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Tra turno unico, collegi e premio  Le ambiguità dell’Italicum 2.0 – bcrmagazine

bcrmagazine.it – Tra turno unico, collegi e premio Le ambiguità dell’Italicum 2.0.

Milano Si vuole tenere insieme tutto. Non subito, se ne parler dopo il 4 dicembre. Ma tutto. Cio un sistema elettorale che garantisca di sapere il giorno dopo il voto chi governer, principio cardine per Matteo Renzi. Ma senza passare dal ballottaggio, come ha chiesto la minoranza del Pd. Che tenga insieme magari premio di maggioranza, alla lista o alla coalizione, e collegi uninominali. Il compromesso per cambiare l’Italicum (firmato sabato da esponenti della maggioranza pd e da Gianni Cuperlo per la minoranza) mette nero su bianco che devono essere accontentate le richieste di tutti. Ma non dice come. E la via stretta, suggeriscono gli esperti. Quando quel documento generico sar riempito di contenuti bisogner stare attenti a incastrare i pezzi, districandosi tra possibili contraddizioni e ambiguit.

Il dilemma del doppio turno

Ad esempio, si punta a un premio di governabilit che consenta ai cittadini — si legge nel testo dell’accordo — la chiara indicazione su chi avr la responsabilit di garantire il governo del Paese, mantra renziano, e il superamento del ballottaggio, richiesta della minoranza. Possono essere accontentati entrambi? Per Roberto D’Alimonte — direttore del Cise, considerato padre dell’Italicum, che giudica il documento vago, dove c’ tutto e il contrario di tutto — difficile: Con il ballottaggio sappiamo con certezza chi governa e diamo agli elettori la possibilit di deciderlo. Si pu fare senza secondo turno?

Un esempio c’. In un turno con il Porcellum, alla Camera, il 54% dei seggi andato alla coalizione di Bersani, con il 29,5% dei voti. Ma era un premio illimitato. E cosa ha detto la Consulta? Che non si pu fare. Il premio dovrebbe essere allora limitato. Ma cos non si assicura la maggioranza.

Un bel dilemma. Come si scioglie? Il costituzionalista Stefano Ceccanti allarga le braccia: Mi sembra difficile, a queste condizioni. Non vedo una soluzione, ma spetta a chi vuole abolire il ballottaggio presentare una proposta valida. Sul principio della governabilit, ribadito nel documento, la maggioranza non deve mollare.

Superare il ballottaggio?

Questo il parere di chi il secondo turno lo difende. Invece per Piero Ignazi, ordinario di Politica comparata a Bologna, il ballottaggio si fa tra due candidati, quello di coalizione non sta n in cielo ne in terra. Va bene cancellarlo dalla legge elettorale, ma, certo, dicendo addio alla linea maginot renziana della maggioranza al vincitore: Solo nelle fantasie si pu pensare che in Italia ci possa essere un partito con una maggioranza assoluta — per Ignazi —. Siamo un Paese diviso, si possono fare coalizioni. Andrebbe bene il sistema tedesco. Ma Merkel governa con le larghe intese: i renziani lo accetterebbero?

Il nodo dei collegi

L’accordo si propone di eliminare preferenze e capilista bloccati per introdurre un sistema di collegi. Un buono strumento — commenta D’Alimonte —. Ma, in una situazione tripolare come quella attuale, non assicurano una maggioranza certa al vincitore. E possono produrre un effetto ancor pi distorsivo della rappresentanza rispetto all’Italicum (cio assegnare un numero maggiore di seggi rispetto ai voti, ndr).

E poi, di che collegi si parla? I collegi uninominali proposti dalla minoranza dem, dove il candidato che arriva primo entra in Parlamento, o quelli, tutt’altra cosa, del Provincellum dei renziani, dove i seggi sono comunque assegnati su base proporzionale?

Dietro la parola generica collegi o premio di maggioranza ci sta il mondo, osserva il politologo. E poi: Berlusconi nel 2005 ha fatto una riforma che aboliva i collegi, sarebbe disposto oggi ad accettarli? Insomma, il significato di questo accordo soprattutto politico, per D’Alimonte. Il confronto, sui contenuto, rinviato. E, alla fine, come sar concretamente modificato l’Italicum dipender anche dall’esito del 4 dicembre.

9 novembre 2016 (modifica il 10 novembre 2016 | 00:28)

Sorgente: Tra turno unico, collegi e premio  Le ambiguità dell’Italicum 2.0 – bcrmagazine

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