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Unione Inquilini – Segreteria Nazionale – Comunicato Stampa

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Unione Inquilini – Segreteria Nazionale Comunicato Stampa – 4 novembre 2016 Legge di bilancio/ Casa: ” Il Governo con la legge di bilancio passa dalle “politiche abitative” alle “politiche per l’arredo abitativo”. Prevede solo detrazioni per condomini e per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici. Il Governo in questo modo rimuove la vasta precarietà abitativa e condanna centinaia di migliaia di famiglie al baratro dello sfratto e alla permanenza perenne nelle graduatorie. Nessun rifinanziamento del fondo contributo affitto e briciole, 36 milioni, al fondo morosità incolpevole.” Dichiarazione di Massimo Pasquini, Segretario Nazionale Unione Inquilini: “Le 80.000 sentenze di sfratto emesse ogni anno in Italia, le 30.000 famiglie sfrattate con la forza pubblica, le 700.000 famiglie collocate nelle graduatorie comunali, non hanno diritto nemmeno alla citazione nella legge di bilancio 2017 proposta dal Governo. La legge di bilancio del Governo Renzi rappresenta la cifra della irresponsabilità sociale, etica e politica di Governo, incapace anche solo di accennare politiche abitative strutturali e programmatiche. Il Governo Renzi semplicemente omette e rimuove la questione abitativa, e se l’affronta lo fa sostenendo unilateralmente la rendita immobiliare parassitaria e la speculazione. Infatti continua ad essere vigente l’esenzione dell’Imu per i costruttori con invenduto. Continua ad essere vigente una illogica cedolare secca al 21 per cento per chi affitta a libero mercato, un regalo di 600 milioni di euro ai proprietari. Di contro si mantiene l’azzeramento del fondo contributo affitto e si dota di “ben 36 milioni di euro” il fondo morosità incolpevole, in questo caso significa proporre un contributo medio, per le 80.000 famiglie che nel solo 2015 hanno subito una sentenza di sfratto per morosità incolpevole, la bellezza di 37,5 euro mensili. Nella legge di bilancio si evince che il Governo pensa solo a chi una casa ce l’ha. Sono previste detrazioni per le ristrutturazioni di immobili e per l’acquisto di mobili e elettrodomestici che seppure positive non possono essere spacciate per politiche abitative. In questo modo siamo passati dalle politiche abitative alle “politiche per l’arredo abitativo”.”

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