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 Ue, Google risponde alle accuse sulla piattaforma di Shopping: ‘Infondate’

La Commissione prosegue le indagini su un abuso della posizione dominante di Mountain View sui servizi di acquisto online. La società commenta: non prende in considerazione grandi competitor come Amazon

di Michela Rovelli

Continua la battaglia tra la Commissione europea e Google. E questa volta l’affondo arriva da Mountain View. In un post sul blog ufficiale, Kent Walker, senior vice president and General Counsel della società risponde alle recenti accuse di abuso di potere mosse dall’Antitrust europeo, secondo cui il motore di ricerca sfrutterebbe la posizione dominante di cui gode per promuovere la sua piattaforma «Shopping». Alle spese dei concorrenti. Una seconda indagine è stata aperta sui servizi per la pubblicità online. «Riteniamo che le accuse siano sbagliate, dal punto di vista dei fatti, legale ed economico», dichiara Walker.

La risposta di Google

Secondo Mountain View la tesi di concorrenza sleale della Commissione Europea non è corretta né lo è la definizione fatta di «shopping online». Lo dimostra la stessa esistenza — e il successo — di siti come eBay e Amazon. E fornisce dei dati secondo cui il primo portale visitato per acquistare sul web sia il colosso guidato da Jeff Bezos. Ma per l’Ue i due non possono essere paragonati perché rispondono a esigenze diverse. Il primo, Google Shopping, compara prodotti e prezzi — in modo non trasparente secondo le accuse, con favoritismi – il secondo è negozio virtuale dove acquistare ciò che si cerca. «Ha omesso — continua Walker — di prendere in considerazione il significato concorrenziale di aziende come Amazon e le dinamiche più ampie dello shopping online». Per quanto riguarda i servizi per l’advertising forniti da AdSense, Google sostiene di aver apportato modifiche agli annunci pubblicitari che «erano utili per gli utenti e per i rivenditori. Non siamo mai scesi a compromessi con la qualità o la rilevanza delle informazioni che abbiamo mostrato; al contrario, le abbiamo migliorate. Questo non significa “favorire” – significa ascoltare i nostri clienti».

La battaglia con l’Antitrust

Questa è la seconda dichiarazione ufficiale emessa da Mountain View nei confronti delle accuse dell’Antitrust europeo. La prima risale al 2015. Poi, quest’estate, nuovi elementi sono stati aggiunti all’indagine, tra cui la dichiarazione che un sito come Amazon non può essere considerato un competitor. Una teoria che «semplicemente non rispecchia la realtà», secondo Google. La battaglia tra il colosso americano e le istituzioni del vecchio continente dura ormai da sei anni. Il tema centrale è sempre lo stesso: una situazione di monopolio che porta ad abusi di potere. Marghrethe Vestager, commissaria per la Concorrenza, ha evidenziato diversi settori su cui indagare: lo shopping online, i servizi pubblicitari forniti da AdSense e il sistema operativo Android. Google è pronto a rispondere a breve anche per quest’ultima accusa. Se dovessero seguire decisioni ufficiali, per Mountain View significherebbero multe miliardarie.

Sorgente: Corriere della Sera

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