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Spunta la norma «acchiapparicchi»  Tassa fissa a chi si trasferisce in Italia – corriere.it

corriere.it – Spunta la norma «acchiapparicchi» Tassa fissa a chi si trasferisce in Italia. Imposta da 100 mila euro l’anno per gli stranieri che spostano la residenza per almeno 9 anni.

La legge di Bilancio al Quirinale, ma è ancora possibile apportare modifiche e cambiamenti – di Lorenzo Salvia

1. La norma per attirare gli stranieri ricchi
Un posto dove far venire a vivere i ricchi stranieri che, in cambio di un po’ di sole e di grande bellezza. Nel disegno di legge di Bilancio c’è una norma che si ispira a quell’idea. L’articolo in questione è il 24 bis. Ecco come funziona.
2. Trasferire la residenza
Gli stranieri che decidono di trasferire in Italia la loro residenza potranno scegliere di pagare una tassa fissa di 100 mila euro l’anno a prescindere dal loro livello di reddito. Tecnicamente si tratta di una «imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi delle persone fisiche calcolata in via forfettaria».
Di fatto è una norma acchiapparicchi. Perché la tassa fissa da 100 mila euro sarebbe conveniente solo per chi ha redditi molto elevati e nel suo Paese d’origine finisce per versare al Fisco molto di più.
3. Almeno nove anni
Per chi ha intenzione di trasferirsi in Italia la tassa fissa non è né un diritto automatico né un obbligo. Si tratta di una scelta e si deve presentare domanda all’Agenzia delle Entrate, che fa i suoi controlli con il Paese di provenienza prima di prendere una decisione. Se la domanda viene accettata, lo straniero deve impegnarsi a mantenere la residenza in Italia per un periodo di almeno nove anni.
Scaduti i nove anni la tassa fissa non c’è più: lo straniero può decidere di rimanere a vivere nel nostro Paese, pagando da quel momento in poi le normali tasse, molto più salate.
4. Versamento unico da 100mila euro
La tassa da 100 mila euro va pagata una volta l’anno, con un versamento unico. Non può essere scalata da altre imposte o contributi. Se si salta un versamento scattano tutti i meccanismi di accertamento e riscossione previsti per i contribuenti normali. E si potrà anche perdere lo sconto con il rischio di dover pagare gli arretrati.
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