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Usa oggi al voto. Clinton chiude con Obama: avanti con Hillary. Trump: è ora di cambiare – ilmessaggero.it

ilmessaggero.it — Usa oggi al voto. Clinton chiude con Obama: avanti con Hillary. Trump: è ora di cambiare

Oggi gli americani scelgono il 45mo presidente degli Stati Uniti. Il presidente uscente Barack Obama con la moglie Michelle sono saliti sul palco con Hillary Clinton in uno dei comizi finali: «Siamo a un passo dal fare la storia», ha detto la first lady. «Avete scommesso su di me e ora io scommetto su di voi», ha incitato Obama gli elettori. Per Clinton si sono esibiti Bruce  Springsteen, Madonna e Bon Jovi.

Donald Trump è una «mina
vagante». Lo afferma Hillary Clinton, invitando ad andare a
votare. «Se volete una riforma per le armi e se volete aumentare il
salario minimo andate a votare, perchè in gioco ci sono tutti i
temi che vi stanno a cuore», mette in evidenza Clinton. (ANSA).

DRZ
08-NOV-16 03:30 NNNN
«Sarò il presidente di tutti, non solo di coloro che mi hanno appoggiato». Lo afferma Hillary Clinton, sottolineando che «non permetterà a nessuno di
intaccare i progressi fatti con Obama» alla presidenza: «Non
consentirò a nessuno di farci tornare indietro». (ANSA).

DRZ
08-NOV-16 03:34 NNNN
Le elezioni sono «test» con cui
si sceglierà il futuro. Saremo più uniti come Paese o ci
separeremo ancora di più. Fisseremo degli obiettivi che
potremmo centrare insieme o ci gireremo le spalle gli uni con
gli altri«. Lo afferma Hillary Clinton in uno dei comizi finali
della campagna elettorale. (ANSA).

DRZ
08-NOV-16 03:55 NNNN
Il repubblicano Donald Trump attacca: «Hillary è il volto del fallimento, ora è il momento di cambiare».
«Votate per me», facendolo
«farete diventare i vostri sogni realtà». Lo afferma Donald
Trump, in North Carolina, uno degli ultimi appuntamenti della
sua campagna elettorale.

DRZ
07-NOV-16 22:28 NNNN
«Le elezioni saranno una Brexit
all’ennesima potenza». Lo afferma Donald Trump, in North
carolina, uno degli ultimi appuntamenti della sua campagna
elettorale.(ANSA).

Fino alla fine. Anche nelle arringhe finali dei candidati alla Casa Bianca sono le divisioni, la rabbia, il veleno emersi in questa campagna a fare da sfondo. Perché la strada fin qui è stata un continuo scambiodi accuse, colpi bassi, offese e scandali, rendendola il ‘match’elettorale più aspro di sempre, nel quale ha finito per trovarsi imbrigliato anche l’Fbi.

A posizionare l’asticella è stata sufficiente la discesa in
campo di due ‘supercandidatì quali Hillary Clinton e Donald
Trump: da una parte l’ex first lady con il suo bagaglio di vita
pubblica, il passato, la diffidenza. Dall’altra l’outsider
miliardario, esuberante e da subito determinato a lanciare la
sua guerra contro il politicamente corretto.

Così, se la rivelazione del New York Times su indirizzo e-mail e server privati utilizzati dall’ex segretario di Stato ha perfino
preceduto l’annuncio della candidatura di Hillary, il tycoon ha
esordito con dichiarazioni shock quando nell’annunciare la sua
corsa per la Casa Bianca ha promesso la costruzione dell’ormai
famigerato muro tra il Messico e gli Stati Uniti, additando i
messicani come criminali e stupratori. Poi la proposta di negare
l’ingresso negli Usa a tutti i musulmani come risposta alla
minaccia terroristica.

Niente però rispetto agli attacchi
personali, già leitmotiv delle primarie, dagli scontri con Marco
Rubio caduti anche nella sfera dei doppi sensi, alle offese
contro Carly Fiorina («candidata con quella faccia?»), fino agli
sgambetti fatti a Ted Cruz quando era rimasto l’unico a
contrastarne la corsa.

Archiviate le primarie, il tycoon ha
preso a twittare (anche nel pieno della notte): critiche e
insulti in pillole senza risparmiare nessuno (il New York Times
li ha raccolti in un paginone).

Clinton però non è stata da meno quando ha chiamato
«deplorevoli» i sostenitori di Trump, metà del Paese di fatto,
attirando così su di sé una valanga di critiche.

Per lacandidata democratica è stato però il passato a ripresentarsicome un incubo ricorrente e una minaccia concreta per le sueaspirazioni presidenziali, a partire dai sospetti sulla
Fondazione Clinton e i suoi rapporti con Paesi donatori dalla
condotta dubbia, anche quando Hillary guidava il dipartimento di Stato.

Le ultime settimane della corsa sono state quelle più
esplosive: Trump era in rimonta e sperava ancora quando a fine
settembre il Washington Post è venuto in possesso e ha
pubblicato quel video del 2005 in cui Trump si abbandonava a
frasi oscene circa il suo comportamento sulle donne. Quindi
l’effetto domino con l’emergere di testimonianze di donne che
accusano il tycoon di averle aggredite.

Una dopo l’altra per giorni e Trump perde terreno, ma soltanto fino alla ‘sorpresa di ottobrè, per mano del direttore dell’Fbi James Comey, che comunica al Congresso di voler di fatto riaprire l’inchiesta sull’emailgate (chiusa a luglio con Clinton ‘scagionatà) quando mancano soltanto 11 giorni all’election day.

Il tycoon esulta, Hillary è furiosa. Tanto più che il tutto
nasce dalla necessità di esaminare migliaia di e-mail emerse dal
laptop di Anthony Weiner, ex deputato democratico caduto in
disgrazia per motivi di ‘sexting’ e marito separato della
braccio destro di Hillary – Huma Abedin – finito sotto inchiesta
per aver scambiato messaggi a sfondo sessuale con una 15enne.

Comey è nella bufera e il caso si ‘richiudè in pochi giorni,
con una rapidità inimmaginabile in circostanze ‘normalì. E l’America resta basita, chiamata alle urne mentre si guarda in
questo specchio in cui stenta a riconoscersi.(ANSA).

RP
07-NOV-16 20:37 NNNN

Sorgente: Usa oggi al voto. Clinton chiude con Obama: avanti con Hillary. Trump: è ora di cambiare

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