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L’ILLUSIONE ASSOLUTA D’UN MIGLIORAMENTO DEL PD

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di giandiego (membro Segr.Naz. Di Convergenza Socialista)

Se esiste una pia illusione è quella di uno spostamento reale del PD, verso una attenzione ad una politica popolare e minimamente sociale. Anche in memoria della sua “provenienza” e di alcune radici che, per altro, il partito tende implicitamente a rinnegare.

Come potete notare non ho sprecato termini come social-democratico o peggio socialista, che sono assolutamente anacronistiche ed inattuali quando si parli di PD.

Non è Nemmeno Renzi in sé o la nuova ondata dei quarantenni leopoldini (che pure hanno reso e rendono un pessimo servizio alla vocazione presunta, democratico liberal-progressista del partito) ad aver reso il PD quello che è, la malattia inizia molto prima e, con buona pace dei nostalgici affonda le sue radici in epoca berlingueriana.

È di quegli anni infatti la vocazione compromissoria dell’allora PCI è di Berlinguer la dichiarazione che il partito non avrebbe potuto/voluto governare nemmeno con il 51% … è sua la ricerca del compromesso con l’uomo dei petrolieri e dei poteri forti Aldo Moro.

Sua la confusione omicida fra Brigate Rosse, Autonomia Operaia e Sinistra Radicale, sua la scelta di rivolgere lo “sguardo al centro”. Suo il cedimento agli “opposti estremismi” … Sua l’amicizia e la predilezione per D’Alema, Napolitano e Veltroni.

É di Ochetto poi la dichiarazione che il PCI-PDS avesse perso, che il Capitalismo avesse vinto e che la strada dovesse essere quella della confluenza al centro.

Di Veltroni poi la “Vocazione Maggioritaria” posta a fondamento dell’esecuzione sommaria mediante fucilazione alle spalle e del linciaggio della sinistra esterna ed interna al partito … Questa premessa va detto fu accettata ed ampiamente condivisa dai vari Bersani, Civati, Fassina, CuperloD’Alema e compagnia cantante, che per altro non hanno mai fatto autocritica rispetto a questa scelta. Sotto certi aspetti essa venne condivisa per complicità e vicinanza anche da Bertinotti e Vendola (con tutti i sodali della loro coorte) che pure difendevano a parole la rappresentatività del proporzionale secco.

Faccio nomi, noti per altro, nulla di veramente nuovo, ma essi non sono solamente individui, anche se il “personalismo ed il protagonismo” di una classe politica sciagurata ha attinenza con quanto sto raccontando. Questa riflessione, pure accennata non è mai stata realmente metabolizzata da quella che chiamammo sinistra … tanto è vero che ancora oggi essa è preda dell’illusione di potersi alleare con il PD senza pagare un altissimo prezzo e senza snaturarsi profondamente

Essi sono dirigenti politici, segretari di partito, leader che hanno operato scelte e condotto verso angoli bui e senza uscita.

Eppure essi oggi ancora pasteggiano con abbondanza e siedono, comodamente per altro, alla mensa della “politica formale e di facciata”.

Per molto tempo poi sì è tentata inutilmente e un poco stupidamente (a mio umilissimo ed insignificante parere) la ricostituzione, partendo da un’area interna del PD di una Corrente di Pensiero e di Azione sociale. Pur consci di questa innegabile, sconcertante ed oggettiva realtà, cioè che il PD avesse già nel suo DNA fondamentale gli embrioni della sua stessa degenerazione liberista. Il riferimento non casuale al Blearismo avvalorava questa ovvia deduzione sin da tempi non sospetti in cui Renzi ancora lottava per emergere dal gruppo dei giovani neo-democristiani d’assalto.

La Leopolda e la “Rivolta interna dei quarantenni” fu la conseguenza di scelte operate a monte, come lo è il Renzismo ed il pensiero del Partito Nazione.

L’embrione ed il progetto di “manipolazione costituzionale” derivava dal migliorismo e dalcomunismo-liberale di Napolitano, Lama, Macaluso, Chiaromonte, Amendola … che già in tempi remoti dialogavano (a diversi livelli, certo) con il “Grande Oriente Democratico” e con Gelli e la P2 in seconda battuta. Quegli stessi che non gradivano il canto ed il ricordo fastidioso veicolato dalla canzone sui morti di Reggio Emilia. Su quei giorni di ribellione alla “Legge Truffa”.

Non è una novità assoluta, così come non lo è il Principe Rottamatore Fiorentino ed il suo stile neo-berlusconiano da venditore multi-level.

Egli si avvale dell’esempio paleo-democrastiano del “rinnovamento periodico”, parola d’ordine d’ogni stagione democristiana.

Questo è parte del motivo per cui non mi fido affatto dei nuovi leader della sinistra ipotetica. Essi non si sono mai “esposti” auto-criticando e riconoscendo i propri errori e le proprie responsabilità.

Fra l’altro la proposta messa in campo è, ancora e sempre, fortemente influenzata dalla primissima visione piddina d’area Veltroniano-Prodiano-Bertinottiano Ulivista, che in quanto a complicità con il liberismo Europeo non è seconda a nessuno.

È per questo che scelgo, per quanto mi riguarda, di fare un discorso chiaramente e nettamente Socialista. Legato alla Sinistra Europea ed all’AltroEuropeismo … fidando che la globalizzazione del Socialismo ci permetta con il tempo di rimettere in campo un discorso internazionalista d’un mondo senza barriere e senza confini.

Altro Mondista, quindi e sino in fondo … perchè non si può recuperare l’irrecuperabile. Cercare di riparare una macchina difettata alla nascita significa solamente prepararsi ad una stagione di delusioni e fermi … fare l’abitudine all’arretramento ed alla sconfitta. Suicidarsi!

Se Resistenza deve essere lo sia. Lontano dal PD. Per un’AreA di Progresso e Civiltà che non sia succube alle vicende interne d’un Partito sciagurato e neo-liberista.

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