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Richard Silverstein : minore palestinese condannato a 12 anni per attacco con coltello

 fotografia: Ahmed Manasra, il ragazzo palestinese condannato per aver ferito un ragazzo israeliano nel 2015 a Pisgat Zeev, REUTERS / Ammar Awad

Oggi, il sistema di giustizia israeliano ha commesso l’ennesima atrocità in nome della sicurezza nazionale. Ha condannato Ahmed Manasra,  residente a Gerusalemme Est, che aveva 13 anni quando ha

aggredito e ferito due israeliani l’anno scorso, a 12 anni di carcere.  Al momento dell’attacco, avendo 13 anni, secondo la legge israeliana avrebbe dovuto essere condannato come minore e, conseguentemente, non  detenuto in un carcere per adulti. La legge per i minori  accusati di crimini deve puntare alla riabilitazione, non alla punizione. Chiaramente, vi è solo punizione in questo caso.
Vi è inoltre razzismo.  Due giovani israeliani avevano 14 anni quando hanno ucciso un tassista israeliano. La loro condanna? 16 anni di carcere per omicidio. La differenza? Questi minori erano assassini ebrei.

Manasra foto

Questa  foto ha violato la legge israeliana sulla  privacy 

La legge israeliana afferma che le identità dei minori accusati di crimini deve restare segreta e non può essere rivelata dai media. In questo caso, il primo ministro ha diffuso il nome del ragazzo mentre era ancora in ospedale. Era stato ferito gravemente da civili israeliani che avevano cercato di ucciderlo. In ospedale era incatenato al letto come un animale selvaggio, violando così scandalosamente l’etica medica.
I medici israeliani, intervenuti sulla scena dell’attacco, si sono rifiutati di curare  Ahmed. Un video lo ritrae  mentre si contorce per il dolore. Il cugino di Ahmed, che aveva partecipato all’ attacco è stato deliberatamente colpito mentre cercava di fuggire dalla scena.
Dopo l’arresto di Manasra, la Knesset ha cambiato la legge per quanto riguarda i minori accusati di crimini e ha autorizzato  la detenzione per i minori al di sotto dei 14 anni, ma non vi è alcuna disposizione  che renda retroattiva tale legge.
Una corte d’appello dovrà ora decidere se la legge possa essere applicata  retroattivamente. Senza dubbio i giudici israeliani troveranno un modo per adeguarsi al sentire della maggioranza degli Israeliani  che  vuole che  l’adolescente  sia trattato come  un killer spietato.
Ehud Barak coniò la frase: Israele è “una villa nella giungla.” In questo caso Israele non è una villa. E‘ la giungla. La notizia, riportata dall’agenzia di stampa Reuters, evidenzia come si privilegi la propaganda di stato  nell’informazione senza alcun tentativo di svolgere una  ricerca.

Sorgente: Richard Silverstein : minore palestinese condannato a 12 anni per attacco con coltello | bocchescucite

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