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Solidarietà con Mikaël Doulson, processato il 7 novembre a Boulogne-sur-Mer per aver appoggiato i migranti di Calais

Il 7 novembre il tribunale di Boulogne-sur-Mer ha riconosciuto Mikaël Doulson colpevole degli atti di cui era stato accusato (partecipazione a una manifestazione illegale e dissimulazione del viso), e lo ha condannato a pagare immediatamente una multa di 627 € + 500 € con la sospensione della condizionale (in caso di atto recidivo entro 5 anni). Quindi Mikaël ha evitato di finire in prigione. Ormai, se nella Francia dello stato di emergenza si partecipa ad una manifestazione, non sapendo che è vietata e si protegge il proprio viso dai gas lacrimogeni e altri proiettili tossici, può costare tra i 500 e 1000 €.

Riceviamo e pubblichiamo questo messaggio del nostro amico Mikaël Doulson, vittima dell’arbitrarietà imperante a Calais oramai da troppo tempo.

Mi chiamo Mikaël Doulson e sono un giornalista impiegato da un media associativo.

Il primo ottobre alle ore 17.15 sono stato interpellato dalla polizia francese di Calais dopo aver partecipato ad una manifestazione di sostegno a favore dei migranti che vivono in un campo chiamato “la Giungla” e che verrà demolito nei prossimi giorni.

Sono stato accusato di aver “partecipato ad una manifestazione illegale, dissimulando il mio viso”.

Ma in verità ero venuto a Calais solamente per animare dei workshop di percussioni coi migranti e per scrivere un articolo sulla manifestazione, della quale non sapevo che non fosse stata autorizzata. Inoltre avevo certamente coperto la mia bocca e il mio naso con una sciarpa per proteggermi dagli effetti deleteri dei gas lacrimogeni utilizzati tantissimo dalla polizia  quel giorno, come prova anche il video che segue.

Il video del mio arresto mostra molto chiaramente il mio atteggiamento del tutto pacifista, non violento e la mia intenzione festosa. Infatti non avevo affatto intenzione di turbare l’ordine pubblico o di o minacciare cose o persone (al minuto 14):

Inoltre questo video e molti altri mostrano l’uso sproporzionato della forza (manganelli, granate antisommossa, gas lacrimogeni, flash-ball) contro una popolazione già fortemente discriminata, vulnerabile e abbandonata a se stessa:

 

Numerosi casi di violenza della polizia sono stati riportati anche dall’associazione Calais Migrant Solidarity:

Ho trascorso oltre 40 ore rinchiuso in una cella di meno di 4 metri quadri in condizioni  spaventose, umilianti e disumane: insalubrità estrema (sangue ed escrementi sui muri e sul pavimento), privazione del sonno (luce accesa 24 ore su 24), divieto di bere acqua per ore, pratiche di tortura psicologica che mirano a minare la resistenza psicologica degli arrestati prima del loro trasferimento alla comparizione immediata. Sono anche stato offeso (quando ho chiesto gentilmente il permesso di bere, mi hanno risposto di no, dicendo: “No, sono io che decido quando bevi, testa di cazzo!”), cosa che ovviamente non corrisponde al Codice deontologico della polizia nazionale francese.

Vorrei tra l’altro menzionare che la Francia viene condannata regolarmente dalla Corte Europea dei Diritti Umani e da altre istanze di giurisdizione internazionale per i pessimi trattamenti riservati ai prigionieri e alle persone in stato di fermo e per condizioni di detenzione contrarie al diritto internazionale (soprattutto contrarie all’articolo 3 della Convenzione Europea dei Diritti Umani).

Dopo lo stato di fermo sono stato trasferito alla comparizione immediata, come se fossi un criminale pericoloso. Ho chiesto un rinvio del processo per avere il tempo di preparare la mia difesa insieme alla mio avvocata e per fortuna sono stato rimesso in libertà fino alla data del processo.

Il mio processo si terrà lunedì 7 novembre 2016 alle ore 14, presso il Tribunale (TGI) di Boulogne-sur-Mer (Pas-de-Calais). Indirizzo esatto: Place de la Résistance (proprio il nome giusto!) – 62200 Boulogne-sur-Mer.

Vi invito a venire numerose/i all’udienza aperta al pubblico per sostenere la causa dei migranti e dei senza documenti.

Infatti questo processo non è solo il mio processo, ma anche il processo di tutti coloro che si battono per difendere le libertà fondamentali: libertà d’espressione, libertà di circolazione, libertà di manifestare e di riunirsi, in breve, la libertà di sperare, organizzarsi e di cercare di costruire insieme un mondo migliore.

Il 7 novembre a partire dalle ore 12 verrà organizzato un pranzo comune autogestito sulla piazza davanti al tribunale al fine di informare sull’andamento del processo. L’idea è semplice: ognun@ porta qualcosa da mangiare e da bere e si condivide tutto!

Se volete aiutarmi, vi pregherei di prendere 30 secondi per firmare questa petizione di sostegno a mio favore (si tratta dello stesso testo di questo messaggio) e di diffonderla ampiamente su Twitter e Facebook.

Per favore diffondete questo messaggio nelle vostre reti militanti, tra i vostri amici e famigliari, ai media (alternativi e non), ecc. al fine di sostenermi e richiedere al Procuratore e al Tribunale di Boulogne-sur-Mer il ritiro delle cariche nei miei confronti.

 

Sorgente: TLAXCALA: Solidarietà con Mikaël Doulson, processato il 7 novembre a Boulogne-sur-Mer per aver appoggiato i migranti di Calais L’accusa : “Partecipazione ad una manifestazione illegale, con dissimulazione del viso”

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