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Il numero degli italiani emigrati all’estero supera quello degli immigrati residenti in Italia.

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Per la prima volta dopo tanti anni, il numero degli italiani emigrati all’estero supera quello degli immigrati residenti in Italia. Quelli sul “sorpasso” sono solo alcuni dei tanti dati che troviamo nel nuovo Dossier Statistico Immigrazione 2016, uscito solo qualche giorno fa (https://goo.gl/iNyVVw).

Come scrive Sergio Bontempelli in un post che condividiamo qui sotto, i dati del dossier ci restituiscono il quadro di una nazione in larga parte “diasporica”, fatta di emigrati, immigrati, ex migranti, figli o nipoti di migranti: un’Italia immersa da sempre nella circolazione globale di idee e persone, i cui “confini” sono di difficile definizione e certamente vanno al di là delle sue “frontiere” amministrative.

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In Italia vivono stabilmente cinque milioni di stranieri: molti di loro, residenti da più di cinque anni, sono ormai di fatto nostri concittadini, perché contribuiscono alla vita sociale, economica e culturale del nostro paese.

Più di un milione di italiani hanno “origini straniere”, cioè hanno acquisito la cittadinanza dopo un lungo soggiorno nel nostro paese.

Più di 800mila “stranieri” sono in realtà nati e cresciuti in Italia: non sono italiani solo per una legge ingiusta e stupida, che impone ai bambini la cittadinanza dei genitori.

Tutto questo significa che, nel nostro paese, una persona su dieci ha, come si dice in gergo, un “background migratorio”: è nata o vive stabilmente qui, è italiana di fatto o di diritto, ma la sua presenza nel nostro paese ha a che fare più o meno direttamente con i flussi migratori dell’ultimo trentennio.

A questo potremmo aggiungere i cinque milioni di cittadini “nativi” che sono emigrati all’estero, e che vivono stabilmente in un altro paese (per non parlare dei 60 milioni di italo-discendenti sparsi nel mondo, eredi delle “grandi migrazioni” otto-novecentesche).

I dati del Dossier Immigrazione 2016 dell’IDOS ci restituiscono il quadro di una nazione in larga parte “diasporica”, fatta di emigrati, immigrati, ex migranti, figli o nipoti di migranti: un’Italia immersa da sempre nella circolazione globale di idee e persone, i cui “confini” sono di difficile definizione (e certamente vanno al di là delle “frontiere” amministrative dello Stivale).

In questo quadro, i 160mila profughi giunti via mare e accolti dal nostro paese sono, davvero, un piccolo tassello in un mosaico ben più ampio: solo un immaginario neo-nazionalista può dipingerli come una “insostenibile marea”…

 

Sorgente:  WOTS Magazine

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