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“Treni, dibattiti e Costituzione Il mio tour per spiegare il No”

Professoressa emerita di Diritto costituzionale a Padova: “Meglio andare a parlare tra la gente, in tv non basta”. Ha partecipato a dibattiti e incontri a Milano, Firenze, Roma, Rovereto, Treviso,Vicenza, Napoli.
E naturalmente la sua città, Padova. Nei prossimi giorni sarà a Bologna, Ferrara, Ravenna. “Ricevo circa una ventina di inviti ogni giorno. Purtroppo ne posso accettare solo alcuni, altrimenti sarebbe impossibile”. Lorenza Carlassare è stata la prima donna in Italia a ricoprire una cattedra di Diritto costituzionale. Ha insegnato nelle università di Padova, Verona e Ferrara. E da mesi ormai, insieme agli altri esponenti del Comitato del No presieduto da Gustavo Zagrebelsky e Alessandro Pace, si sta battendo per la campagna per il No al referendum.

Un vero e proprio tour de force scandito soprattutto da incontri sul territorio, nelle città e nei piccoli centri. “Siamo partiti l’11 gennaio scorso pensando che si votasse a ottobre e invece il governo ci ha fatto questo bel regalo, spostando la data quasi sotto Natale”, osserva Carlassare che, nonostante un po’ di stanchezza, mantiene intatto il suo entusiasmo. “È incredibile vedere quanta gente partecipa agli incontri, con quanto interesse le persone seguano i dibattiti. Gli italiani vogliono capire, informarsi, approfondire. Evidentemente quello che viene detto in tv non basta”, osserva. Anche lei ci è andata, in televisione, a La7. “Dalla Rai ho ricevuto un paio di inviti, che poi non si sono concretizzati. Devono averci ripensato..”, racconta.

Se non partecipa a iniziative del Comitato del No, la costituzionalista accetta volentieri inviti da parte di altre associazioni, come l’Anpi. “Sono andata anche a un dibattito di “Avvocati per il Sì”, qui a Padova, dove sono stata anche molto applaudita. Alla fine il tono dei dibattiti, pure con chi non la pensa come te, si mantiene sempre su livelli civili. Al contrario di quello che avviene in tv, dove spesso non si riesce a parlare”, sottolinea la costituzionalista, ripensando a uno scambio verbale col giornalista Fabrizio Rondolino.

È una campagna tosta quella del Comitato per il No, con spostamenti faticosi in giro per lo stivale, a volte a spese proprie. “Non so più quante stazioni ferroviarie ho visto. Però è solo così che si può osservare l’anima profonda del Paese. Forse sono fortunata, ma mi sembra davvero che la maggioranza degli italiani sia per il No. Non si direbbe, ma ai nostri concittadini la Costituzione piace e ne sono orgogliosi…”.

Renzi, intanto, continua ad andare in tv. “Mi sembra che la campagna del governo non funzioni: ripetono a macchinetta sempre le stesse cose, parlano per titoli, senza entrare nel merito della riforma. Sono molto superficiali”, dice Carlassare. “E poi il dualismo che hanno voluto imporre conservatori/riformisti e vecchi/giovani non funziona, è troppo semplicistico.

Sorgente: “Treni, dibattiti e Costituzione Il mio tour per spiegare il No” (Gianluca Roselli) | Triskel182

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