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Nuovi populismi e antiche arroganze

Nuovi populismi e antiche arroganze. L’avversione per le élite porta Trump alla Casa Bianca, la Gran Bretagna fuori dall’Europa, la Raggi in Campidoglio, un giorno Grillo al Quirinale e probabilmente Marine Le Pen all’Eliseo.

Vittoria delle destre? Sarebbe la lettura piú semplice, ma anche piú sbagliata, dato che le categorie della politica sono completamente saltate. Bisogna analizzare chi sono gli elettori e perché votano così. Negli USA sono in maggioranza bianchi, anziani, lavoratori, piccoli e medi borghesi sconfitti dalla globalizzazione, ceti medi impoveriti.

In Italia, in Francia, in Europa prevalgono le stesse categorie, oltre a un numero crescente di giovani, quelli che fanno crescere le estreme e il grillismo. Certo, vanno distinte le caratteristiche diverse dei movimenti, le parole d’ordine, i progetti, ma la molla che avvicina al potere é la stessa.

Votano contro l’establishment, contro i partiti, contro le banche, contro la moneta unica, contro Bruxelles, contro lo Stato che non protegge piú, contro una cultura dominante che ha anteposto i diritti degli “altri” – disoccupati, immigrati, neri, femministe, gay etc – ai loro di bravi cittadini per bene, come comunque si ritengono. Non avremo mai capito abbastanza Berlusconi se non capissimo oggi Trump.

Stephen Zweig scrisse ‘Addio all’Europa’ dopo avere visto crescere nazionalismi, chiusure identitarie, ricerche di capri espiatori nelle minoranze, ricerche di nemici del popolo, della nazione, delle nostre piccole patrie minacciate da fantasmi e la nascita del nazismo.
Si suicidò per non vedere fino in fondo il disastro.

Sorgente: Nuovi populismi e antiche arroganze – Remocontro

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