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#Terremoto – Renzi su emergenza ricostruzione: “Ci vorrà tempo ma ce la faremo” – Rai News

Il Capo dello Stato Sergio Mattarella mercoledì sarà nelle zone colpite dal sisma. Intanto a Norcia – nonostante la terra continui a tremare – hanno riaperto alcuni esercizi commerciali. La gente: c’è voglia di tornare alla normalità. Prima conta dei danni: oltre tremila aziende agricole a rischio, danneggiata il 15% della realtà manifatturiera Tweet #Terremoto, Ingv: il suolo si è abbassato fino a 70 cm. Renzi: “Container entro Natale” #Terremoto – Arquata del Tronto, in volo col drone sulla devastazione Terremoto, edifici crollati e sfollati a Castelsantangelo sul Nera Terremoto, crolli e macerie a Visso Terremoto, tra gli sfollati di Camerino Terremoto, crolli e danni agli edifici nella zona rossa di Camerino Terremoto a Roma. Crepe su scala interna: evacuati 28 appartamenti Il terremoto alle 7,40: una ventina di feriti, 28mila gli sfollati #Terremoto, Cnr-Ingv: la deformazione del suolo si estende su un’area di 130 km quadrati Terremoto. Coldiretti: 3mila aziende agricole a rischio, 100mila animali 01 novembre 2016 “C’è un’emergenza della ricostruzione. Ci vorrà tempo e ce la faremo, non c’è la bacchetta magica. Ma lo faremo, anche se ci vorrà tanto tempo”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi in visita a Preci, uno dei luoghi colpito dal terremoto. Il premier poi ha aggiunto: “Nessuna deportazione, abbiamo messo a disposizione gli alberghi” e poi “l’obiettivo è studiare dei moduli” per permettere alle persone di restare vicino alle loro case. Subito dopo ha spiegato e rassicurato “ricostruiremo qui, meglio, come era e dove era. Noi siamo sollevati che non ci siano morti, ma è un mezzo miracolo: un terremoto 6.5 e’ il peggiore dai tempi dell’Irpinia”, ha sottolineato. Infine Renzi ha annunciato che tra giovedì e venerdì ci sarà il decreto legge: tutti insieme cercheremo di trovare delle soluzioni, coinvolgendo i sindaci”. Errani: “Entro 15 giorni verifiche nelle scuole” Lo ha detto il commissario alla ricostruzione, Vasco Errani, a margine di una riunione a Macerata con il capo della Protezione Civile Curcio e 40 sindaci delle aree interessate dal sisma. “Entro 15 giorni dovremo completare una verifica su tutte le scuole. Nei casi più semplici i sindaci potranno disporre lavori urgenti, se i danni sono maggiori verranno individuate soluzione provvisorie in accordo con l’Ufficio scolastico regionale. I Comuni – ha aggiunto – devono operare per aree, individuando soluzione omogenee”. Mattarella mercoledì nelle zone terremotate Un segno di vicinanza, di solidarietà alla popolazione. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha ridotto il programma della sua visita in Israele, mantenendo i soli impegni istituzionali, e mercoledì si recherà nelle zone colpite dal terremoto. La terra continua a tremare La terra intanto non smette di tremare. Questa mattina una forte scossa di terremoto, di magnitudo 4.8, è stata avvertita alle 8:56 tra Marche e Umbria. Il sisma si è sentito distintamente anche ad Ancona. ”La scossa di stamani è stata fortissima, il maresciallo dei carabinieri mi dice che ci sono stati altri crolli in paese, e si vede del fumo”. Così all’Ansa il sindaco di Ussita (Macerata) Marco Rinaldi, dopo il sisma registrato poco prima delle 9. ”E’ un calvario, non finisce mai”, aggiunge. ”Ieri sera sono sceso a Porto Recanati per incontrare i miei sfollati negli alberghi: la scossa me l’ha raccontata in diretta al telefono un allevatore. Ora cerco di andare su, ma le strade sono un disastro…”. Ed è continuato anche la scorsa notte lo sciame sismico successivo alle scosse – la più importante di magnitudo 6.5 alle 7.40 del 30 ottobre – che la scorsa settimana hanno devastato una parte dell’Italia centrale, in un’area compresa tra Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo. Le scosse della notte sono state di magnitudo compresa tra due e tre, e solo alcune hanno superato quest’ultima soglia; diverse sono state avvertite dalla gente. Anche oggi proseguono i soccorsi alle persone e le verifiche dei danni, ingentissimi in numerosi centri abitati del reatino, dei monti Sibillini, della conca amatriciana e della Valnerina. In assenza di un numero ufficiale di sfollati, risulta che i senza cassa nelle Marche sarebbero 25mila, quasi tutti concentrati (circa 21mila) nella provincia di Macerata. In Umbria invece gli sfollati sarebbero più di cinquemila (di cui 2.800 assistiti), in Abruzzo i ‘fuori casa’ 3.000, mentre nel Lazio i soli assistiti circa 800. Alcuni di loro saranno trasferiti in alberghi della costa adriatica, mentre è in fase avanzata l’allestimento di alcune tensostrutture nell’area di Norcia, dove troveranno temporaneo riparo alcune persone che ieri hanno protestato rifiutando il trasferimento nei centri marini. Ceriscioli in zone colpite, domani con Errani nel fermano Il Presidente della Marche Luca Ceriscioli sta effettuando un sopralluogo nella zona del maceratese per fare la conta dei danni. Mentre domani tornerà nel fermano con Vasco Errani, commissario per la ricostruzione. A Norcia riaprono i negozi A Norcia si cerca di tornare alla normalità: oltre al salumificio, che non ha mai chiuso, cominciano a riaprire altri esercizi commerciali anche se lontani dalla cinta muraria entro la quale non si può entrare se non per brevi visite accompagnati dai vigili del fuoco per recuperare medicinali, qualche indumento ed effetti personali di valore. Nella zona industriale funziona il distributore di benzina e l’annesso bar-tabacchi, a Serravalle è aperto un altro bar con a fianco una rivendita di salumi e formaggi, mentre a Cascia il supermercato locale vende i suoi prodotti anche se il pubblico non puo’ entrare nei locali accessibili solo al personale che provvede a prelevare i beni richiesti dai cittadini. Insomma, mentre le scosse continuano, la gente cerca di tornare alla normalità e, questa sera, si vedrà quanti utilizzeranno le tende messe a disposizione dalla Protezione civile. Certo, la paura non è finita e molti residenti in case non colpite dal sisma preferiscono dormire nelle automobili o nelle roulotte per timore che una nuova scossa possa colpire le loro abitazioni che fino ad ora sono rimaste illese. Entro oggi inoltre gli abitanti di Norcia rimasti nella cittadina avranno a disposizione dodici tende pneumatiche da 30-40 posti, due cucine e una grande tensostruttura con funzione di mensa come presidio di primo appoggio e assistenza. E’ quanto si apprende dal Dipartimento della Protezione civile che continua con grande rapidità ed efficienza ad assistere gli abitanti che, nonostante il forte freddo (nella notte si scende sotto zero), hanno deciso di rimanere in città. Per ora, anche se proseguono i lavori di allestimento, non c’è stata affluenza da parte degli abitanti, che hanno trascorso nelle auto e nelle poche roulotte la seconda notte dopo la drammatica scossa di domenica mattina. Guide escursioni, chiese su sentieri rase al suolo “La situazione è completamente compromessa. Le chiese, le chiesette che erano lungo i sentieri e rappresentavano delle tappe importanti per i turisti che guidavamo nei percorsi, sono praticamente rase al suolo o gravemente danneggiate. Mi riferisco alla zona di Norcia dove tali chiesette completavano le nostre passeggiate ed invece adesso non c’è quasi nulla”. A parlare è Leonardo Perrone, Coordinatore delle Guide Ambientali Escursionistiche delle Marche, che segnala in particolare il caso drammatico di Santa Maria del Pantano: la Chiesa, dell’anno Mille e con affreschi di valore,appare “quasi tutta distrutta” dalle immagini che gli hanno mandato alcuni colleghi. “Santa Maria in Pantano era il simbolo per le Guide Ambientali Escursionistiche. Era il sentiero dei mietitori, in uno scenario a dir poco spettacolare. La gente marchigiana – racconta – partiva la mattina di buon ora, passava sotto il Monte Vettore e scendeva nella piana di Castelluccio entrando così in Umbria. All’interno della Chiesa ci sono i bellissimi affreschi che ritraggono le Sibille Appenniniche. Spero che si riescano a salvare” . La piana di Castelluccio “era invece il sentiero che si percorreva in ogni stagione e adesso vederla ridotta in quelle condizioni, per noi guide e’ una ferita al cuore. Ora non c’è nulla da poter raccontare. Erano tutti sentieri ricchi di bellezze e monumenti praticamente rasi al suolo”. Di qui un appello: “è importante che venga ricostruito tutto. Dobbiamo ritrovare le chiesette del ‘400 e Santa Maria in Pantano. Altrimenti crollerà tutto l’indotto turistico”. Sindaco di Accumoli ordina evacuazione totale Il sindaco di Accumoli, Stefano Petrucci, ha ordinato l’evacuazione di tutto il territorio comunale per una “situazione di grave emergenza”, come si legge nell’ordinanza da lui firmata. Sono circa 80 Ottanta le persone che ancora resistono dopo la violenta scossa del 30 ottobre. Si tratta di allevatori, agricoltori e altri abitanti che non vogliono andare via, nonostante il quadro in paese e in alcune frazioni sia ormai critico. Nell’ordinanza del sindaco si legge che “esiste il pericolo di un diretto, ulteriore coinvolgimento della residua percentuale della cittadinanza nei crolli che potrebbero ancora verificarsi”. Fondi per allevatori verranno portati da 1 a 10 mln Secondo quanto riporta l’agenzia Ansa tra le misure stabilite durante l’incontro tra il ministro per l’agricoltura Martina e gli assessori regionali di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, ci sarebbe l’aumento della cifra stabilita per l’intervento a favore degli allevatori colpiti dal terremoto nelle quattro regioni, che verrebbe portato da 1 a 10 milioni di euro. Inoltre saranno raddoppiate le forniture di stalle temporanee per gli animali e di moduli abitativi (container). Cna: colpita 15% realtà manifatturiera “Il terremoto di domenica ha allargato l’area del ‘cratere’, ed ora, secondo prime valutazioni, il 15% della realtà manifatturiera è stata danneggiata”. Lo dice all’Agi il direttore della Cna Macerata, Luciano Ramadori. “Abbiamo un sistema produttivo – spiega – di 45.000 aziende, di cui molte sono piccole e medie imprese, su queste le scosse si sono abbattute con forza causando gravi danni. Inoltre, ed è questa la maggior preoccupazione, la popolazione sta andando verso il litorale il che rischia di creare una vera e propia migrazione di uomini con scomparsa di imprese”. Il nostro primo obiettivo – aggiunge Ramadori – “è il ripristino dei laboratori, la riapertura delle aziende in tutti i modi possibili per evitare che ai danni dei centri storici si aggiunga una scomparsa del tessuto produttivo che e’ stato il fulcro del sistema-Marche, per abbandono del territorio”. Per questo, spiega il direttore della Cna, “con i Sindaci, con la Regione, con il Governo dovremo lavorare per avere un progetto chiaro. Partiamo da un dato positivo: la Quadrilatero è rimasta intata, quindi uno snodo fondamentale per il trasferimento delle persone e delle merci è operativo. Ora si tratta di attivare le risorse, il credito, l’aiuto pratico per superare questo dramma. Come Cna chiediamo uno sforzo per impedire che questa area venga ‘desertificata’, noi porteremo il nostro aiuto agli imprenditori, staremo loro vicino, ma serve un progetto preciso e tempi definiti per la ripresa perchè il colpo è forte sia per il commercio che per l’agricoltura che per l’artigianato”.

Sorgente: #Terremoto – Renzi su emergenza ricostruzione: “Ci vorrà tempo ma ce la faremo” – Rai News

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