di gestione. Va deciso il modello di gestione dello Stato nei prossimi anni, ma in alcune categorie va sbloccato il turn over e noi l’abbiamo fatto. A livello centrale bisogna smettere di pensare che gli sprechi siano solo nei territori e che i tagli vadano fatti solo in periferia – prosegue Renzi -, ma dall’altro lato si deve dire che si tornerà ad assumere nella pubblica amministrazione, ma questa non sarà la panacea di tutti i mali. Servono più ricercatori, non più dipendenti nei ministeri. Non c’è una soluzione teorica, numerica, serve una riflessione nel merito”. Ultima riflessione sugli imprenditori: “Bisogna dividere tra imprenditori e prenditori. Non tutti gli imprenditori italiani hanno questo sguardo, in molti hanno preferito gestire alcune partite, incentivi e risorse senza restituire alla comunità. C’è una categoria di imprenditori che merita la nostra stima, sono il il 95pc, e c’è qualcuno che fa il furbo. Noi abbiamo riempito di soldi le imprese che vogliono investire nei prossimi mesi. Ma la partita adesso ce l’avete in mano voi”.

Vincenzo De Luca: “Grazie a Renzi, agli imprenditori e agli universitari, abbiamo rimesso il Sud al centro del dibattito”, il governatore della Campania apre il suo discorso con queste parole: “Ai problemi vanno contrapposte le soluzioni possibili”. De Luca insiste sulle “200 mila assunzioni nella pubblica amministrazione riservate ai giovani del Mezzogiorno. Certo, la mia è anche una provocazione, ma da troppi anni è bloccato il turn over nella pubblica amministrazione”. E insiste: “Dobbiamo dare ai giovani una speranza per rimanere qui ed evitare che si affidino al primo Trump che capita”.  Applausi per De Luca. Oltre mille persone in sala. Tre contestatori – aderenti al movimento di disoccupati napoletani ‘7 novembre’ – cercano di interrompere a più riprese il governatore della Campania. E De Luca li redarguisce:  “Non fate ammuina”. I tre vengono allontanati dopo poco dalle forze dell’ordine.

Sorgente: Renzi a Napoli, tensioni. “Referendum, occasione per fare chiarezza sul futuro del Paese. Basta raccontare un Sud pieno di sfighe” – Repubblica.it

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