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Accadde oggi: Muore assassinato Pier Paolo Pasolini – L’Indro

lindro.it – Accadde oggi – Muore assassinato Pier Paolo Pasolini. Il 2 novembre 1975 su una spiaggia di Ostia viene ritrovato il corpo sfigurato di Pier Paolo Pasolini.

Il 2 novembre 1975 su una spiaggia di Ostia viene ritrovato il corpo di Pier Paolo Pasolini.

Poche ore dopo viene annunciato l’arresto del suo assassino. È il diciassettenne Giuseppe Pelosi, detto ‘Pino la rana’, che confessa di averlo ucciso dopo un litigio e di averlo poi investito casualmente con l’automobile mentre fuggiva in preda al panico. Muore così uno dei protagonisti assoluti della cultura del Novecento italiano.Scrittore, poeta, critico, sceneggiatore e regista cinematografico, Pier Paolo Pasolini nasce a Bologna nel 1922. Il padre Carlo Alberto Pasolini è ufficiale di fanteria, mentre la madre, Susanna Colussi, è una maestra elementare. Il piccolo Pier Paolo trascorre l’infanzia e la prima giovinezza girovagando al seguito del padre, ufficiale di carriera.

Se ne va prima a Parma, quindi a Belluno, Conegliano, Cremona e Reggio Emilia, anche se il luogo che ama di più è Casarsa, la cittadina friulana dove è nata sua madre. Il rapporto con il padre non è facile e il giovane sviluppa un attaccamento fortissimo nei confronti della madre.

Terminato il liceo, nel 1939, s’iscrive alla Facoltà di Lettere dell’Università di Bologna, e nel 1942 pubblica a proprie spese, ‘Poesie a Casarsa’, una raccolta di composizioni poetiche in dialetto friulano. In quell’anno il padre cade prigioniero degli inglesi in Africa. Chiamato alle armi, il giovane figlio dell’ufficiale Pasolini non ci resta per molto.

L’8 settembre 1943 butta la divisa e torna a Casarsa dalla madre. Gli ultimi anni della guerra e i primi dopo la liberazione sono tragici, e segnati dalla morte del fratello minore, partigiano.

Alla fine degli anni Quaranta, dopo un periodo d’insegnamento nella scuola media di Valvasone, viene sospeso dall’incarico perché omosessuale. Per tentare di ricominciare se ne va, con la madre, a Roma, dove riesce a sbarcare il lunario insegnando in una scuola privata a Ciampino.

Nella capitale vedono la luceRagazzi di vita‘ e ‘Una vita violenta due fra i suoi romanzi più importanti. Vede la luce anche Le ceneri di Gramsci, un’opera poetica che gli vale il Premio Viareggio del 1957. La letteratura, però, non è sufficiente a mantenerlo. Per arrotondare le scarse entrate inizia a lavorare anche come sceneggiatore cinematografico.

Tra il 1957 e il 1961 sono undici le sceneggiature firmate da Pasolini, che considera cinema e scrittura due forme espressive strettamente complementari e non alternative.

Fa il suo esordio come regista nel 1961 con il film Accattone‘, con il quale porta sul grande schermo il suo interesse e la sua simpatia per le fasce più marginali del sottoproletariato romano. Negli anni della contestazione, la sua posizione dissente sia dai palazzi del potere che dai nuovi oppositori, ai quali attribuisce il tentativo di omologare l’intero tessuto sociale dell’Italia al modello piccolo-borghese, spazzando via i valori dell’Italia precapitalistica e contadina.

Accusa i contestatori del Sessantotto di essere i portatori di un nuovo potere e, negli anni successivi, critica aspramente ilconformismo di sinistra‘.

Le modalità del suo assassinio così come sono state diffuse non convincono. Non tutti credono alla versione raccontata dal ragazzo e molti amici dell’intellettuale scomparso sosterranno negli anni successivi la tesi di un vero proprio agguato premeditato ed eseguito da un gruppo numeroso. Sergio Citti, regista attore e amico di Pasolini, dichiara pubblicamente che

«…Quella notte Pelosi era insieme ad altre quattro persone e quelle persone erano lì per uccidere Pier Paolo… No, non fu un incidente, una lite: Pier Paolo fu giustiziato. Qualcuno aveva deciso che Pasolini dovesse morire…». L’ipotesi viene ripresa più volte nel corso degli anni e argomentata anche da inchieste giornalistiche.

Nessuna delle ricostruzioni riesce, però, a far riaprire le indagini, finché nel 2005 è lo stesso Pino Pelosi annunciare in un seguitissimo programma televisivo: «Non sono io l’assassino di Pasolini, ma tre uomini sui 45 anni, dal forte accento siciliano, scesi da una 1500 Fiat targata Catania, che lo assalirono gridandogli ‘Fetuso, arruso, sporco comunista’ e minacciando di uccidere i miei genitori se non avessi taciuto su ciò che avevo visto quella notte».

Sorgente: Muore assassinato Pier Paolo Pasolini – L’Indro

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