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Fascisti contro stranieri per salvare le donne? Non in mio nome! – Eretica – Al di là del Buco

Black Panter Women

abbattoimuri – Fascisti contro stranieri per salvare le donne? Non in mio nome! Eretica

Ogni volta che vedo un fascista che scende in piazza contro i migranti dicendo che lo fa per difendere le donne dai neri stupratori mi sento derubata, oppressa, usata, violentata.

Ogni volta che una fascista mi augura di veder stuprata figlia/mamma/sorella/varieEdeventuali mi si para dinanzi l’essenza fascio/sessista di chi in realtà se ne fotte delle donne ma le usa soltanto per galvanizzare la folla di ideologia razzista piena d’odio, di pregiudizio, non ultimo quello di genere.

Augurare lo stupro a qualcuno affinché capisca che il nero è brutto sporco e cattivo non solo è una cosa che fa schifo ma è anche un elemento rivelatore di quel che è lo stupro nella mentalità dei fascisti. Né più e né meno che un’arma di guerra. Un’arma che serve a convertire popoli ad altri dogmi fanatici.

Come quella volta in cui alcune compagne antiabortiste chiesero di fare domande ad un convegno e le fasciste urlarono che le femministe avrebbero dovuto essere stuprate per capire la lezione, perché loro sono tanto pro/life, naturalmente.

La cultura dello stupro espressa dai fascisti è fatta di pregiudizio nei confronti delle donne che non declinano la norma eterosessuale così come vogliono loro.

Non amano le lesbiche, non amano le donne autodeterminate, fanno crociate contro le compagne antifasciste, anche per loro vale l’augurio di stupro terapeutico, come quello che subì una ragazza in toscana, per mano, o per pene, di fascisti che rivendicarono la cosa perché lei era lesbica ed era anche visibile.

Di quegli stupri, della mentalità machista che regna nell’estrema destra ovviamente non parlano. Loro non parlano neppure della ragazzina stuprata da un gruppo di paesani con collusioni omertose fino alla mafia per coprire il fatto.

Non parlano del ragazzo di borgata italico e fascista che si scopre aver stuprato una straniera o del militare, patriota e tanto vicino alla destra, che quasi ammazza la ragazza che aveva stuprato.

afro-femministe

Non parlano delle decine di italiani che stuprano, ammazzano, percuotono le donne, le ex soprattutto, perché il fascismo se lo portano a letto, prevaricatori fino alla fine, però guai a pensare di vedere un vicino nero sullo stesso pianerottolo, perché lo straniero fa più paura dell’assassino bianco che sentiamo urlare tutti i giorni al piano di sopra mentre picchia moglie e figli.

Perciò quando un fascista o una fascista fanno le barricate per fermare donne, bambini, uomini, profughi che hanno diritto a ricevere solidarietà e umana empatia, tirando fuori la balla del nero stupratore, come già fece Mussolini e i nazisti con la loro propaganda di odio e di morte, io mi sento offesa, trafitta, abusata, violentata, sovradeterminata, come persona, come donna, come antifascista, antirazzista, antisessista.

Un fascista o una fascista non mi rappresentano e dunque qualunque sia la formula d’odio che stanno recitando per giustificare il loro razzismo non può essere pronunciata in mio nome. Non in mio nome.

Anzi: per quel che mi riguarda “fuori i fascisti dalle nostre vite, dalla nostra vista” perché quel che fanno è istigazione al razzismo, e l’istigazione a commettere atti di violenza, sulla base della convinzione che i bianchi sarebbero superiori ai neri, dovrebbe essere motivo per cui dovremmo temere innanzitutto loro, le loro ronde, la loro miscela di odio e ignoranza.

Io ho paura di loro. Di tutti loro. Non dei profughi.

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Di alcuni antirazzisti un po’ sessisti

Sorgente: Fascisti contro stranieri per salvare le donne? Non in mio nome! – Al di là del Buco

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