Greve in Chianti (Firenze), 30 ottobre 2016 – Incubo varicella nel Chianti. La malattia esantematica tra le più comuni tra i bambini, ha fatto scattare l’allarme a Greve in Chianti. Dove è stato chiesto ai genitori di non mandare la loro bambina all’asilo nido comunale per non infettare gli altri piccoli dal momento che il fratellino, che frequenta la materna, è a casa ammalato di varicella.

Il nido in questione è una struttura comunale ed è frequentato da una ventina di bambini. La piccola che frequenta il nido non è vaccinata, come il fratellino, e quindi, nel timore che potesse essere stata contagiata e trasmettesse il virus anche agli altri bambini, si è scelto di chiedere ai genitori di tenere la figlia a casa almeno per quindici giorni, il periodo di incubazione della malattia. Il Comune tace.

L’assessore competente, da noi interpellato, ha spiegato di non essere intenzionato a rilasciare dichiarazioni. Eppure, già all’inizio dell’anno, a Greve, c’era stato un problema legato alle vaccinazioni. Una bimba affetta da immunodeficit era stata costretta a cambiare classe, dove c’erano bambini non vaccinati per scelta. In quel caso, la presenza di piccoli non sottoposti a profilassi avrebbe esposto la bambina a malattie che avrebbero potuto provocarle complicazioni. In quella occasione la mamma della bambina aveva evidenziato quanto «fosse importante proteggere bambini. Non vaccinare è una scelta di retroguardia, inutile».

Quelli che scelgono di non vaccinare, «non accettano il dialogo, si pongono un maniera negativa, offendono. Sembrano vivere una forma di integralismo ideologico». In quella occasione era stato fatto anche un censimento dei bambini non vaccinati. Su 106 bambini iscritti alle 6 prime classi elementari delle quattro scuole primarie di Greve, San Polo, Strada e Panzano, 12 risultavano non vaccinati. Una media, quella registrata nel Comune di Greve, che rientra nella statistica regionale pari al 9%. Andrea Settefonti