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Nuova forte scossa (4.7) alle 9:00 di stamattina. Il sindaco di Ussita: “Ci sono nuovi crolli” – La Stampa

Oltre cento replica nella notte. Renzi: «Container pronti entro Natale»

Proseguono senza sosta le scosse di terremoto tra Marche, Umbria e Lazio. L’ultima di magnitudo 4.7 si è registrata alle 8.56 in provincia di Macerata a una profondità di 10 chilometri. L’ epicentro è stato localizzato dagli strumenti dell’ Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia tra i comuni di Acquacanina, Fiastra e Bolognola, in provincia di Macerata.

Il sindaco di Ussita: “Altri crolli dopo la scossa”

«La scossa di stamani è stata fortissima, il maresciallo dei carabinieri mi dice che ci sono stati altri crolli in paese, e si vede del fumo» spiega il sindaco di Ussita (Macerata) Marco Rinaldi, dopo il sisma registrato poco prima delle 9. «È un calvario, non finisce mai», aggiunge. «Ieri sera sono sceso a Porto Recanati per incontrare i miei sfollati negli alberghi: la scossa me l’ha raccontata in diretta al telefono un allevatore. Ora cerco di andare su, ma le strade sono un disastro…».

 

Cento scosse nella notte

Oltre cento repliche si sono verificate nella notte nelle aree tra Rieti, Macerata, Perugia e Ascoli Piceno. Una scossa si è registrata anche in mare. La sala sismica dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha infatti registrato un movimento tellurico, di magnitudo 2.4 nel Mar Ionio settentrionale, alle 5,32, ad una profondità di 36 chilometri.

 

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Renzi: “Container prima di Natale”

Container in loco prima di Natale. Un nuovo decreto in 72 ore nel segno dell’accelerazione e della semplificazione. E, soprattutto, nel segno dell’ascolto dei cittadini. Il premier Matteo Renzi risponde così alla tragedia dei migliaia di sfollati dell’Italia Centrale e alla loro volontà di non lasciare le zone colpite dal sisma di domenica. Lo fa con un Cdm “atipico” – allargato al capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, al commissario per il sisma Vasco Errani e ai presidenti delle Regioni coinvolte – al termine del quale individua 4 fasi del post-sisma e assicura: «ricostruiremo tutto, chiese e attività. La chiesa di San Benedetto ritornerà».

 

Il nuovo decreto

Due le novità principali che giungono dal governo: quella di varare entro venerdì un nuovo decreto, che potrebbe confluire in quello già in Parlamento; e quella di mettere in campo container dove gli sfollati passeranno l’inverno. La soluzione delle tende è quindi esclusa. Ma, assicura il premier, la permanenza negli alberghi e nelle aree lontane da quelle natie non durerà che qualche settimana. «Se i cittadini dicono che vogliono andare in tenda diciamo che è un problema sotto Natale», spiega Renzi che, di fronte alla rabbia degli sfollati, precisa tuttavia un concetto: «Abbiamo scelto il massimo coinvolgimento: nessuno di noi immagina di calare dall’alto soluzioni».

 

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La ricostruzione in 4 fasi

Il post-sisma – spiega il premier – si comporrà di 4 fasi: una emergenziale, una intermedia che vedrà la dotazione dei container; una, nella primavera-estate, che vedrà la messa in campo delle casette, e una dedicata alla ricostruzione. Nella delibera del Cdm si prevede lo stanziamento, dal Fondo emergenze, di 40 milioni aggiuntivi ai 90 già messi in campo. Mentre nel decreto verrà predisposto un aumento del personale per i Comuni colpiti, un aumento degli addetti alle verifiche di agibilità degli edifici (le richieste sono 77 mila – senza contare l’ultimo evento sismico – a fronte, ad esempio, delle 72 mila arrivate dopo il terremoto de L’Aquila) e un incremento delle forze dell’ordine a presidio dei territori coinvolti. Tutti elementi con il quale il governo vuole rispondere «con un intervento straordinario ad un evento realmente straordinario», sottolinea il premier spiegando come al momento non sia chiaro il computo dei danni: «le risorse ci sono ma qui non raccontiamo barzellette, è un lavoro lungo da fare».

 

“Nessun problema con l’Europa”

E proprio sulle risorse, nel giorno in cui trapela l’insoddisfazione di Bruxelles per la risposta dell’Italia ai rilievi al documento programmatico di bilancio, Renzi torna ad escludere qualsiasi «braccio di ferro» con l’Europa. «Non c’è alcun problema, non ci sono trattative». Un solo appunto, almeno pubblicamente, sul metodo utilizzato da Bruxelles per far conoscere i suoi rilievi:«Non c’è un nome e cognome, c’è una fonte. È bellissimo». Su questo punto vuole essere chiaro: il governo considera l’eccezionalità non solo della crisi dei migranti e del terremoto ma anche degli adeguamenti anti-sismici necessari nelle scuole italiane presenti in tutto il territorio nazionale. «Con i bambini non si scherza» sottolinea il premier invitando i sindaci a spendere il necessario per mettere in sicurezza le scuole. Ed esplicando, anche con lo sguardo rivolto a Bruxelles, un concetto: «le risorse necessarie sono già stanziate nella legge di bilancio, dove c’è un ampio margine. Ma se serviranno ulteriori risorse le metteremo».

 

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La polemica del M5S

Risorse sulle quali il M5S fa notare come «i conti non tornino» mancando all’appello «due miliardi». Mentre Renato Brunetta sottolinea come la missione di Fi sarà «smontare e cancellare le marchette di Renzi e Padoan e destinare tutti i fondi necessari alle popolazioni colpite dal sisma». A testimonianza che, sebbene Renzi scorga «toni generalmente positivi» dalle opposizioni, il clima di pax e unità auspicato in queste ore sia piuttosto lontano.

Sorgente: Nuova forte scossa (4.7) alle 9:00 di stamattina. Il sindaco di Ussita: “Ci sono nuovi crolli” – La Stampa

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