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#Terremoto: la terra continua a tremare. Migliaia gli sfollati. Curcio: subito in hotel – Rai News

Centri storici distrutti o del tutto inagibili, almeno 4mila gli sfollati per i quali è necessario trovare una sistemazione, tenuto conto anche del freddo. Per questo, la Protezione civile sta valutandone il trasferimento verso località della costa. Intanto la terra continua a tremare, in mattinata una scossa di magnitudo 4.4. Prime misure per fare fronte all’emergenza. Il Consiglio dei ministri stanzia 40 milioni con un decreto, l’Autorità per l’energia sospende le bollette di luce, gas e acqua

27 ottobre 2016 – Nuove scosse di terremoto in serata nel Centro Italia, tra Umbria e Marche. Nella zona di Perugia, secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, alle 19:22 si è verificata una scossa di magnitudo 4.2, a 5 km da Norcia, 7 da Preci e Castelsantangelo sul Nera e 10 km da Visso. La profondità era di 9 km. La scossa è stata avvertita fino a Roma. Alle 19:27 una scossa di magnitudo 3.4 è stata invece registrata nella zona di Macerata, a 4 km da Fiordimonte e Fiastra. Un’altra forte scossa aveva colpito stamane le Marche e l’Umbria, magnitudo 4.4, epicentro a Castel Sant’Angelo sul Nera. Ieri il terremoto aveva raggiunto un’intensità di 5.4 con la prima scossa e di 5.9 con la seconda. Sono state oltre 260 le repliche. Di queste, cinque sono state le più forti: quattro di magnitudo superiore a 4,0, Nel frattempo i sismologi sono al lavoro per studiare la struttura delle faglie coinvolte. Migliaia gli sfollati Con la luce del giorno, nei Comuni del centro Italia è cominciata la conta dei danni e l’organizzazione dell’assistenza agli sfollati, che sono moltissimi. La Protezione civile della Marche ne stima 4mila, per i quali sono stati allestiti posti letto da Protezione civile e volontari. Tanti centri storici dei paesi colpiti risultano semi-inagibili. La pioggia caduta incessante durante la notte sta lasciando il posto al freddo che rende più urgente la predisposizione di un riparo per chi ha dovuto lasciare le case. In molti hanno passato la notte in auto. Non ci sono morti sotto le macerie. Per fortuna ci sono solo feriti lievi, tra cui due persone a Visso, uno dei paesi epicentro del sisma, che erano al lavoro in una azienda della zona. A causa di una frana 5 persone sono bloccate ad Acquasanta, in provincia di Ascoli Piceno, e appena le condizioni lo permetteranno è pronto un elicotteri dei Vigili del fuoco per i soccorsi. Per precauzione, diversi pazienti, in tutto poco più di una cinquantina, sono stati spostati dagli ospedali di Camerino, Matelica, Norcia, Tolentino in altre strutture sanitarie. Una vittima,.un anziano colto da infarto alla prima scossa. Scuole chiuse a L’Aquila, Assisi, Foligno, Bastia umbria, Perugia, Camerino, Teramo, Terni e Ascoli Piceno. Resta critica la situazione della viabilità su diverse strade provinciali, mentre risulta riaperta la Salaria che era stata chiusa all’altezza di Pescara del Tronto. Proprio per l’interruzione di diversi collegamenti viarie, Preci, i provincia di Perugia, è completamente isolata, secondo quanto fa sapere la Protezione civile umbra. Mentre sono stati risolti i problemi alla rete elettrica. Curcio, no tende, gente subito in hotel “Non sono possibili soluzioni non strutturali e dunque dobbiamo evitare di far dormire la gente in macchina o nelle tende: la linea è quella di portare le persone negli hotel per poter immaginare poi soluzioni temporanee con piu’ tranquillita’”. Lo dice il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio, dopo un incontro a Visso con il sindaco e con il Commissario alla ricostruzione Vasco Errani. Non ci saranno dunque le tende e per chi dovrà raggiungere i luoghi di lavoro verranno predisposti bus navetta. “Ora – ha spiegato Curcio – dobbiamo pensare alle persone e alla collettività in generale, questo è il punto cruciale, poi se ci sono situazioni particolari che riguardano agricoltori o allevatori vedremo come risolverle”. La conta dei danni “Due terzi del patrimonio immobiliare è inagibile”: è una delle prime stime del sindaco di Visso, Giuliano Pazzaglini, dopo le nuove scosse di terremoto che stanno interessando da ieri sera molti comuni del Maceratese e dell’Umbria. E comincia la conta dei danni. È transennato e presidiato da diverse auto di servizio delle forze dell’ordine il centro di Visso, uno dei Comuni più colpiti dal terremoto di ieri, per evitare che qualche ‘sciacallo’ possa entrare nelle abitazioni abbandonate di corsa dai cittadini. Nel corso della notte la pioggia, che è caduta incessante fino alle due, ha lasciato spazio a un vento di tramontana che ha fatto scendere pesantemente le temperature: ulteriore disagio per le centinaia di cittadini che hanno passato la notte in auto nei pressi del Centro della Croce Rossa, dove solo in cento hanno trovato spazio per riposare qualche ora nelle brande allestite dai volontari. “Due terzi del patrimonio immobiliare è inagibile”: è una delle prime stime del sindaco di Visso, Giuliano Pazzaglini, che ha detto: “Stiamo valutando la possibilità delle tende ma non è la soluzione ideale. Fa freddo e la maggior parte dei cittadini sono persone anziane. Ho già sentito Curcio ed Errani e con loro studieremo l’alternativa migliore”. Il sindaco ha poi parlato di uno “scoramento” tra la popolazione. “Ci eravamo illusi che stavamo uscendo dall’ incubo del 24 agosto e speravamo di tornare alla normalità. C’era un bel clima di solidarietà, ma questa nuova scossa ha demoralizzato tutti”. Danni anche al patrimonio storico. A Visso le forti scosse di ieri sera hanno provocato il crollo di parte della facciata del Palazzo dei Governatori, costruito nel 1100, che ospita il Cineteatro Comunale. Danni ha subito anche il Palazzo dei Priori, del 1482, in cui ha sede del Municipio. La chiesa di Sant’Antonio, crollata nell’omonimo borgo, risale al XIV secolo. Grave la situazione anche a Ussita dove, secondo il sindaco Marco Rinaldi, “l’80% delle case sono inagibili”. Sisma, ad Amatrice crollato il ”palazzo rosso”: simbolo del 24 agosto Cdm stanzia 40 milioni, ancora stato emergenza Prime misure per fare fronte all’emergenza dopo il nuovo forte terremoto che ha colpito il Centro Italia. Il Consiglio dei ministri ha stanziato 40 milioni con un decreto. Sospeso il pagamento delle bollette di luce, gas e acqua L’Autorità per l’energia ha sospeso con un provvedimento d’urgenza il pagamento delle bollette di luce, gas e acqua, emesse o da emettere a partire dal 26 ottobre, per la popolazione delle zone colpite dalle nuove scosse di terremoto nell’Italia centrale. Percepito dalla Puglia all’Alto Adige Il terremoto in Valnerina delle 21,18 è stato avvertito in tutto lo stivale, dalla Puglia all’Alto Adige: percepito con minore intensità ma a maggiori distanze rispetto alla scossa di Amatrice, a influire sulla diversa percezione è stato l’orario. A dirlo sono i dati raccolti da “Hai sentito il terremoto?”, un progetto dell’Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia (Ingv) per monitorare gli effetti dei terremoti grazie alla testimonianza delle persone. “Rispetto al terremoto di Amatrice del 24 agosto – ha spiegato Patrizia Tosi, una delle responsabili del progetto Ingv – della scossa di ieri di magnitudo 5.9 delle 21,18 si è avuta una percezione leggermente minore da parte della popolazione che vive a una distanza fino a 150 chilometri ma ad avvertirla sono stati in molti, dall’Alto Adige alla Puglia”. Il tweet del Papa: “Vicino alle popolazioni colpite” Renzi: ringrazio chi lavora nei territori colpiti “Voglio ringraziare chi sta lavorando sotto l’acqua nelle aree del terremoto. Tutta l’Italia abbraccia forte le popolazioni colpite ancora”. Lo scrive il presidente del Consiglio su Twitter.

Sorgente: #Terremoto: la terra continua a tremare. Migliaia gli sfollati. Curcio: subito in hotel – Rai News

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