Firenze  – L’economia raccontata da chi dell’economia è protagonista. L’economia, i suoi principi e i temi più caldi del momento discussi da ottocento studenti da tutta Italia al Teatro Odeon di Firenze. Questo e molto altro nell’inaugurazione del terzo anno di Young Factor, l’iniziativa dell’Osservatorio Permanente Giovani Editori per introdurre ai temi economici i ragazzi delle scuole superiori.

Il presidente Andrea Ceccherini ha accolto sul palco Luis Linde, governatore della banca centrale spagnola e Jean-Claude Trichet, già presidente della Banca Centrale Europea. Dal reddito di cittadinanza al futuro dell’Europa alla Brexit, tanti i temi trattati e tante le domande degli studenti. Un dibattito serrato, moderato sul palco dal direttore del Sole 24 Ore Roberto Napoletano, che ha intervistato Linde, e dall’editorialista Ferruccio De Bortoli, che ha invece intervistato Trichet.

Young Factor cresce anno dopo anno. Grazie a iniziative come queste la consapevolezza sui temi economici dei giovani italiani raggiunge posti importanti nella classifica dei sessanta Paesi più industrializzati

“E’ il vostro momento – dice Ceccherini agli studenti – Fate le vostre domande, fatele a schiena dritta, siate anche irriverenti ma chiedete ciò che volete”.

“Sono colpito da questa platea – dice Linde agli ottocento giovani – Ieri ho spiegato ai colleghi della Banca di Spagna dove andavo e mi hanno preso per pazzo, ma è bellissimo perché è la prima volta che sono di fronte a un pubblico così grande di giovani”. Il direttore Napoletano entra subito al cuore del problema, l’Europa. “E’ davvero messa male o sta meglio di come appare?”.

“Usciamo da una situazione molto difficile – dice Linde – La crisi internazionale iniziata diversi anni fa è stata profonda. Ora stiamo cercando di uscire da questa situazione ma ci sono molte sfide nuove: la globalizzazione ad esempio, ma anche l’immigrazione. E poi, ricordo che quando ero giovane il problema chiave era l’inflazione. Adesso invece c’è il problema opposto, la deflazione. Dunque lo scenario è completamente diverso rispetto al passato. Stiamo sicuramente meglio rispetto a cinque anni fa ma ci sono da affrontare problemi completamente diversi da prima”.

Si parla di Europa e non potrebbe essere altrimenti. Le sfide del Vecchio Continente, l’Europa unita e la sua direzione sono temi caldissimi sul tappeto. “Tra dieci anni avremo ancora l’Euro e l’Eurozona – dice Jean Claude Trichet all’editorialista Ferruccio De Bortoli che lo intervista – Dal 2008 abbiamo avuto la peggior crisi finanziaria dalla seconda guerra mondiale. Quello che abbiamo affrontato sarebbe stata la peggiore crisi se non fosse per le ottime decisioni delle banche e dei Governi. La maggior parte degli osservatori Usa o asiatici diceva che l’Euro non avrebbe potuto continuare e che l’Eurozona sarebbe scomparsa. Ma l’euro non è scomparso e anzi, il suo problema è stato essere troppo forte. Poi, con l’unione di nuovi Paesi all’Eurozona, ha avuto il peggiore stress test, da cui è uscito bene. Certo non basta essere robusti. Dobbiamo anche soddisfare i cittadini e i loro bisogni creando posti di lavoro”.

Il ritmo è veloce, i ragazzi scalpitano per le loro domande. Anche quelle scomode. “Che ne pensa dell’indipendenza della Catalogna?”, chiede uno studente a Linde. “Oggi in Catalogna – risponde – c’è una parte importante dell’opinione pubblica a favore. Alle ultime elezioni gli indipendentisti hanno dimostrato che non hanno la maggioranza. Ma la questione rimane aperta. Servirebbe modificare la costituzione e avere il giusto quadro giuridico. Se una parte di un Paese si separa da un Paese membro dell’Ue per definizione va fuori dall’Unione. Saremmo in una situazione senza precedenti. Non credo sia uno scenario che possa avvenire”.

La rivoluzione tecnologica emerge in diverse occasioni del confronto. “La tecnologia creerà più posti di lavoro di quelli che distruggera?”, chiede De Bortoli a Jean-Claude Trichet. “Da un punto di vista accademico non abbiamo una risposta definitiva – dice Trichet – La tecnologia crea benefici fantastici a lungo termine ma dobbiamo far fronte a un’accelerazione incredibile della tecnologia, penso al cloud o all’Internet delle Cose. Quello che abbiamo oggi in mano sono strumenti tecnologici che un tempo erano fantascienza”.

E rivolto ai ragazzi: “Vivete un periodo un tempo impensabile. Ma dobbiamo preparaci per processi ed eventi inattesi. La rapidità del cambiamento comporterà un costo di transazione difficile. La tecnologia ha portato al paradosso di una stagnazione della produttività, ma potremmo avere un’accelerazione”.

E il lavoro non può che essere un altro dei temi al centro del pomeriggio all’Odeon.

“Grazie alle riforme del lavoro – dice Linde – la Spagna cresce a un buon ritmo, ha un tasso tra i migliori delle grandi economie. Questo perché sono state messe in campo riforme di vario genere, tra cui quelle sull’occupazione. Se dovessimo focalizzarci su un unico elemento direi che la riforma del mercato del lavoro sia decisiva”.

Il botta e risposta sulla Brexit coinvolge i ragazzi, che fanno domande sul tema e ascoltano il dibattito tra Trichet e Linde. “Penso che la Brexit – dice Linde – sia stata una cattiva notizia per tutti noi. Ci sono delle attività bancarie e finanziarie ora gestite dal Regno Unito che dovranno cambiare entità giuridica. Certo è difficile fare uno scenario futuro preciso, non sappiamo ancora bene quale sarà il quadro allorché partirà il negoziato tra Regno Unito e resto dell’Unione”. “La Brexit è un colpo duro – chiosa Trichet – nessuno si aspettava questo risultato”.

E il reddito di cittadinanza? Se ne parla molto, anche in Italia. Il Movimento Cinque Stelle ne ha fatto una bandiera. “Esito un po’ su questo argomento – dice Trichet – L’idea è generosa e forse può semplificare il tema della sicurezza sociale nei nostri Paesi. Ma l’elemento pericoloso è che chi usufruisse di un eventuale reddito di cittadinanza non contribuirebbe attivamente alla società. La tendenza di persone messe ai margini della società è già presente in diversi Paesi, penso ad esempio agli Stati Uniti. Oggi tre persone su dieci tra i 24 e i 54 anni sono disoccupate. Sono lavoratori scoraggiati, che non hanno la soddisfazione di avere un ruolo”.

Novanta minuti di botta e risposta. “Questi novanta minuti sono già finiti – conclude il presidente dell’Osservatorio Giovani Editori Andrea Ceccherini di fronte agli studenti – Spero che abbiate apprezzato la semplicità di due straordinari personaggi dell’economia internazionale. Ricordate che la semplicità è una delle più grandi forme di grandezza”.

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Sorgente: “Il lavoro, la chiave per lo sviluppo”. Linde e Trichet parlano agli studenti – Economia