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Le idee dei candidati USA su scienza e ricerca – Le Scienze

Le idee dei candidati USA su scienza e ricerca

lescienze.it . Le idee dei candidati USA su scienza e ricerca. Dal contenimento delle emissioni di gas serra alle missioni spaziali, sono molte le sfide che, anche in campo scientifico e tecnologico, attendono il prossimo presidente degli Stati Uniti.

Come tradizione, “Scientific American” ha posto ai principali candidati alcune domande sulle politiche della ricerca che intendono portare avanti una volta eletti  di Christine Gorman/Scientific American

Già da diverse tornate elettorali “Scientific American” ha preso l’iniziativa di sottoporre ai candidati alla Presidenza degli Stati Uniti una serie di domande sulla loro posizione in materia di ricerca scientifica.

“Scientific American”  ha formulato 20 domande a tutti e quattro i candidati; qui riportamo solo quelle di Hillary  Clinton e Donald Trump ai quesiti di più ampio respiro, che possono interessare un pubblico più ampio di quello strettamente  nazionale. (Qui la versione integrale delle 20 domande)

INNOVAZIONE
A partire dalla seconda guerra mondiale, scienza e tecnologia sono responsabili di oltre la metà della crescita dell’economia statunitense. Ma alcuni rapporti mettono in discussione che l’America continui ad avere la leadership in questi settori. Quali politiche potranno far sì che l’America rimanga all’avanguardia nell’innovazione?

Hillary Clinton: Dalla seconda guerra mondiale, la leadership degli Stati Uniti in materia di innovazione in ambito scientifico e tecnologico ha permesso di ottenere benefici economici in parallelo ai principali progressi nel campo della salute, della sicurezza privata e di quella pubblica e della qualità della vita. Istruzione, ricerca e commercializzazione sono tutte chiavi del successo dell’America. Come Presidente, lavorerò per rafforzare ciascuno di questi elementi fondamentali dell’ecosistema e facilitare la collaborazione fra pubblico e privati al fine di garantire che l’America rimanga in prima linea nell’innovazione.

I progressi nella scienza e nella tecnologia cominciano con l’istruzione. Abbiamo bisogno di un’istruzione prescolare universale perché i nostri

ragazzi possano godere di un buon punto di partenza; ci vogliono buone scuole primarie e secondarie e insegnanti validi in tutti i bacini scolastici; inoltre bisogna far sì che l’istruzione superiore sia alla portata di tutti con college le cui rette non costringano a indebitarsi, e sostenere tirocini e programmi di formazione di alta qualità. Abbiamo bisogno di una forte programmazione curriculare per l’insegnamento di scienze, tecnologia, ingegneria e matematica in ogni scuola, e abbiamo bisogno di consentire a tutti gli studenti della scuola pubblica l’accesso all’istruzione in informatica.

Le idee dei candidati USA su scienza e ricerca
La Cyber Physical Systems Expedition Machine – messa punto dalla Microsoft nel quadro del progetto Premonition – cattura e analizza in modo autonomo le zanzare per identificare la presenza di patogeni prima che diano origine a focolai epidemici. (Chip Somodevilla / Getty Images)

Sia la ricerca di base che quella applicata sono i principali motori dell’innovazione. Come Presidente, lavorerò con il Congresso per garantire che i finanziamenti governativi alla ricerca siano sufficienti a consentire una programmazione pluriennale, l’esplorazione delle aree di ricerca emergenti, e a coprire l’aumento dei costi dovuto all’inflazione. E’ necessario finanziare non solo le agenzie di ricerca scientifica di base e le grandi agenzie scientifiche e tecnologiche che hanno specifici scopi, ma anche il più ampio universo di agenzie che per raggiungere i loro scopi sono sempre più dipendenti da scienza, tecnologia, ingegneria e matematica.

Il ritorno degli investimenti in innovazione viene dalla commercializzazione dei risultati della ricerca. Il primo passo è quello che le università chiamano “trasferimento tecnologico” e la comunità medica chiama “traslazione” sul piano clinico, che dimostrano come si possano  usare i risultati della ricerca nella pratica e permettono la condivisione della conoscenza con la comunità imprenditoriale.

Il Governo deve svolgere un ruolo fondamentale in questa fase, consentendo l’accesso e la condivisione dei risultati della ricerca finanziata dal Governo. Io sosterrò lo sviluppo di consorzi per questo tipo di collaborazione, così da accelerare la creazione di nuove industrie, e fornire un prezioso feedback ai ricercatori.

Come parte del mio piano per creare più lavori ben retribuiti, intendo anche investire nelle partnership “Make it in America” che faranno dell’America la prima scelta per la produzione sfruttando i punti di forza regionali, sostenendo i produttori lungo tutta la catena di approvvigionamento, e garantendo la competitività internazionale grazie al miglioramento dell’efficienza energetica industriale di un terzo entro un decennio.

Donald Trump: L’innovazione è sempre stata uno dei grandi sottoprodotti dei sistemi di libero mercato. Gli imprenditori hanno sempre trovato nuovi accessi ai mercati, dando ai consumatori più opzioni per i prodotti che desiderano. Il Governo dovrebbe fare tutto il possibile per ridurre le barriere all’ingresso nei mercati e agire in modo da creare un ambiente per il business in cui la correttezza commerciale sia altrettanto importante del libero scambio.

Allo stesso modo, il Governo federale dovrebbe incoraggiare l’innovazione nelle aree dell’esplorazione spaziale e gli investimenti in ricerca e sviluppo nell’ampio panorama del mondo accademico. Anche se ci sono crescenti richieste per una limitazione della spesa e il riequilibrio del bilancio federale, dobbiamo stimolare l’impegno a investire nel campo della scienza, dell’ingegneria, della sanità e in altri settori che renderanno la vita degli americani migliore, più sicura e più prospera.

RICERCA
Molti progressi scientifici richiedono investimenti in ricerca a lungo termine, per periodi superiori ai due, quattro o sei anni che regolano i cicli politici. Nell’attuale clima di vincoli di bilancio, quali sono le priorità della ricerca scientifica e tecnologica e come farà a bilanciare i finanziamenti a breve e lungo termine?

Hillary Clinton: La scienza e la tecnologia non solo forniscono i dispositivi e i servizi di cui godiamo e che usiamo quotidianamente, ma  contribuiscono anche a difenderci da malattie, minacce alla sicurezza, carenze negli approvvigionamenti energetici, impatti del cambiamento climatico, degrado ambientale, e molte altre questioni impegnative di portata nazionale e globale. Da Presidente il progresso della scienza e della tecnologia sarà tra le mie priorità più alte.

Storicamente, il finanziamentto federale della ricerca di base – intrinsecamente a lungo termine e spesso condotta senza alcuna particolare applicazione in mente –  ha portato alla scoperta di nuove fondamentali conoscenze scientifiche e tecnologiche. Queste conoscenze e queste tecnologie hanno trasformato, grazie alla forza dell’innovazione, interi settori industriali, hanno alimentato la crescita economica e creato posti di lavoro molto remunerativi.

Le idee dei candidati USA su scienza e ricerca
Scott Olson/Getty Images

Condivido le preoccupazioni della comunità scientifica e tecnologica, tra cui molti operatori del settore manifatturiero, che gli Stati Uniti stiano investendo poco in ricerca. Il finanziamento federale alla ricerca di base è pari a meno dell’uno per cento della spesa federale annuale, ma è un investimento che paga grandi dividendi.

Credo che sia essenziale rafforzare la nostra capacità di ricerca con il finanziamento dei giovani ricercatori di talento, studiando modi per dare la priorità ai progetti “ad alto rischio e alto rendimento”, che hanno il potenziale di trasformare interi campi, e per  potenziare i partenariati fra governi, università e settore privato.

Donald Trump: La premessa di questa domanda è indubbiamente corretta: i progressi scientifici richiedono investimenti a lungo termine. Questo è il motivo per cui dobbiamo avere programmi come un programma spaziale in salute e una ricerca istituzionale che serva da incubatore per l’innovazione e il progresso della scienza e della tecnologia in molti settori.

Dobbiamo anche riunire le parti interessate ed esaminare quali dovrebbero essere le priorità per la nazione. La conservazione delle risorse e l’identificazione dei modi per alimentare il mondo richiede il nostro forte impegno, così come gli investimenti necessari a rendere il mondo un luogo più sano. Un Presidente e un’amministrazione che mirino a un’America più grande e migliore potranno servire meglio la nazione.

CAMBIAMENTO CLIMATICO
Il clima della Terra sta cambiando e i politici sono in disaccordo sia sulla scienza sia  su quale debba essere la risposta migliore. Quali sono i vostri punti di vista sui cambiamenti climatici, e come intendete far intervenire l’amministrazione a questo proposito?

Hillary Clinton: Quando si parla di cambiamenti climatici, la scienza è cristallina. Il cambiamento climatico è una minaccia urgente e una sfida che definisce il nostro tempo, e le sue conseguenze si fanno già sentire sia a livello nazionale che in tutto il mondo. Ecco perché, come Presidente, lavorerò a livello nazionale e internazionale per garantire che nei prossimi anni si prosegua sulla linea dei recenti progressi e si continui a tagliare l’inquinamento da gas serra, come la scienza ha chiaramente detto che dobbiamo fare.

Intendo stabilire tre obiettivi da raggiungere entro dieci anni dall’insediamento, che renderanno l’America la superpotenza dell’energia pulita del XXI secolo:
– produrre metà della nostra energia elettrica da fonti pulite, con mezzo miliardo di pannelli solari installati entro la fine del mio primo mandato.
– tagliare di un terzo gli sprechi energetici nelle case, nelle scuole, negli ospedali e negli uffici e rendere l’industria manifatturiera americana la più pulita ed efficiente al mondo.
– ridurre di un terzo il consumo americano di petrolio grazie a combustibili più puliti e ad automobili, caldaie, navi e camion più efficienti.

Per arrivarci, la mia amministrazione attuerà e svilupperà quella gamma di standard di inquinamento e di efficienza e di incentivi fiscali a favore delle energie pulite che hanno reso gli Stati Uniti un leader globale nella lotta contro i cambiamenti climatici. Questi standard sono essenziali anche per la tutela della salute dei nostri figli, per far risparmiare alle famiglie e alle aziende americane miliardi di dollari in costi energetici, e per la creazione di migliaia di posti di lavori ben pagati.

Le idee dei candidati USA su scienza e ricerca
Simulatore di uragani alla Rosenstiel School for Marine and Atmospheric Science dell’Università di Miami (Joe Raedle/Getty Images)

Questi standard devono avere basi concrete e non essere campati per aria. Come Presidente, lancerò  un programma Clean Energy Challenge da 60 miliardi di dollari per sostenere la collaborazione con quegli stati, città e comunità rurali in tutto il paese che sono pronti a prendere l’iniziativa in materia di energia pulita ed efficienza energetica, dando loro la flessibilità, gli strumenti e le risorse di cui hanno bisogno per avere successo.

Donald Trump: C’è ancora molto da studiare nel campo del “cambiamento climatico”. Forse il modo migliore di usare le nostre limitate risorse finanziarie dovrebbe essere quello di preoccuparci che ogni persona nel mondo disponga di acqua potabile. Forse dovremmo concentrarci sull’eradicazione di malattie che, come la malaria, continuano ad affliggere il mondo.

Forse dovremmo concentrarci su sforzi per aumentare la produzione di cibo così da tenere il passo con una popolazione mondiale in continua crescita. Forse dovremmo concentrarci sullo sviluppo di fonti di energia che riducano la dipendenza dai combustibili fossili. Dobbiamo decidere quale sia il modo migliore di procedere per rendere la vita migliore, più sicura e più prospera.

BIODIVERSITA’
La diversità biologica fornisce cibo, fibre, medicine, acqua pulita e molti altri prodotti e servizi sui cui facciamo affidamento ogni giorno. Gli scienziati stanno scoprendo che la varietà e la variabilità della vita stanno diminuendo a un ritmo allarmante a causa delle attività umane. Quali misure intende prendere per proteggere la diversità biologica?

Hillary Clinton: La conservazione della biodiversità è essenziale per mantenere la nostra qualità della vita. I terreni sani forniscono la base per la produttività agricola e contribuiscono ad assorbire il carbonio; le zone umide assorbono le acque alluvionali e le sostanze inquinanti e proteggono le nostre comunità; le foreste filtrano la nostra acqua e la mantengono pulita; le api e gli altri impollinatori sono essenziali per il nostro approvvigionamento alimentare; e le barriere coralline e le paludi costiere sono vivai per le nostre attività di pesca.

Anche se abbiamo fatto notevoli progressi nella protezione del nostro ambiente e nella conservazione delle risorse naturali, i cambiamenti climatici, l’inquinamento, la distruzione degli habitat, le pratiche di gestione insostenibili, l’introduzione di specie infestanti e altri fattori rappresentano una seria minaccia per la biodiversità e il nostro modo di vivere.

Abbiamo bisogno di collaborare in tutti i settori e a tutti i livelli per conservare le nostre risorse naturali e mantenere la vitalità dei nostri ecosistemi. Credo che, per esempio, dovremmo fare di più per rallentare e invertire il declino delle specie selvatiche a rischio prima che arrivino sull’orlo dell’estinzione.

Ecco perché lavorerò per raddoppiare il programma State and Tribal Wildlife Grants  per aiutare gli stati, le nazioni tribali, e le comunità locali a conservare prioritariamente la fauna selvatica prima che siano minacciate o in pericolo.

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Già l’amministrazione Obama ha previsto misure per la protezione delle popolazioni delle api. (Joe Raedle/Getty Images)

Il centenario del varo del nostro sistema di parchi nazionali è anche l’occasione per rivitalizzare l’orgoglio americano per le sue tradizioni di conservazione del territorio e della fauna selvatica. Io istituirò un American Parks Trust Fund per aumentare e modernizzare il modo in cui proteggiamo e accresciamo i nostri tesori naturali, e per proteggere meglio gli habitat della fauna selvatica in tutto il paese.

A livello internazionale, abbiamo bisogno di una maggiore cooperazione per affrontare la biodiversità in declino. La mia amministrazione lavorerà in collaborazione con le altre nazioni per far progredire la scienza della biodiversità, e la nostra comprensione delle cause della perdita di biodiversità, e per agire per ridurla.

Condivideremo le informazioni sui nostri successi nella conservazione, fra l’altro, dei nostri parchi nazionali e dei sistemi di santuari per la fauna selvatica, e delle riserve marine, in modo da aiutare le altre nazioni che lavorano per proteggere le loro risorse naturali e la conservazione della biodiversità. E collaboreremo per porre fine al traffico di fauna selvatica e alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, che minaccia i nostri oceani.

Donald Trump: Per troppo tempo, i presidenti e il ramo esecutivo del nostro Governo federale hanno continuato a espandere il loro raggio d’azione e il loro impatto. Oggi, abbiamo agenzie piene di funzionari non eletti che hanno scritto regole e regolamenti utili a interessi particolari e che minano il concetto fondamentale del nostro sistema di governo che dovrebbe rispondere alle persone. I nostri rappresentanti eletti hanno fatto poco per sostenere il loro giuramento e hanno abrogato le proprie responsabilità.

Quando si verificano queste circostanze, c’è uno squilibrio che premia interessi particolari e punisce le persone che dovrebbero beneficiare maggiormente della protezione delle specie e degli habitat negli Stati Uniti. In una amministrazione Trump, la gestione delle nostre terre pubbliche sarà condivisa, consentendo ai governi statali e locali di proteggere la nostra fauna selvatica.

Le leggi che fanno pendere la bilancia in favore di interessi particolari devono essere modificate per tener conto delle esigenze della società, con la conservazione delle nostre preziose risorse biologiche. La mia amministrazione cambierà questo equilibrio, portando allo stesso tavolo tutte le parti interessate. Così da stabilire quale sia l’approccio migliore per cercare e definire un equilibrio.

ENERGIA
La gestione strategica del portfolio energetico degli Stati Uniti può avere notevoli effetti sulla politica economica, su quella ambientale e sulla politica estera. Come vede il panorama energetico, che è in continua evoluzione, nei prossimi 4-8 anni? Se sarà Presidente, quale sarà la sua strategia energetica?

Hillary Clinton: Il prossimo decennio sarà fondamentale per affrontare la sfida del clima, ma offrirà anche una grande opportunità per garantire agli Stati Uniti il ruolo di superpotenza a energia pulita del XXI secolo. Rifiuto l’idea che il nostro Paese sia costretto a scegliere tra economia, ambiente e sicurezza. La verità è che con una politica energetica intelligente possiamo sviluppare tutti e tre i settori contemporaneamente.

I principali obiettivi che ci porremo, che inizieremo a perseguire fin dal primo giorno e intendiamo raggiungere entro dieci anni dall’insediamento sono i seguenti:
– generare metà della nostra energia elettrica da fonti pulite, con mezzo miliardo di pannelli solari installati entro la fine del mio primo mandato
– tagliare di un terzo gli sprechi di energia nelle case, nelle scuole, negli ospedali e negli uffici degli Stati Uniti e rendere le manifatture del Paese le più pulite e più efficienti del mondo
– ridurre il consumo di petrolio di un terzo utilizzando combustibili più puliti e automobili, mezzi pesanti caldaie, navi e più efficienti.

Il mio piano continuerà l’impegno che il presidente Obama ha preso alla Conferenza sul clima di Parigi, facendo approvare dal Congresso una nuova normativa, superando l’opposizione dei negazionisti del clima. Essa comprenderà:
– difendere, implementare ed estendere normative intelligenti contro l’inquinamento e in favore dell’efficienza energetica, tra cui un Piano per l’energia pulita per automobili, mezzi pesanti e apparecchiature varie che sta già contribuendo ad aver un’aria più pulita, facendo risparmiare le famiglie e contrastando il cambiamento climatico
– lanciare un Piano per l’energia pulita da 60 miliardi di dollari che coinvolga gli Stati, le città e le comunità rurali per tagliare le emissioni di carbonio e per incrementare l’uso di energia pulita, anche per le famiglie a basso reddito
– investire nelle infrastrutture per l’innovazione, la produzione dell’energia pulita, sviluppando la forza lavoro necessaria al settore, per rendere l’economia degli Stati Uniti più competitiva, creando posti di lavoro ben retribuiti e opportunità di carriera
– garantire che l’attuale produzione di combustibili fossili sia sicura e responsabile e che le aree troppo sensibili vengano escluse dalla produzione di energia
– riformare le concessioni ed espandere la produzione di energia pulita su terreni e acque pubblici di dieci volte entro un decennio
– tagliare i miliardi di sgravi fiscali di cui hanno goduto compagnie petrolifere e del gas per troppo tempo e investire in energia pulita
– tagliare le emissioni di metano e implementare standard restrittivi per la riduzione delle perdite accidentali di gas sia per le fonti nuove sia per quelle esistenti
– rivitalizzare le comunità del carbone, sostenendo le priorità definite a livello locale per renderle un motore della crescita economica degli Stati Uniti nel XXI secolo, così come lo sono state per generazioni.

Donald Trump: Dovrebbe essere l’obiettivo del popolo americano e del suo governo raggiungere l’indipendenza energetica nel più breve tempo possibile. Indipendenza energetica significa esplorare e sviluppare ogni possibile fonte di energia: eolica, solare, nucleare e biocombustibili.

Un sistema di mercato fiorente permetterà ai consumatori di determinare le migliori fonti di energia per il fabbisogno del futuro. Inoltre, con Stati Uniti, Canada e Messico principali produttori di energia del mondo, vivremo in un mondo più sicuro, più produttivo e più prospero.

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Un’immagine storica della centrale statunitense di Three Miles Island, dove nel 1976 avvenne il primo grande incidente nucleare del dopoguerra (AFP/AFP/Getty Images)

ENERGIA NUCLEARE
L’energia nucleare può soddisfare la domanda di energia elettrica senza produrre gas serra, ma desta preoccupazione per l’ambiente e la sicurezza nazionale. Qual è il suo piano per l’utilizzo, l’espansione o la graduale eliminazione del nucleare, e quali misure intende prendere per monitorare, gestire e proteggere materiali nucleari per esempio il loro ciclo di vita?

Hillary Clinton: Affrontare la sfida del clima è troppo importante per limitare gli strumenti disponibili. L’energia nucleare, che rappresenta oltre il 60 per cento della nostra produzione di energia a carbonio zero, è uno di quegli strumenti.

Lavorerò per garantire che i benefici per il clima delle nostre centrali nucleari esistenti che possono operare in sicurezza siano adeguatamente valutati e aumenterò li investimenti in ricerca, sviluppo e diffusione del nucleare avanzato.

Allo stesso tempo, dobbiamo continuare a investire nella sicurezza dei nostri materiali nucleari, e migliorare il coordinamento tra autorità federali, statali e locali.

Dobbiamo anche cercare di ridurre la quantità di materiale nucleare in tutto il mondo, lavorando con altri paesi, in modo minimizzare l’uso nei programmi nucleari civili di materiale che potrebbe essere utilizzato per fabbricare ordigni.

Donald Trump: L’energia nucleare è una fonte energetica preziosa e dovrebbe essere parte di un programma per fornire energia al nostro paese ancora a lungo in futuro. Possiamo rendere l’energia nucleare più sicura, e i suoi risultati sono straordinari dato l’investimento che dovremmo fare. L’energia nucleare deve essere parte integrante dell’indipendenza energetica dell’America.

SFIDE GLOBALI
Oggi viviamo in un’economia globale. In cui una popolazione già numerosa cresce sempre di più. Questi fattori pongono enormi sfide di carattere economico, ambientale e di salute pubblica. In che modo la sua amministrazione bilancerebbe gli interessi nazionali con la cooperazione internazionale nell’affrontare minacce come le pandemie e il cambiamento climatico, che travalicano i confini nazionali?

Hillary Clinton: molte delle sfide più grandi e più dure sfide che il nostro paese ha di fronte si estendono al di là dei nostri confini e possono quindi essere affrontate solo con soluzioni globali. Il cambiamento climatico è un caso esemplare.

Ed è per questo che come segretario di stato ho dato molta importanza alla politica climatica nella nostra diplomazia, nominando il primo inviato speciale del nostro paese per i cambiamenti climatici, rendendo la politica climatica una parte fondamentale del nostro più ampio rapporto con la Cina e in altri paesi chiave, e contribuendo a creare e promuovere la Coalizione globale sul clima e sull’aria pulita, per ridurre il grave inquinamento che, pur non contenendo carbonio, ha influenza sul clima.

Gli Stati Uniti sono l’economia più grande e più potente del mondo, il secondo più grande emettitore di gas serra attuale e il più grande emettitore storico: per questo hanno la responsabilità di guidare la risposta globale al problema climatico. Facendo notevoli progressi per ridurre le emissioni di gas serra sul territorio nazionale, il presidente Obama è riuscito a convincere altri importanti produttori di emissioni, tra cui Cina e India, a fare altrettanto.

Questo duplice processo, in cui i cambiamenti di politica interna contribuiscono a stimolare l’azione internazionale, ha portato allo storico accordo sul clima di Parigi tra 195 nazioni, il primo della storia in cui ogni paese ha accettato di essere parte della soluzione ai cambiamenti climatici.

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Il presidente degli Stati Uniti Obama con il presidente cinese Xi Jinxing durante un colloquio bilaterale nel corso del Summit sul clima di Parigi del 2015 (JIM WATSON/AFP/Getty Images)

L’accordo di Parigi è cruciale, ma da solo non basta. Per mantenere il riscaldamento globale al di sotto della soglia di due gradi centigradi ed evitare le peggiori conseguenze del cambiamento climatico, abbiamo bisogno di tagliare le emissioni di almeno l’80 per cento rispetto ai livelli del 2005 entro la metà del secolo. Per arrivarci, avremo bisogno di lavorare costantemente per migliorare gli obiettivi fissati a Parigi, negli Stati Uniti e in tutto il mondo.

È per questo che dobbiamo collaborare per sostenere gli investimenti sull’energia pulita nelle economie emergenti, per aiutare le nazioni in via di sviluppo a resistere agli impatti climatici che non possono essere evitati, e per continuare a incentivare l’innovazione sull’energia pulita a livello nazionale.

Continueremo a lavorare su una base bilaterale e multilaterale con i nostri partner, con i principali paesi come la Cina e con la Convenzine quadro sul clima delle Nazioni Unite (UNFCCC) per proteggere la nostra nazione, il nostro pianeta e il futuro dei nostri figli.

Quando abbiamo a che fare con lo scoppio di un’epidemia, dobbiamo essere sicuri di agire con cautela, e fare affidamento sulle conoscenze scientifiche per prendere decisioni razionali per gli scambi commerciali, i viaggi e il trattamento della malattia in questione. Abbiamo il privilegio di vivere in un paese che persone di tutto il mondo aspirano a visitare e in cui molti vogliono emigrare.

E’ nell’interesse nazionale pensare oltre i nostri confini, e attraverso la nostra leadership, fare tutto il possibile per promuovere la pace, la salute e la sicurezza in tutto il mondo. Negli Stati Uniti, abbiamo bisogno di uscire da un sistema di salute pubblica che è obbligato a fare affidamento su stanziamenti di emergenza nel caso di epidemie.

Possiamo farlo con la creazione di un fondo dedicato di risposta rapida per sostenere le nostre difese, accelerare lo sviluppo di vaccini e di nuove terapie, e per rispondere più efficacemente alle crisi. Intendiamo anche creare una strategia per la salute globale completa che vada al di là del modello emergenziale “malattia per malattia”, cercando di costruire un sistema di salute globale solido, in grado di rispondere rapidamente e di porre termine alle pandemie.

Donald Trump: Il nostro migliore impulso alla soluzione dei problemi globali è quello di assicurarsi che gli Stati Uniti siano sulla giusta strada dal punto di vista economico. Negli ultimi dieci anni, la crescita del nostro prodotto interno lordo non ha fornito le risorse adeguate per risolvere i problemi della nostra infrastruttura, per ricapitalizzare il settore militare, per investire nel nostro sistema di istruzione né per assicurarci l’indipendenza energetica.

Non possiamo assumere il ruolo di guida mondiale se non siamo in grado di prenderci cura di noi stessi. Questo significa che dobbiamo fare in modo di raggiungere i nostri obiettivi di riforma del fisco, del commercio e dell’immigrazione e raggiungere l’indipendenza energetica. Un’America prospera è un partner migliore per affrontare i problemi globali che interessano questa nazione, raggiungendo gli obiettivi nazionali.

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Juno, una delle ultime missioni di esplorazione del sistema solare della NASA, in un rappresentazione artistica (Cortesia NASA)

SPAZIO
E’ in corso un dibattito politico sull’approccio degli Stati Uniti in tema di esplorazione e sfruttamento dello spazio. Quali dovrebbero essere gli obiettivi nazionali per l’esplorazione dello spazio e per l’osservazione della Terra dallo spazio, e quali misure prenderebbe la sua amministrazione per raggiungerli?

Hillary Clinton: la sfida lanciata dal presidente Kennedy nel 1962 di raggiungere la Luna entro un decennio elettrizzò la nazione, determinando un lungo periodo di leadership statunitense nel campo della scienza e della tecnologia e stimolando una generazione di innovatori.

Nei decenni successivi, abbiamo esplorato il Sole e ogni pianeta del sistema solare; mappato la superficie e studiato l’atmosfera di Marte, confermando la presenza di acqua sul Pianeta Rosso; scoperto nuovi sistemi planetari con pianeti simili alla Terra; mappato la distribuzione delle galassie nell’universo; osservate i buchi neri; scoperto la materia oscura e l’energia oscura; realizzato programmi per monitorare il nostro strato di ozono e l’impatto catastrofico del cambiamento climatico globale; abbiamo individuato e mappato gli asteroidi vicini alla Terra come primo passo per proteggere il nostro pianeta da un possibile catastrofico impatto.

La Stazione Spaziale Internazionale si candida a essere il più grande e complesso progetto tecnologico internazionale della storia ed è stato cruciale per comprendere la risposta del corpo umano a lunghi periodi in assenza di gravità. E negli ultimi anni, sono nate nuove società che promettono approcci innovativi al trasporto di merci e di esseri umani nello spazio.

Gli americani hanno sempre avuto l’attitudine a pensare in grande, a prendere dei rischi e spingersi in avanti. Questi sono i pilastri che continueranno a sostenere ciò che l’America fa nello spazio, proprio come definiscono ciò che siamo come popolo.

Se diventerò Presidente, la mia amministrazione si baserà su questi progressi, promuovendo l’innovazione e i progetti spaziali ambiziosi, realizzabili ed economicamente convenienti.

Dobbiamo mantenere la leadership della nostra nazione nello spazio con un programma in grado di bilanciare scienza, tecnologia ed esplorazione; proteggere la nostra sicurezza e il futuro del pianeta attraverso la collaborazione internazionale e il monitoraggio dei sistemi terrestri; espandere la presenza dei nostri robot nel sistema solare; massimizzare l’impatto del nostro settore di ricerca e sviluppo e di altri investimenti in programmi spaziali, promuovendo un maggiore coordinamento tra agenzie federali e la cooperazione con l’industria.

Lavorerò con il Congresso per garantire che la NASA abbia la leadership, i fondi e la flessibilità operativa necessaria per lavorare in modo nuovo con l’industria, ponendo l’accento sull’invenzione e sull’impiego di nuove tecnologie di maggiore efficienza che diano impulso agli affari e alla creazione di posti di lavoro, facendo crescere l’economia statunitense.

Oggi, grazie a una serie di successi nel campo dell’esplorazione robotica, sappiamo molte cose sul Pianeta Rosso. Un obiettivo della mia amministrazione sarà quello di espandere questa conoscenza ancora di più e di far progredire le nostre competenze, per rendere l’esplorazione umana di Marte una realtà.

Quand’ero bambina, ero così ispirata dalla leadership e dai risultati ottenuti in campo spaziale che scrissi alla NASA per diventare astronauta. Come presidente, voglio contribuire a ispirare la prossima generazione e farò ciò che posso per assicurare agli Stati Uniti il programma spaziale più emozionante e avanzato del mondo, tale da soddisfare le nostre più alte aspirazioni umane in un mondo dove il cielo non è più il limite.

Donald Trump: L’esplorazione dello spazio ha dato all’America un’incredibile capacità scientifica e ingegneristica. Un programma spaziale forte incoraggerà i nostri figli a cercare risultati scolastici in campo scientifico e tecnologico e porterà milioni di posti di lavoro e migliaia di miliardi di dollari di investimenti in questo paese.

Gli effetti a cascata di un vivace programma spaziale sono infiniti e possono avere un impatto positivo e costruttivo sull’orgoglio nazionale e sul governo di questo paese. L’osservazione dallo spazio e l’esplorazione oltre lo spazio vicino dovrebbero essere delle priorità.

Dovremmo anche cercare partner a livello mondiale, perché lo spazio non è di proprietà esclusiva degli Stati Uniti. Tutta l’umanità beneficia del raggiungimento delle stelle.

(La versione originale di questo articolo è apparsa su www.scientificamerican.com il 13 settembre 2016.) 

Sorgente: Le idee dei candidati USA su scienza e ricerca – Le Scienze

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