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Referendum, Renzi: “Piazza del Popolo, non del populismo” – Repubblica.it

Manca la minoranza Pd, ma Cuperlo c’è: “Segno di rispetto per il popolo dem”. Il fronte del No in Sicilia con il M5s e a Genova con FdI. Manifestazione “centro piazze contro”

ROMA – “Questa è Piazza del Popolo, non dei populismi”. Esordisce così Matteo Renzi aIla manifestazione per il Sì al Referendum. “Il nostro destino è cambiare l’Italia, non litigare al nostro interno. Il nostro destino è cambiare destini nostri figli nipoti”. “Il referendum è una alternativa tra futuro e passato”, ammonisce il segretario dem, rivolgendosi “a quell’Italia che dice Sì e non si rassegna alla paura”.

Contro il M5s: “Onestà non basta”. “Onestà è il nostro moto. Ma se parli di onestà e non risolvi i problemi del tuo Paese non sei credibile. Non basta onestà, è la pre condizione, senza non si può partire”. Poi, riferendosi alla allusione della sindaca della Capitale sul frigodate, il premier scherza coi manifestanti: “Mi raccomando nessuno si permetta di abbandonare frigoriferi in piazza, i complotti non li accettiamo”. “Cara Europa torna te stessa. E se non torni ti faremo tornare noi a casa perchè non accettiamo la parola egoismo”.

L’attacco alla Lega. “Il relitto della nave affondata dagli scafisti la mettereno davanti a Bruxelles davanti alla sede dell’Ue. L’Europa non può permettersi 4 mila morti all’anno tre volte tanto i morti dell’Isis”. “Non si fa come le camicie verdi che in Tanzania hanno portato i soldi del finanziamento pubblico, e poi dicono di aiutarli a casa loro, il leghisti”.

La polemica con la minoranza. Rivolto a chi l’ha preceduto nel suo partito, ma non solo, Renzi tuona: “Il fatto che avete fallito, non fate fallire anche noi, voi non siete riusciti a cambiare il Paese, lasciate provare a noi”. “Hanno gia dimostrato cosa sono stati capaci o non capaci di fare”.  “Essere progressista non vuole dire stare solo a lamentarsi, significa costruire il futuro. Tocca a noi decidere se essere tra quelli che lo lo costruiscono o tra i tanti che decidono di non salire sul treno per pigrizia.

La polemica con Fi. “Fi aveva detto Sì, poi aveva indicato un nome per il Quirinale e hanno cambiato idea. E se hanno cambiato idea per questo non avevano chiaro che il Pd non tratta sui valori fiondamentali inciuci. Nel patto del Nazareno non c’è il presidente della Repubblica. Avete visto che aveva ragione”. “Il partito della Nazione è quello di Salvini, Brunetta, D’Alema, che dicono solo no. Questo è il partito della Nazione”. “Bastardi, bastardi”, urlano i manifestanti. “Dicono No a expo a tav a futuro dicono no a tutto”.

Messina Denaro mi toglie il sonno. Matteo che mi toglie il sonno e Matteo Messina Denaro, non Matteo Salvini. Faremo il G8 a Taormina e non a Firenze (chiedo scusa ai firentini) per dimostrare che la Sicilia non è mafia come dicono all’estero. E i miei concittadini hanno detto ‘siamo con te, siamo con l’Italia’”.

La sinistra in crisi nel mondo. “Trump – dice Renzi – rischia di diventare presidente degli Usa, i democratici mondiali devono ritrovare intorno ai valori fondamentali la propria carta di identità. Se anche gli Usa rischiano di avere un populismo al governo qualcosa vorrà dire. Obama ha dimostrato che in 8 anni si può scrivere la storia. Ma la sinistra è in difficoltà in Europa, l’Europa sembra avere perso l’anima, e tradito ideali di Ventotene. Chiedo a questa piazza la forza di fare una battaglia non demagogica politica contro l’euro e l’Europa, ma per restituire l’anima al continente europeo che gira la testa di fronte all’immigrazione”.

“Basta con le liti interne”. “Trentasei giorni mancano da qui al referendum. Faremo sms tavolini in piazza volantini dibattiti sui social. Tutto bello. Vogli farvi una proposta. In questo momento di odio sui social e di violenza verbale vi propngo una sfida curiosa: il pd provi a portare le sue idee, ma costruisca una comunità in Italia. Non accettiamo di diventare solo codici fiscali. Vi propongo di essere donne e uomini che fanno politica, non dentro i circoli, non chiusi a chiave dentro i nostri equilibri interni. Ma di spalancare le finestre all’Italia. I giovani devono esserci nelle Università. Basta con le liti interne”.

Da 35 anni la discussione. La discussione nel merito sono 35 anni che ne stiamo parlando. Non è stata frettolosa. I referendeum ne merito è semmplice da spiegare. Siamo gli nici ad avere due Camere che danno fiducia al governo. E abbiamo Camera e Senato formate in modo diverso, e giù inciuci. Il governo in carica è durato di più di tutti i governi guidati da Alcide De Gasperi, da Aldo Moro. Perfino i governi di Giulio Andreotti sono durati meno”. “Meno male”, urla un manifestante. “Quello che è durato di più è stato quello di Berlusconi”.

Il fronte del Sì al Referendum sulla Riforma costituzionale è sceso in piazza con il premier Matteo Renzi e la presenza “per rispetto del popolo pd, e per ridurre le distanze”, di Gianni Cuperlo, della minoranza dem. Il fronte del No contromanifesta in Sicilia con il M5s e a Genova con FdI. Il premier Renzi è arrivato in Piazza del Popolo.

‘La Piazza è del Popolo’ il titolo della manifestazione di Roma. Il segretario dem e presidente del Consiglio di buon mattino ha postato alcune foto che lo ritraggono in piazza nella notte: “Stanotte sopralluogo: tutto è pronto per abbracciarci #sivainpiazza. Buon viaggio al popolo dem in cammino verso Roma”, è stato il suo tweet. A Roma anche il ministro per le riforme Maria Elena Boschi. Da tutta Italia arrivati manifestanti in pullman.

Roma, Piazza del Popolo. Bandiere pd sventolano in Piazza del Popolo per la manifestazione del Pd. Sotto la scalinata del Pincio il palco con il tetto trasparente, i simboli del Pd su sfondo giallo e gli slogan ‘la piazza è del popolo’ e ‘sì a un’Italia più forte sì a un’Europa più giusta’. Palloncini bianchi, rossi e verdi in cielo. I canti tradizionali delle mondine e ‘Bella ciao’ scaldano l’atmosfera prima dell’intervento di Renzi. Davanti al palco i giovani democratici con le loro bandiere arancioni. Tra loro un’anziana signora con rose di carta tricolori e il cartello: “Renzi, qualunque sia il risultato non ti devi dimettere”.

Minoranza dem: Cuperlo in piazza. “Un pezzo di sinistra presente in piazza per ridurre le distanze e accorciare le differenze”. Così Gianni Cuperlo ha motivato la sua partecipazione. “Ci sono per rispetto del popolo pd”, ha spiegato. In merito all’atto politico chiesto al Pd e al segretario Renzi sulla legge elettorale, come condizione della minoranza per sostenere il Sì al referendum, Cuperlo ha aggiunto: “Se questo atto non dovesse esserci, saremo costretti a non sostenere questa riforma”. Pier Luigi Bersani sarà invece ‘in piazza’ per il No lunedì 7 novembre a Siracusa in occasione della manifestazione ‘Sud e lavoro. Riforme e democrazia’. Assenza scontata di Massimo D’Alema: “È fuori”, fa sapere il suo entourage. Sulla presenza-assenza della minoranza, Lorenzo Guerini, vicesegretario Pd, taglia corto: “Il Pd chiama, dovrebbero esserci”.

Il fronte del No. Il fronte del No scende in piazza in Sicilia con il Movimento 5Stelle che ha inviato là Luigi Di Maio, vice presidente della Camera, a sostenere le ragioni per cui i grillini sono contrari. E a Genova con Fratelli d’Italia (manifestazione organizzata dal “Comitato No, grazie”) con Ignazio La Russa.

Le cento piazze contro.  Una trentina di giovani studenti attivisti dei comitati del No hanno manifestato a Roma al Colosseo vestiti da antichi romani con lo striscione “il potere nelle mani di pochi: un’idea vecchia di 2000 anni”, nell’ambito delle ‘Cento piazze del No’ organizzate in diverse città italiane in contrapposizione alla manifestazione in Piazza del Popolo.

Sorgente: Referendum, Renzi: “Piazza del Popolo, non del populismo” – Repubblica.it

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