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Woolsey: “L’America tornerà ad avere l’esercito più forte del mondo” – La Stampa

New York: ex combattenti americani marciano per il centro di New York in occasione del Veterans DayAFP

lastampa.it – Woolsey: “L’America tornerà ad avere l’esercito più forte del mondo”Il consigliere per la sicurezza di Trump: “L’Isis si sconfigge inviando truppe sul terreno”

paolo mastrolilli
«Il primo obiettivo, in tema di sicurezza nazionale, sarà investire sulle forze armate per rafforzarle. Poi dovremo schiacciare l’Isis sul terreno, in Siria, Iraq, Libia, e controllare meglio il flusso dei migranti nel Mediterraneo.
Quanto alla Russia, le dichiarazioni fatte dal presidente eletto Trump durante la campagna non rappresentano una posizione politica. Chiederemo agli europei di fare di più per la Nato, ma questo non significa che verremo meno ai nostri obblighi verso gli alleati».

James Woolsey non parla per sentito dire, quando elenca le priorità della nuova Casa Bianca. L’ex direttore della Cia ha servito la campagna presidenziale di Trump come Senior Adviser on National Security, e ora fa parte del suo Transition team.

Il «Washington Times», ben informato su questi ambienti repubblicani, lo indica tra i possibili candidati alla guida del Pentagono.

Lei è stato il primo direttore della Cia col presidente Clinton: perché non ha appoggiato sua moglie Hillary?

«Non potevo condividere quanto ha fatto in tema di protezione delle informazioni classificate, i favori per la fondazione di famiglia, e il ruolo degli Usa nel mondo. Trump era superiore in termini di onestà, integrità, ma anche di posizioni».

Come giudica la sua elezione?

«È stata una sorpresa per tutti, ma sarà un buon presidente, di sicuro migliore di quanto sarebbe stata Clinton».

Quali sono le sue priorità in termini di sicurezza nazionale?

«La prima è potenziare le forze armate, che sono state fortemente indebolite durante gli otto anni di Obama. È una cosa indispensabile, che dobbiamo fare subito. Theodore Roosevelt diceva che per essere rispettati bisogna parlare con voce soffice, ma portare con sé un grosso bastone. Questo bastone deve essere non solo grande, ma anche forte ed efficace. È la prima e più importante iniziativa, e Trump si è impegnato a prenderla».

Chiederete più contributi agli alleati della Nato?

«La Nato sarà più forte che sotto qualunque altro presidente nella storia americana, ma va riequilibrata. È dal 1949 che i capi della Casa Bianca si lamentano, perché gli europei non fanno abbastanza per finanziare la sicurezza comune. Noi investiamo molto nella difesa, molto più degli alleati in termini percentuali di bilancio, e questo disturba gli americani».

Durante la campagna elettorale Trump ha detto che l’articolo 5, cioè l’intervento in difesa di qualunque alleato attaccato, potrebbe non essere più automatico.

«Quanto ho appena detto sul piano finanziario non significa che non rispetteremo i nostri obblighi verso gli alleati».

Le dichiarazioni di Trump su Putin, però, preoccupano.

«Non erano una posizione politica. A volte i leader dicono cose amichevoli per ragioni diplomatiche. Roosevelt chiamava Stalin “Zio Joe”, ma questo non voleva dire dimenticare che era il più grande killer di esseri umani nella storia, o appoggiare l’Urss. Riconosceva solo che ci serviva per sconfiggere i nazisti. Non leggerei troppo in queste dichiarazioni».

Condivide il sospetto dell’intelligence Usa secondo cui gli hacker russi hanno rubato i documenti pubblicati da Wikileaks?

«Centinaia di hacker lavorano per Mosca, pubblici e privati. C’è un’ottima possibilità che abbiano cercato di rubare dati. Non è una cosa rara: se non succede, dovresti chiederti il perché».

Cosa farà la nuova amministrazione contro l’Isis?

«Bisogna schiacciarlo in Occidente, e sul suo territorio. Questo comporta operazioni anti- terrorismo che sono complicate da condurre nei Paesi democratici, perché gli aggressori si nascondono bene, e operazioni sul terreno. Bisogna sconfiggere l’Isis in Iraq, Siria e in tutti i Paesi dove è presente, per impedire che possa sostenere di avere un Califfato».

Dobbiamo mandare più soldati sul terreno?

«Ne abbiamo già diverse centinaia. Gli occidentali non devono condurre il grosso delle operazioni, ma se essere più efficaci nell’offensiva, la raccolta dell’intelligence, l’addestramento e i raid aerei richiede più impegno, dobbiamo considerarlo».

Anche in Libia?

«L’inflitrazione dei rifugiati dalla Siria è un problema serio per l’Europa, e per gli Usa, perché laggiù un passaporto si compra con 10 dollari. Dobbiamo controllarli meglio».

E sul terreno?

«La chiave è lavorare col nuovo governo, ma ci sono difficoltà. Questo è un problema storico grave per l’Italia, e tutti dobbiamo essere pronti a fare di più».

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Gianni Riotta

Sorgente: Woolsey: “L’America tornerà ad avere l’esercito più forte del mondo” – La Stampa

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