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Dl fiscale, rottamabili anche debiti 2016, il termine slitta a marzo. In Aula da lunedì – di Vittorio Nuti  – ilsole24ore.com

ilsole24ore.com – Dl fiscale, rottamabili anche debiti 2016, il termine slitta a marzo. In Aula da lunedì

Rush finale oggi delle commissioni riunite Finanze e Bilancio della Camera per “chiudere” l’esame del decreto fiscale collegato alla manovra 2017 in tempo per garantire l’approdo in Aula. Inzialmente atteso per domani, il provvedimento arriverà davanti all’Assemblea a partire da lunedì ed è quasi scontata la richiesta di fiducia da parte del governo. Il voto finale di Montecitorio è previsto tendenzialmente entro la serata di martedì.

I no per «estraneità»
Questa mattina il voto sugli emendamenti ha registrato uno slittamento per il vertice governo-relatori sulle questioni ancora aperte, in particolare la rottamazione delle cartelle esattoriali. Quattro dei sette emendamenti depositati dall’esecutivo in commissione al termine della riunione (e già stralciati dalla legge di Bilancio 2017) sono stati però dichiarati inammissibili per estraneità: bocciate in particolare le misure relative a Expo. finanziamento Ryder Cup, contributi alla città di Lecce e all’Ilva.

Cartelle, rottamabili anche debiti 2016
Tra le modifiche al provvedimento frutto della mediazione tra governo e maggioranza l’estensione a tutto il 2016 dei debiti fiscali che potranno usufruire della sanatoria agevolata dei debiti fiscali, accompagnata da un ampliamento della platea dei debiti “rottamabili”. Altra novità l’incremento da quattro a cinque del numero delle rate per i pagamenti, a condizione che le prime tre vengano pagate nel 2017 e siano pari al 70% del debito dovuto e le altre due nel 2018. Il termine per aderire slitta dal 23 gennaio alla fine di marzo.

Un altro emendamento estende la rottamazione anche ai debiti fiscali messi a ruolo da gli Enti locali che non si affidano ad Equitalia per la riscossione. Il dl fiscale escludeva dall’operazione di definizione agevolata le somme la cui riscossione è effettuata attraverso ingiunzione fiscale (e non propriamente attraverso cartelle) direttamente dall’Ente locale oppure da soggetto privato alternativo ad Equitalia.

Credito d’imposta da 100 euro per chi passa a fatturazione elettronica
Già approvata dalle commissioni l’estensione anche a chi opterà per la fatturazione elettronica tra privati (oggi facoltativa) del credito di imposta da 100 euro concesso dal decreto fiscale alle imprese che dovranno sostenere spese extra per “l’adeguamento tecnologico” necessario alle comunicazioni telematiche trimestrali dei dati Iva. L’emendamento del governo prevede anche un ulteriore credito d’imposta da 50 euro «per una volta» per i contribuenti che optino per il nuovo spesometro trimestrale analitico, pure previsto dal Dl fiscale.

Niente esame per i dipendenti Equitalia
Il voto dell’Assemblea di Montecitorio è atteso per venerdì, con il ricorso quasi scontato alla fiducia. Tra le novità del provvedimento approvate ieri nel corso di una lunga seduta notturna terminata a mezzanotte lo stop alle procedure di selezione per i dipendenti di Equitalia che passeranno al nuovo ente economico Agenzia delle entrate-riscossione.

Decreto fiscale: come funziona la rottamazione delle cartelle

Passaggio all’Agenzia anche per il personale a tempo
Il via libera all’emendamento Pd (primo firmatario Michele Pelillo) modifica un comma del decreto 193/2016 fortemente contestato dai sindacati dei dipendenti Equitalia, che hanno evidenziato le loro perplessità nel corso delle recenti audizioni. Oltre ad escludere le prove selettive in vista del riassetto dell’ente di riscossione «fermo restando la ricognizione delle competenze possedute ai fini di una collocazione organizzativa coerente e funzionale alle esigenze dell’Ente», l’emendamento approvato prevede il trasferimento alle dipendenze dell’Agenzia delle Entrate non solo del personale a tempo indeterminato, ma anche di quello a tempo determinato fino a scadenza.

A regime niente aggio per riscossione
In arrivo anche un «nuovo modello di remunerazione dell’agente della riscossione». Una modifica al Dl fiscale approvato nella notte prevede il superamento dell’aggio finora riconosciuto ad Equitalia per i servizi di riscossione. Lo statuto della nuova società Agenzia delle Entrate-Riscossione dovrà individuare una soluzione per garantire l’equilibrio economico-finanziario dell’attività e dunque per coprire i costi di riscossione.

 

 

Sì a emendamento M5S per relazione annuale sui risultati Equitalia
Tra le cose approvate sul fronte Equitalia rientra anche un emendamento M5S che impone al nuovo ente della riscossione una relazione annuale al ministero dell’Economia sui risultati in merito ai ruoli affidati, con un resoconto preciso delle somme riscosse, di quelle da riscuotere e dei crediti nel frattempo divenuti inesigibili.Un altro emendamento approvato dalle commissioni ha soppresso invece il comma in base al quale il personale di Equitalia proveniente da altre amministrazioni pubbliche veniva ricollocato nella posizione economica e giuridica originariamente posseduta nell’amministrazione pubblica di provenienza.

Popolari, il nodo della soglia per la trasformazione in Spa
L’avvicinarsi del passaggio in assemblea ha fatto emergere anche diversi nodi, come ad esempio, novità delle ultime ore, i criteri da adottare per la riforma delle banche popolari. L’ipotesi di alzare la soglia (da 8 a 30 miliardi di euro di attivi) oltre la quale scatta l’obbligo per la trasformazione delle banche popolari in Spa, in linea quindi con i criteri Bce sulle banche di interesse sistemico, è saltata dopo un lungo braccio di ferro interno alla maggioranza tra il Mef e il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi sulle misure urgenti per il settore bancario contenute in un emendamento di uno dei relatori a che deve ancora passare al vaglio delle ammissibilità. In arrivo invece nuove norme sui contributi delle banche al Fondo di risoluzione e sulle Dta (deferred tax asset, Imposte differite attive), già stralciate dalla manovra per il 2017.

Tax credit cinema e migranti
In attesa di un quadro completo delle modifiche agli articoli che costituiscono il “nocciolo duro” fiscale del decreto, l’elenco dei ritocchi già definiti dalle commissioni spazia dal cinema allo sport passando per i fondi ai comuni per i migranti. Per quanto riguarda il mondo dello sport, la modifica approvata prevede che i diritti tv della serie A che per il 10% vadano alle giovanili, e siano gestiti direttamente dalla Figc. Raddoppiate anche le risorse per il tax credit per il cinema, che aumenta per il 2016 di 60 milioni di euro (anziché 30), mentre i sindaci che accolgono richiedenti protezione internazionale potranno contare su maggiori margini finanziari con la possibilità di fare più investimenti beneficiando di un allentamento del saldo di bilancio.

Una scelta, ha spiegato il primo firmatario dell’emendamento, il democratico Antonio Misiani, dettata dalla volontà di «essere vicini e sostenere i Comuni che fanno la loro parte nella gestione dell’emergenza profughi». Approvate anche alcune correzioni proposte da governo e relatori che, tra l’altro, rivedono alcuni tagli ai ministeri della Salute e del Mit e introducono la vigilanza del Mef sul ripiano del debito della Campania nei confronti della locale società di gestione del trasporto ferroviario (Eav).

Addio agli studi di settore
Via libera con emendamento anche agli «indici sintetici di affidabilità», gli indicatori che favoriscono la compliance fiscale dei contribuenti e sanciscono la fine degli studi di settore. Il ministero dell’Economia viene quindi chiamato a individuare i parametri, validi a partire dal periodo d’imposta al 31 dicembre 2017, cui sono collegati, livelli di premialità per i contribuenti più affidabili.

Premialità definita «anche in termini di esclusione o riduzione dei termini per gli accertamenti, al fine di stimolare l’assolvimento degli obblighi tributari e il rafforzamento della collaborazione tra l’Amministrazione finanziaria e i contribuenti». Cessano di avere effetto ai fini degli accertamenti, nello stesso tempo, gli studi di settore.

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Sorgente: Il Sole 24 ORE

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