Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

.

Nuove scosse dopo la domenica di paura, almeno 40 mila sfollati – Corriere.it

Nuova scossa di magnitudo 4,2 nella prima notte dopo il violentissimo terremoto di magnitudo 6.5 che domenica ha scosso il Centro Italia. Non ci sono vittime, solo 20 feriti lievi. Il problema sono gli sfollati

Prima notte del dopo terremoto trascorsa in auto o nelle strutture di accoglienza per la popolazione colpita dal nuovo terremoto tra Umbria, Marche e Lazio. Diverse le scosse avvertite chiaramente anche nella zona di Norcia, la più forte di tutte, di magnitudo 4.2, registrata alle 2:27 dai sismografi dell’Ingv. La terra non smette di tremare in Centro Italia dopo domenica, alle 7,40, è avvenuto un terremoto con epicentro nella zona di Norcia. Secondo l’Ingv il sisma ha avuto magnitudo 6.5 e si è scatenato a una profondità di 10 chilometri. È la scossa più intensa della sequenza sismica iniziata alle 3,36 del 24 agosto, quando il terremoto che distrusse Amatrice e Accumoli ebbe una magnitudo di 6.0, ed è la più forte in Italia dal 1980. Gli scuotimenti sono stati avvertiti dalla Puglia all’Alto Adige. Non ci sono state vittime: i feriti sono 20, nessuno in pericolo di vita.

Terremoti, le scosse più violente in Italia dal 1908 a oggi
30 ottobre 2016: Norcia 6.5, nessuna vittima
Il dramma degli sfollati

Il nuovo sisma è stato devastante però da un punto di vista dei crolli che si sono verificati in 100 Comuni e, conseguentemente, per il numero degli sfollati: sono circa 40 mila. Secondo i dati che arrivano dalle Regioni colpite: 25mila persone sfollate nelle Marche, 10-15mila i Umbria (3mila a Norcia dove ci sono polemiche per la decisione della presidente della Regione di spostare gli sfollati in hotel del Lago Trasimeno mentre la popolazione vuole rimanere li), 2mila nel Lazio e mille in Abruzzo. «Faremo la verifica dei numeri, non diamo numeri a caso. Serve impegno e serenità, nelle prossime ore e nei prossimi giorni costruiremo il percorso – ha dichiarato il commissario alla ricostruzione, Vasco Errani dopo un vertice a Norcia, ai microfoni di SkyTg24 – . Non ha senso dormire in macchina, nessuno vuole deportare le persone ma vogliamo che abbiano la possibilità di vivere una notte tranquilla. Costruire oggi una strategia non ha senso, dobbiamo gestire l’emergenza dell’ultima scossa». «Sarà una notte difficile ma la gestiremo con le strutture collettive che stiamo mettendo in piedi – detto ancora Errani – Il terremoto di stamattina ha cambiato lo scenario e ancora di più lo spirito e l’animo delle persone. La prima cosa che dobbiamo fare è rispettarle».

Ottomila persone assistite in 2mila alberghi

Prosegue senza sosta l’impegno del Servizio Nazionale della Protezione Civile per assicurare assistenza alla popolazione. Al momento, risultano quasi ottomila le persone assistite a seguito delle scosse del 26 e del 30 ottobre. In particolare, sono oltre 900 le persone assistite in Umbria: quasi 400 presso strutture alberghiere nell’area del Trasimeno e oltre 500 in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale. Nella regione Marche, gli assistiti sono circa 6.500, di cui oltre duemila negli alberghi sulla costa adriatica, quattromila in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale e le altre in strutture ricettive agibili sul territorio. Nel Lazio, 130 persone sono ospitate in una struttura allestita a Leonessa. A questi si stima che si aggiungeranno, nelle prossime ore, circa tremila persone che trascorreranno la notte in strutture di prima accoglienza in corso di allestimento tra Umbria e Marche. Alcune decine di persone, infine, sono tornate a usufruire dell’accoglienza in tende allestite in seguito alla scossa del 24 agosto, nel Lazio e nelle Marche. Anche in ragione dell’ampiezza dell’area interessata dalla sequenza sismica, i dati, raccolti alle ore 20 odierne, sono da considerarsi in continua evoluzione e aggiornamento

Renzi: «Ricostruiremo tutto»

«Noi ricostruiremo tutto», ha assicurato il presidente del Consiglio Matteo Renzi. «Sono territori meravigliosi. Non possiamo avere uno sguardo burocratico. Vogliamo che Norcia abbia un futuro e per farlo dobbiamo rimettere a posto case, chiese e ed esercizi commerciali. Ma non lo dico solo per Norcia».

L’onda sismica durata 2 minuti

Secondo la ricostruzione dell’Ingv, l’onda sismica del terremoto è durata più di due minuti. L’effetto della scossa si è propagato con maggiore intensità e più a lungo verso le regioni adriatiche, verso il Lazio e la Toscana meridionale. E dopo la prima forte scossa, le repliche sono state decine, almeno 200. Tutte attorno a magnitudo 3-3.5 o meno. Tranne una scossa di magnitudo 4.0 registrata in provincia di Perugia alle 19:21, a una profondità di 10 chilometri.

Umbria

La regione più colpita è stata l’Umbria. A Norcia è crollata la basilica di San Benedetto: i frati sono scesi in piazza a pregare di fronte alla statua del santo. Crollata anche la chiesa di Santa Rita. Il 60% di Castelluccio di Norcia è crollato, insieme alla chiesa di Santa Maria dell’Assunta e la casa di fianco. Diversi danni nella zona di Preci (Pg) con crolli di chiese, nelle frazioni e negli altri centri minori. Nessun danno rilevante ad Assisi (Pg) in particolare alla Basilica di San Francesco. I vigili del fuoco di Norcia hanno detto che sono stati salvati dalla fine dell’ora legale. Il controllo sugli edifici danneggiati e la basilica crollata dovevano iniziare alle 8, ma se ci fosse stata l’ora legale il momento della scossa sarebbe stato alle 8,40 e non alle 7,40 con il rischio che molti pompieri avrebbero potuto essere colpiti dai detriti.

Marche

La seconda regione più interessata sono le Marche. «Registriamo crolli e danni in 40 Comuni della provincia di Macerata, ma danni anche lungo la costa», ha detto il dirigente della Protezione civile delle Marche Cesare Spuri. A Tolentino è crollata una chiesa. «È crollato tutto, è un disastro», ha detto il sindaco di Ussita (Mc), dove dopo la scossa di 5.9 di mercoledì sera era stata disposta la zona rossa con l’evacuazione totale dal centro storico. A Castelsantangelo sul Nera (Mc) la torre dell’orologio è crollata quasi completamente, assieme a gran parte degli edifici che erano ancora rimasti in piedi.«Nel cimitero le scosse hanno spaccato dei loculi e le bare sono uscite fuori, una scena indescrivibile. La gente non ce la fa più», ha detto Mauro Falcucci. Il sindaco di Camerino (Mc), Gianluca Pasqui:«Il centro è stato evacuato, gli edifici dei quartieri più a rischio dichiarati inagibili, ma ci sono frazioni e casolari sparsi. Ci sono crolli che hanno interessato palazzi già compromessi dalle scosse dei giorni scorsi».

Danni anche a Recanati dove la scossa ha provocato una grossa frattura nel famoso Colle dell’Infinito di Leopardi. Ad Arquata del Tronto (Ap) il borgo antico è completamente crollato. Secondo il sindaco «la nuova scossa ha danneggiato quello che era rimasto in piedi». Ad Ascoli il campanile della chiesa di Sant’Angelo Magno è gravemente lesionato e potrebbe cadere da un momento all’altro, recuperata una donna di 100 anni bloccata dalle macerie, crepe nel reparto di chirurgia dell’ospedale. A Fermo crolli di intonaci, cornicioni, di un tetto e danni alla pinacoteca. Danni alla chiesa di san Giuseppe a Jesi Ancona) con lesioni al tetto, che in parte ha ceduto, e crepe nella zona dell’altare. Il centro storico di Maltignano (Ascoli Piceno) è stato chiuso e dichiarato zona rossa. Sempre per precauzione è stato chiuso il centro storico di Macerata. A S.Severino Marche chiusi quattro rioni dove ci sono stati diversi crolli. A Maiolati Spontini (An) evacuati i 30 pazienti della casa di riposo. Danni anche in alcuni edifici di Ancona. A S.Ginesio (Mc) danni gravissimi per la chiesa della Collegiata e per quella di San Francesco, colpita la pinacoteca e due conventi: gli sfollati sono 350.

Lazio

Danni estesi anche nel Lazio. Ad Amatrice (Rieti) ha ceduto la torre civica, una delle poche costruzioni che era riuscita a resistere al sisma di agosto. La chiesa della frazione di Poggio Vitellino è crollata e sono state soccorse due persone lievemente ferite. A Rieti per precauzione è stato chiuso il Ponte Romano, ma non ci sono danni o feriti sebbene le chiese di Sant’Agostino e Santa Caterina siano state chiuse. A Roma crepe cupola Borromini,chiusa S.Ivo Sapienza. Danni alla Basilica di San Paolo fuori alla Mura dove sono caduti calcinacci e stucchi, crepe nei palazzi, un ascensore bloccato tra due piani, chiuse le linee Metro A e B per «verifiche tecniche» e poi riaperte, verifiche in corso sul Colosseo e sull’intera area archeologica. Ingenti danni a Casperia (Rieti): 250 persone sono state evacuate dal centro storico, un crollo ha interessato la chiesa. A Leonessa (Ri) lesioni a due balconi della caserma della Forestale. In provincia di Viterbo a Civita di Bagnoregio risulta danneggiato il campanile, a Nepi è caduta la palla medicea del Palazzo comunale. Controlli in corso a Caprarola. Crolli si sono verificati anche a Orte e Vallerano.

Teramo: battesimo fuori dalla chiesa per precauzione

Teramo: battesimo fuori dalla chiesa per precauzione
Abruzzo

Nuovi crolli anche all’Aquila nella chiesa di San Marco, puntellata e inagibile dal 6 aprile 2009, calcinacci segnalati all’ospedale ma è agibile. Danni anche in provincia di Teramo: segnalati due crolli di abitazioni a Rapino e a Castiglione Messer Raimondo. A Penne (Pe) danni nel centro storico e nella chiesa di San Domenico, a scopo precauzionale è stato chiuso anche il ponte sulla provinciale Villa Cupoli-Roccafinadamo. A Bucchianico (Chieti) al cimitero ha ceduto il tetto della chiesa già deteriorata. A Teramo per precauzione la Messa e i battesimi si sono svolti all’esterno della chiesa principale. A Montorio al Vomano (Te) è stato chiuso il centro storico e si sono verificati crolli nelle chiese di alcune frazioni. Un’abitazione di Civitaquana (Pe) è stata sgomberata per il crollo parziale di un muro perimetrale. Anche una famiglia di Cugnoli (Pe) ha dovuto lasciare la propria abitazione a causa delle lesioni riportate dalla struttura.

I sismologi

Il terremoto di domenica è avvenuto nella zona a sud-est di Norcia e rientra nella stessa sequenza sismica che si è attivata il 24 agosto e che adesso sta procedendo», ha detto il sismologo Alberto Michelini, dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. «Purtroppo non siamo in grado di prevedere quando e come tale sequenza sismica andrà a scemare, né possiamo in linea teorica escludere altri terremoti forti come e più di quelli avvenuti fino a oggi in aree adiacenti a quelle colpite in questi mesi». A sottolinearlo in una nota è il Cnr-Igag (Istituto di geologia ambientale e geoingegneria). Se da una parte questa sequenza «è fortemente preoccupante», sottolinea ancora la nota, dall’altro lato «la propagazione laterale fa sì che si verifichino una serie di terremoti forti ma non fortissimi». Molto peggio sarebbe se tutti questi segmenti della faglia (Amatrice, Visso, Norcia) «si fossero mossi tutti insieme generando un terremoto di magnitudo almeno 7.0».

Sorgente: Nuove scosse dopo la domenica di paura, almeno 40 mila sfollati – Corriere.it

Spread the love
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *