Prima il terremoto del 24 Agosto nel territorio di Amatrice, Accumoli e Arquata, dove hanno perso la vita centinaia di vittime, mentre i feriti sono stati stimati oltre i 300 e decine i dispersi, con danni ingenti nel Lazio, in Umbria, nelle Marche e in Abruzzo.

Successivamente, il 26 Ottobre, le scosse non hanno risparmiato l’area perugina, maceratese e il già colpito centro ascolano, ben 60 fino alle 23, secondo quanto è riportato dalla Rete Sismica Nazionale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, con punte di magnitudo superiori a 5.

A complicare le operazioni delle squadre di soccorso sono accorse le abbondanti precipitazioni, che hanno contribuito ad aggravare la situazione degli sfollati del centro-Italia, molti dei quali costretti a trascorrere la notte nelle proprie autovetture o in strutture improvvisate. Il presidente del Consiglio si è complimentato con i gruppi volontari e di soccorso per il lavoro svolto.

Egli, in visita a Camerino e in altri luoghi colpiti dal sisma, ha dichiarato: “Spero che il Parlamento approvi il più velocemente possibile il decreto terremoto”. Immediata la reazione delle opposizioni, che non hanno esitato a rispondere all’“appello”.

Alfredo D’Attorre, deputato di Sinistra Italiana, non crede alla volontà di collaborazione di Renzi nei confronti dei parlamentari oppositori: “In questo momento non vanno fatte polemiche, tuttavia quello che è successo conferma che non vi sia nessuna volontà di discutere da parte del premier. Occorrerebbe un coinvolgimento da subito delle opposizioni e una riflessione sulla legge di stabilità.

E invece qual è l’operazione di Renzi? Dire all’Europa che facciamo deficit per il terremoto invece lo facciamo per le mance, siano esse quelle a Confindustria siano i bonus presenti nella legge di stabilità

”Duro anche il senatore cinque stelle Gianluca Castaldi, il quale segue il dossier sul terremoto: “Nel decreto terremoto che è arrivato la scorsa settimana al Senato, ci sono 200 milioni di euro. Cioè niente. Il resto dovrebbe essere nella legge di stabilità. Dovrebbe, perché a quanto ci risulta…

La certezza è che noi stiamo preparando i nostri emendamenti. Sarebbe giusto collaborare, ma per collaborare non si può prendere in giro”. Le parole del parlamentare dicono il vero.

Il decreto sul terremoto del 24 Agosto non è ancora arrivato alla Camera, bensì soltanto al Senato e nemmeno in aula, solo da una settimana. E’ trascorso non poco tempo, dunque, e intanto il paese fatica a trovare una soluzione concreta al problema.

La visita di Franceschini al deposito delle 1.338 opere d'arte di Cittaducale.

La visita di Franceschini al deposito delle 1.338 opere d’arte di Cittaducale.

Tuttavia ecco che, dulcis in fundo, giunge il deus ex machina democratico Franceschini, il quale, nonostante la poco sconfessabile aria da uomo del PD, propone un programma che sembra presentarsi accettabile nell’ottica di un rilancio economico del devastato centro-Italia.

Egli propone, in buona sostanza, un piano di prevenzione e recupero dello status dei beni culturali, nel particolare artistici e architettonici, oltre che un intervento di ripopolamento dei paesi che sono stati abbandonati per ragioni legate alla mancanza di lavoro. Non è escluso un rinforzo dei servizi legati al turismo, soprattutto nei grandi centri culturali quali Roma e Firenze.

A ciò verrebbe inoltre aggiunto un aumento degli incentivi ai giovani e meno giovani, per l’avvio di attività commerciali, imprenditoriali e turistiche.

Nei piani di Franceschini, insomma, rientrerebbe il ripristino delle attività artigianali, un mondo sempre più claudicante di fronte al monopolio della grande industria, che ha contribuito alla scomparsa di numerosi mestieri, tipici dell’Italia rustica e contadina. Tutte idee concepibili e bellissime, è fuor di dubbio, ma che probabilmente entreranno in rotta di collisione con la renziana politica delle briciole, per non parlare delle intenzioni e della disponibilità dei fondi dell’Unione Europea, nella cui agenda rientra, invece, la tipica ricetta di austerità.

Al di là del mero spirito identitario dei ferventi europeisti, il Bel Paese turisticamente più debole farebbe certamente gola a nazioni quali Francia e Spagna, il cui mercato turistico è fortemente contrastato dalle bellezze dello Stivale.