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facciamosinistra!: La speranza è nel movimento sanderista. Intervista a Noam Chomsky

Intervista a Noam Chomsky di Saul Isaacson e Dan FalconeLa stagione politica 2016 non somiglia a nessun altra a recente memoria. Il Senatore Bernie Sanders ha guidato uno straordinario movimento progressista mentre Donald Trump ha condotto un movimento populista basato sulla rabbia dei bianchi per lo status quo; entrambi i movimenti promettono di continuare bene nel futuro. Le campagne elettorali hanno sollevato nuove domande sulle relazioni tra razze, i media, il finanziamento delle campagne e il futuro della democrazia stessa. In questo momento vale la pena ripensare all’indimenticabile campagna presidenziale del 1968, durante la quale il Senatore Eugene McCarthy condusse una campagna progressista contro la guerra del Vietnam, ma (al contrario di Sanders), abbandonò la causa quando non riuscì a ottenere la nomination Democratica.Gli insegnanti di New York, Saul Isaacson e Daniel Falcone hanno intervistato di recente il Professor Noam Chomsky nel suo studi al MIT per discutere le caratteristiche di questa stagione politica e le prospettive di un futuro movimento progressista.Quando penso al modo in cui Sanders si rapporta a Hillary Clinton, lo paragono con una situazione molto diversa: la corsa presidenziale del 1968 tra l’allora Vice Presidente Hubert Humphrey e Richard Nixon. Non penso che il Senatore del Minnesota Eugene McCarthy sia mai dichiarato a favore di Humphrey dopo essersi candidato contro di lui per una piattaforma contro la guerra nelle primarie.”McCarthy è stato un truffatore totale [quando non ha appoggiato la candidatura di Hubert Humphrey dopo non essere riuscito a ottenere la candidatura Democratica nel 1968]. Date un’occhiata a che cosa ha fatto. Non aveva un contesto per opporsi alla guerra. Non era uno dei senatori che prendeva posizione su qualsiasi cosa. Ce ne erano altri, ma non era uno di loro. Quando ha visto che c’era un’opportunità politica, ci si è tuffato e ha cercato di sfruttarla per se stesso. Aveva questi giovani che lo sostenevano, che quando uscivano nelle strade di Chicago ed erano picchiati a sangue dalla polizia, non faceva niente. Appena non ha avuto la candidatura, è proprio scomparso.Andò a casa e decise di scrivere poesie. Aveva molto prestigio all’epoca – immeritato – ma lo aveva. Avrebbe potuto avere una voce. Avrebbe potuto avere dell’ influenza, ma non gli importava nulla. Pensava soltanto a se stesso. Penso che sia stato uno dei personaggi peggiori nella storia politica degli Stati Uniti.”Ha potuto, teoricamente, essere responsabile dell’elezione di Nixon?”In parte, ma poi non ha fatto ciò che avrebbe potuto fare. Era in una posizione in un certo modo come quella di Bernie Sanders che però sta continuando. Non dice, OK, andrò a casa a scrivere poesie.”Pensa che Sanders stia facendo la cosa giusta?”Abbastanza, penso. Le persone dicevano che era descritto – e descriveva se stesso – come un rivoluzionario politico, ma non lo è. E’ un sostenitore per bene e onesto del New Deal. Non avrebbe sorpreso moltissimo Eisenhower. E’ proprio il paese che è andato così tanto a destra, che quando Sanders prende delle posizioni da New Deal, sembra che arrivi dallo spazio. Non ha invece mai fatto finta di essere qualche altra cosa. Penso che sia un uomo onesto che ha sempre detto che avrebbe appoggiato il candidato Democratico, e lo sta facendo. E penso che questo abbia senso.”Sopravvivremo a questa elezione? È difficile da credere.”Difficile da credere…Ho pensato che il primo dibattito presidenziale fosse orribile…Nessuna discussione di significativi argomenti di politica. Ci sono soltanto discussioni di stile, sembravi presidenziale? Cose del genere. Non avevi una risposta per qualche cosa? Chi se ne importa?”Che cosa è successo alla nostra capacità di discutere i problemi?”L’ideologia dominante non vorrà mai discutere i problemi, perché è una cosa troppo intimidatoria, e così, se gli altri non lo fanno, sparirà. Dimmi, perché dovrebbero discuterne? Vogliono cose di supporto ai sistemi di potere – è un po’ come tenere la gente attaccata alla televisione o ai consumi, o agli sport o ad altro. Se si riesce a levarsi dai piedi le persone, va bene. Se si comincia a discutere di problemi, la gente viene coinvolta, e quindi certamente non volete farlo. Tocca quindi a noi, ma è sempre stato così.”I media avevano un interesse per Trump, oltre agli indici di ascolto?”L’amministratore delegato della rete televisiva americana, CBS, ha detto esplicitamente che Trump è stata la cosa migliore che sia mai accaduta alla CBS, e si tratta di affari, sapete. Non forniscono un appoggio politico radicale. Vogliono fare soldi e mantenere lo status quo. E lo fa anche Donald Trump. Va bene. E’ come dirigere il suo reality show [The Apprentice, n.d.t.].”C’è il razzismo dietro la campagna di Trump e dietro la sua popolarità?”Non c’è dubbio. Date un’occhiata all’analisi dei sondaggi. Coloro che votano per Trump sono piuttosto razzisti, ma penso che ci siano delle cose riguardo agli Stati Uniti che no

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