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Chi vincerà tra Clinton e Trump? Ce lo «svela» il peso messicano

Nell’ultima settimana il peso messicano ha perso il 4% nei confronti del dollaro. È accaduto nella stessa settimana in cui il candidato repubblicano alle presidenziali Usa, Donald Trump, stando agli ultimi sondaggi avrebbe recuperato i 10 punti percentuali che lo separavano dalla democratica Hillary Clinton.

Del resto negli ultimi sei mesi l’andamento del cambio peso/dollaro ha fluttuato parecchio con una serie di saliscendi spesso coincisi con il cambiamento di previsioni sull’esito delle elezioni in programma lunedì 8 novembre negli Usa.

IL CAMBIO TRA PESO MESSICANO E DOLLARO
Quanti dollari si possono acquistare con un peso messicano

Nella prima metà di settembre il peso messicano ha perso oltre il 10% nei confronti del dollaro, proprio nel momento in cui alcuni sondaggi decretavano il sorpasso sulla Clinton dell’immobiliarista americano. Ma dopo un audio pubblicato dal Washington post – con tanto di frasi sessiste pronunciate da Trump e risalenti al 2005 – è partita una violenta rivalutazione del peso quasi da vanificare del tutto il ribasso del mese precedente.

Nell’ultima settimana, invece, il peso ha nuovamente perso terreno. Difficile credere che sia coincidenza, proprio per il fatto che il flusso di notizie della campagna elettorale ha prodotto una novità significata: l’Fbi ha aperto un’inchiesta contro la Clinton a proposito del caso delle mail private inviate da server pubblici quando rivestiva la carica di segretario di Stato.

La lettura del cross pes0/dollaro svela quindi un’indubbia correlazione inversa tra il valore della divisa messicana e le percentuali di successo di Trump. I mercati la leggono in questo modo, e senza mezze misure: se Trump vince, le esportazioni messicane verso gli Usa sono destinate a calare e con esse anche la valuta a sgonfiarsi. Questo perché Trump ha più volte dichiarato di voler ergere un muro tra Usa e Messico se andrà a sedersi nella stanza ovale della Casa Bianca.

Peraltro la recente svalutazione del peso nei confronti del dollaro è ancora più forte se si considera che Trump, di per sé, suscita un effetto svalutativo anche sul dollaro. Secondo i grandi investitori – che per il motivo che segue spingono per un successo della Clinton – Trump potrebbe innescare un clima di incertezza tale da costringere la Federal Reserve a rimandare la stretta monetaria data quasi per scontata a dicembre. Una stretta che sta facendo da diverso tempo rafforzare il dollaro su scala globale.

Nell’ultima settimana però la marcia del dollaro si è arrestata – come evidenziato dall’andamento del dollar index che è arretrato del 2% in cinque sedute – proprio per l’effetto-Trump su Borse (che scendono) e valute (con il dollaro che frena la corsa).

Quindi se il peso si sta svalutando nei confronti di un dollaro che però sta mostrando qualche segnale di debolezza, vuol dire che la svalutazione in corso del peso per certi verso vale doppio.

Se poi si considera che nel terzo trimestre del 2016 il Pil messicano è cresciuto dell’1% (meglio delle attese a 0,9%) arriva un altro segnale in favore dell’effetto Trump, proprio perché dal punto di vista macro non sono arrivati segnali ribassisti sulla valuta.

Ma da qui a sostenere che i mercati stiano scommettendo nettamente su Trump – vendendo peso messicani – pare eccessivo. Ma il riposizionamento delle valute conferma che la battaglia per le presidenziali è tornata apertissima. Non solo per i sondaggi (che girano con le parole). Ma anche per i mercati (che girano con i soldi).

Sorgente: Il Sole 24 ORE

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