Firenze, 13 novembre 2016 –  ‘BELLOSGUARDO è collocata su una piccola collina dalla quale si gode il panorama della parte più vecchia ed importante della città…Vista suggestiva, pressoché sconosciuta al turismo di massa….’ narra Wikipedia e rende l’idea di una bellezza rara, per di più incastonata in città. Collina e visuale emozionano, ispirano, regalano incanto. Fanno gola. Intoccabili si direbbe. Per questo il Comitato ‘Oltrarno Fuori le mura’ segnala il «pesante e discutibile intervento edilizio su Bellosguardo», per una villa con piscina. «Un mostro che si sta mangiando Bellosguardo; una foto da Boboli dimostra l’alterazione del paesaggio della collina, bene vincolato» dice Moreno Mugelli, architetto del Comitato.

Rivela: «Abbiamo scritto due lettere, il 30 giugno e il 5 agosto, la prima al sindaco e alla Soprintendenza a Belle Arti e Paesaggio, l’altra all’assessore all’Urbanistica Lorenzo Perra, al Soprintendente Andrea Pessina, al Genio civile e alla procura». Dalla prima lettera: «i fiorentini d’Oltrarno vedono un mostro che si sta mangiando Bellosguardo. Che succede? Non ci sono più regole a Firenze? La bellezza delle colline può essere offesa impunemente? Non hanno più valore i principi del piano Detti che dagli anni Sessanta hanno difeso le colline fiorentine da degrado e possibili speculazioni edilizie?». Ad agosto: «Il mostro continua a crescere, alimentato da un cantiere sette giorni su sette: davvero una gran fretta! E’ una sofferenza dover convivere con questa ferita aperta, una vera sfida alla bellezza della città e alla sua preziosa cornice di colline. E’ allarmato Mugelli: «Annessa alla villa è in costruzione anche una piscina. E quella è una zona delicata, ha problemi idrogeologici».

La costruzione è «una via di mezzo tra una colonica e una villa, sul versante della città. Si vede bene da piazza Tasso. Negli anni Sessanta c’era una villa unifamiliare, ora sono apparsi 3 o 4 piani fuori terra in due corpi edilizi affiancati: tanto volume in più che altera il paesaggio. La villa in origine aveva il tetto a capanna, si raccordava meglio col panorama. Questa costruzione invece ha forme geometriche molto più nette, più grandi, più elevate. Quante migliaia di metri cubi saranno realizzati? Abbiamo osservato il cantiere da vicino: c’è un muro davanti, prima sembrava di toccare la Cupola con la mano». Il Comitato chiede che tipo di intervento si sta realizzando. Se tutto è autorizzato e perché. «E poi – precisa l’architetto – ai cancelli della proprietà (una famiglia di Prato, ndc) non abbiamo trovato cartelli o avvisi che documentino autorizzazioni. C’è coerenza tra quest’intervento e il vincolo paesaggistico? Abbiamo dubbi sulle autorizzazioni, su quanto autorizzato e quanto autorizzabile. Il piano strutturale del Comune indica Bellosguardo zona dove si può effettuare manutenzione edilizio-conservativa. Si tratta di questo? Pare piuttosto un intervento di demolizione e ricostruzione, ben più pesante». L’assessore Lorenzo Perra, il 20 luglio rispose che «per l’immobile è stata presentata una Scia aperta nel 2015 e una variante nel 2016 per ristrutturazione edilizia, attualmente in istruttoria. Al fine di verificare le eventuali difformità, la direzione è in attesa di ricevere verbale di accertamento della polizia municipale. E’ stata concessa anche un’autorizzazione paesaggistica».