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RADIO MARIA: SOSPESO IL FRATE CHE PARLO’ DEL SISMA COME “CASTIGO DIVINO”

DI CHIARA FARIGU

Radio Maria, la nota emittente radiofonica cattolica italiana, è di nuovo sotto l’occhio del ciclone. I fatti sono noti: dai suoi microfoni, all’indomani dall’ultimo terremoto che ha devastato il Centro Italia, Padre Giovanni Cavalcoli, speeker “integralista” , nell’esaminare le cause di questo sconvolgimento tellurico, non ha trovato di meglio che attribuirlo ad un “castigo divino”. Entrando poi nello specifico “la causa è delle unioni civili”, ora legge dello Stato, secondo il sacerdote. L’infelice “analisi” ha scatenato un putiferio che non accenna a diminuire. Che ha lasciato di stucco gli stessi credenti e indignato tutti gli altri. E non poteva essere altrimenti, visto che l’emittente, non è una radio locale qualunque, ascoltata da pochi intimi. Solo in Italia, arriva a oltre un milione e mezzo di ascoltatori nei dati ufficiali, ma quasi a tre milioni in quelli ufficiosi.
Una gran fetta di italiani, quindi. Spesso composta da persone anziane, che vivono in solitudine, che, attraverso la radio, seguono quotidianamente le funzioni religiose, la recita del rosario, le parole del Papa. Persone che trovano conforto in quei momenti di raccoglimento e dai quali non vogliono staccarsi. Una fedelissima ascoltatrice, mia madre, scomparsa un anno fa. In quei momenti non c’era per nessuno. Possedeva due radioline, entrambe sintonizzate su Radio Maria, posizionate in due ambienti diversi, così che potesse seguire la trasmissione a seconda di dove si trovava. Sarebbe potuto crollare il mondo in quelle ore stabilite, lei assorta nelle sue preghiere che recitava anche in latino, pur non avendolo mai studiato, non se ne sarebbe accorta. Un’emittente importante. Che nasce come radio parrocchiale nel lontano 1982 ma, che nel giro di pochi anni, diventa nazionale con la copertura di tutte le regioni italiane e, dopo il ’90 si diffonde fuori dai confini. Attualmente trasmette in tutta Europa via satellite digitale e in tutto il mondo via internet. Dati Audiradio stimano in 1.644.000 gli ascoltatori medi giornalieri nel 1º semestre 2009, chissà quanti sono gli odierni.
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Rete importante e potente, dunque. Ecco perché simili dichiarazioni sono state recepite come un vero e proprio shock . Il terremoto sarebbe avvenuto per “punizione divina”, una conseguenza del peccato originale. Secondo la personalissima teoria di don Cavalcoli, case, chiese, edifici pubblici sono stati spazzati via da un Dio che “tollera” soprusi e nefandezze di ogni genere ma che si vendica, scatenando tutta la sua ira, su uomini donne bambini e cose, per via delle unioni civili, che altro non sono che il riconoscimento del sentimento più puro in assoluto, l’amore. Personalissima teoria, certo. Prontamente sconfessata dai vertici di Radio Maria che da subito ne hanno preso le distanze ed hanno sospeso il frate  incriminato. Il quale però conferma la sua tesi dai microfoni de La Zanzara, rilanciando un secco “al Vaticano ripassino il catechismo”, in seguito alla reprimenda pubblica di Mons. Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato vaticana. “Sono affermazioni offensive per i credenti e scandalose per chi non crede” ha detto Mons. Becciu, datate al periodo precristiano e non rispondono alla teologia della Chiesa perché contrarie alla visione di Dio offertaci da Cristo che ci ha rivelato il volto di Dio amore non di un Dio capriccioso e vendicativo. Questa, ha spiegato, è una visione pagana, non cristiana. Chi evoca il castigo divino ai microfoni di Radio Maria offende lo stesso nome della Madonna che dai credenti è vista come la Madre misericordiosa che si china sui figli piangenti e terge le loro lacrime soprattutto in momenti terribili come quelli del terremoto. Radio Maria, ha aggiunto il prelato, tra i più stretti collaboratori del Papa, deve correggere i toni del suo linguaggio e conformarsi di più al Vangelo e al messaggio della misericordia e della solidarietà propugnato con passione da papa Francesco specie nell’anno giubilare. Non possiamo non chiedere perdono ai nostri fratelli colpiti dalla tragedia del terremoto per essere stati additati come vittime dell’ira di Dio. Sappiano invece che hanno la simpatia, la solidarietà e il sostegno del Papa, della Chiesa, di chi ha un briciolo di cuore”.
Dura condanna, quindi. Reprimenda e dissociazione da quelle affermazioni personali e “pagane”. E parole di scuse per chi ha perso tutto e vive momenti di vera sofferenza. Ma non scomunica come ha pomposamente titolato qualche testata giornalistica. E indignazione, tanta, dall’opinione pubblica e sul web che invitano la Chiesa a fare pulizia al suo interno dei tanti “peccati” che seppur riconosce e condanna ma non riesce a debellare.
Come non ricordare e concordare con la dura denuncia del vescovo di Rieti, Mons. Pompili che, durante i funerali delle vittime di Amatrice, puntò il dito accusatore contro l’uomo, la sua cupidigia, la brama di potere, i suoi legami con le persone di malaffare, l’unica vera causa dei sismi che, disse, in natura ci sono sempre stati e continueranno ad esserci. “Non è il sisma a uccidere, uccidono le opere dell’uomo”, tuonò il vescovo, all’interno di quel tendone bianco adibito ad altare funebre, dinanzi alle più alte cariche dello Stato.
E allora, diamo a Dio quel che è di Dio (per chi ci crede) e all’uomo quel che è dell’uomo. Spetta a quest’ultimo, dotato di libero arbitrio, fare scelte responsabili. Rispettare e assecondare la natura, costruendo dove è consentito, con criteri antisismici e il giusto rapporto di sabbia e cemento e non con la prevalenza della 1^ a sfavore del 2° , causa principale della maggior parte dei crolli, è una decisione puramente e solamente umana.
Scomodare le divinità e fuori tempo massimo.

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Sorgente: RADIO MARIA: SOSPESO IL FRATE CHE PARLO’ DEL SISMA COME “CASTIGO DIVINO” – ALGANEWS

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