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Tutti i guai di Statuto e la maxi-svalutazione su Veneto Banca – Il Sole 24 ORE

Ha battuto sul filo di lana, non più tardi di quest’estate, i ricchi compratori arabi aggiudicandosi per oltre 52 milioni il prestigioso super hotel San Domenico di Taormina. Ma mentre inanellava un altro palmares della sua collezione di mega-hotel (suoi tra gli altri sono il Four Seasons e il Mandarin di Milano) Giuseppe Statuto, come ha rivelato il Corriere della Sera, non pagava da tempo le rate del mutuo milionario dell’altro suo hotel di pregio , il Danieli di Venezia. L’immobiliarista casertano se con una mano continuava quindi a fare incetta di immobili di pregio (finanziati dalle banche ) con l’altra non onorava, pur sollecitato da tempo, i debiti con altre banche che hanno finanziato l’acquisto.

Ora sul Danieli è scattato il pignoramento. Ma quello del Danieli è solo l’ultimo inciampo per Giuseppe Statuto. L’immobiliarista ha dovuto svalutare pesantemente nel bilancio del 2015 della sua Statuto Lux Holding Re le azioni di Veneto Banca. Già l’immobiliarista era uno dei grandi soci-clienti della banca di Montebelluna.All’ultima assemblea della banca, quella post-azzeramento delle azioni dell’istituto, Statuto risultava possedere 398mila azioni della banca per un controvalore di quasi 16 milioni di euro. Quelle azioni si sono evaporate e hanno comportato la maxi-svalutazione nell’ultimo bilancio disponibile della sua holding che controlla l’intera galassia societaria del gruppo immobiliare. Statuto non era un cliente-socio qualsiasi per la banca.

Il suo nome compare a più riprese nei documenti degli inquirenti della Procura di Roma che indagano su Montebelluna. Dall’ordinanza della Procura emerge il ruolo attivo di Statuto in quella giostra dei finanziamenti “baciati” tanto in voga nell’era Consoli. Finanziamenti concessi ad alcuni grandi clienti in cambio del loro aiuto a sottoscrivere azioni della banca negli ultimi aumenti di capitale, prima del dissesto che ha visto l’intervento del fondo Atlante. Gli inquirenti ricostruiscono i passaggi di quel rapporto incestuoso tra Statuto e la banca. In particolare è tracciata un’operazione baciata in occasione dell’aumento di capitale del 2014. A fine luglio del 2014 Veneto banca delibera un finanziamento per 5 milioni di euro a una controllata di Statuto, la Svim fashion srl. Quei soldi risalgono in pochi giorni lungo la catena societaria arrivano alla Statuto Lux e da lì ripartono con dei bonifici per lo stesso corrispettivo (i 5 milioni di prestito) ad acquistare il 4 agosto 136mila azioni di Veneto banca in occasione dell’aumento di capitale. Un prestito quindi del tutto fittizio atto solo a finanziare l’acquisto delle azioni della banca. Statuto compirà nuovi acquisti anche a fine 2014 e si ritrova alla fine con un pacchetto di titoli per un controvalore di quasi 16 milioni di euro.

Già ma qual è il tornaconto per l’immobiliarista andato in soccorso della banca? Lo ricostruisce ai magistrati lo stesso Statuto sentito dagli inquirenti a metà del 2015. L’esposizione dell’immobiliarista verso Veneto Banca arriva a valere 124 milioni, di cui 70 solo per un finanziamento ipotecario sulla Svim Fashion e altri 25 milioni cadauno su altre due controllate del gruppo, la Svim Matteotti e la Regent retail. Ecco il tornaconto per Giuseppe Statuto. Una marea di prestiti per le sue attività a fronte di quel sacrificio che gli costerà alla fine la svalutazione integrale dei suoi 16 milioni di euro investiti nelle azioni della banca di Montebelluna. Un sacrificio tutto sommato accettabile. C’è da chiedersi però che fine faranno quei prestiti concessi dalla banca visto che l’immobiliarista casertano ha mostrato di non essere in grado di pagare le rate per il Danieli di Venezia. Torneranno in banca o diventeranno nuove sofferenze per Veneto Banca?

Sorgente: Tutti i guai di Statuto e la maxi-svalutazione su Veneto Banca – Il Sole 24 ORE

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