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LA GUERRA NON VA MAI FESTEGGIATA SE VOGLIAMO FARE UNA STORIA DIFFERENTE

di Luca Billi

Sinceramente non ho mai capito cosa ci sia da festeggiare il 4 novembre. Vittoria di cosa? Di una guerra terribile.

Tra i motivi inconfessati e inconfessabili di quel tragico conflitto ci fu la paura delle classi allora dominanti per la rivoluzione, che era già scoppiata a Parigi, quarant’anni prima, e che sembrava allargarsi, in Germania, in Gran Bretagna, perfino in Italia. Allora la rivoluzione era pensabile e possibile, e naturalmente i ricchi e i privilegiati ne avevano paura. Poi la rivoluzione sarebbe scoppiata comunque, proprio a causa della guerra, ma in Russia, uno dei pochi paesi in cui la rivoluzione pareva non sarebbe scoppiata, perché troppo arretrata rispetto al resto dell’Europa; ma questa è un’altra storia, che ci porterebbe lontano, per quanto le conseguenze di quello scontro siano arrivate fino a pochi anni fa. La prima guerra mondiale fu, a suo modo, anche un momento della guerra di classe che i potenti e i ricchi, da sempre, combattono contro di noi.
E allora quella storia ci insegna qualcosa. Perché anche questa strana “terza guerra mondiale” – come ormai ci stiamo abituando a chiamarla – che stiamo subendo è un episodio di questo conflitto sotterraneo e cruento. Anche se la rivoluzione sembra, almeno qui da noi, impensabile e impossibile; ma il mondo è grande e soprattutto in altri paesi, significativamente in quei paesi arabi contro cui vogliono che noi ci schieriamo, ci sono generazioni di giovani che si affacciano alla storia e chiedono un futuro diverso. E’ contro queste generazioni che sono armati i terroristi e i loro alleati del capitale.
Per questo non dobbiamo avere paura di quei popoli che subiscono questa guerra sotterranea, combattendola dalla nostra stessa parte, per questo non dobbiamo arrenderci alla paura che tentano di imporci i nostri governi. Per questo non dobbiamo partecipare alla costruzione di nuovi muri, per questo non dobbiamo pensare che Mohamed e Fatima siano nostri nemici. I partiti socialisti uscirono sconfitti dalla prima guerra mondiale, perché molti di loro parteciparono a quel conflitto, perché, sbagliando, credevano fosse ancora uno scontro tra stati e non tra classi e chi lo capì, come Rosa Luxemburg, e fu pacifista per tutto il conflitto, fu uccisa. Noi di sinistra non possiamo ripetere gli errori di cent’anni fa.
Per questo oggi dobbiamo ricordare un’altra storia. Per fare un’altra storia.

Sorgente: LA GUERRA NON VA MAI FESTEGGIATA SE VOGLIAMO FARE UNA STORIA DIFFERENTE – ALGANEWS

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