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Se non volete i migranti, andate in Ungheria………

“Se non vogliono vivere nello stesso posto dove diamo accoglienza ai profughi , andassero a vivere in Ungheria”, così aveva dichiarato il prefetto Mario Morcone nei confronti dei cittadini di Gorino e Goro che hanno rifiutato la requisizione dell’unico ostello in paese per fare posto ai migranti

Sara’ il caso di spiegare a questo solerte funzionario del Governo che la sovranita’ appartiene al popolo e questo ha il diritto  di decidere con propria scelta se  vuole accettare o respingere nel proprio paese, nella propria comunità  l’invasione dei migranti favorita dal Governo Renzi/Alfano al servizio delle centrali sovranazionali? Troppo difficile far capire questo principio  ai prefetti e questurini stipendiati dal Governo e ricattati  per eseguire gli ordini.


Personale che lavora per uno Stato che ha di fatto abdicato a quelle che sono fra le sue principali funzioni : emettere moneta e difendere i confini. Uno Stato che ha quindi rinunciato al suo stesso principio di legittimità.

Un discorso che rimane però soltanto astratto e scollato dalla realta’, visto che la classe politica al governo si è rivenduta buona parte del patrimonio nazionale, in  obbedienza alle centrali di potere sovranazionali, e da ultimo ha svenduto anche la sua stessa dignita’. La chiamano però  ancora una “democrazia”, incuranti della beffa di agire in nome di interessi esterni  ed a detrimento degli interessi popolari con un governo “nominato” e mai eletto.

Naturalmente tutto l’apparato dei media del sistema si e’ mobilitato per recriminare, diffamare e svilire il gesto di rivolta della gente di Gorino, lanciando una campagna di finto e lacrimevole pietismo verso i “”poveri profughi” respinti dalla gente del paese, insensibile ai problemi di solidarieta’ ed accoglienza.  Per Capalbio e per le persone dell’alta borghesia ivi residenti, che avevano manifestato qualche tempo fa lo stesso rifiuto, non si era levata questa campagna, per Gorino si.

Si evita di parlare della questione di principio,  al di la’ delle singole persone a cui e’ stata rifiutata l’accoglienza, ed il principio a cui si sono appellati  i residenti di Gorino e’ antico e consolidato nella Storia dei popoli e delle  comunità: “padroni a casa nostra“.

Si tratta dello stesso principio che nella Storia ha spinto alla rivolta i comuni italiani contro il Barbarossa, o quella dei Vespri Siciliani contro la dominazione angioina, o alll’insurrezione popolare contro il governo a Milano che portò alle cannonate in piazza con l’esercito di Bava Beccaris. Si ritornerà a quelle insurrezioni? E’ possibile ma improbabile.

Goro e Gorino non sono paesi rifugio della buona borghesia intellettuale del pensiero unico (come Capalbio), non ci sono borghi medievali e vip. Solo gente del popolo, onesti lavoratori e pescatori. Forse per questo che il loro “egoismo” risulta un po’ più indigesto. A Capalbio con c’è stato alcun prefetto che ha insultato gli abitanti e tanto meno li ha invitati ad andare in Ungheria (molti di loro già dividono  la residenza con Montecarlo e St. Tropez). Non ci sono stati giornali progressisti a definire “rivoltante” l’opposizione all’accoglienza dei poveri migranti da parte della borghesia benpensante che sverna a Capalbio nelle stagioni fredde.

Nell’epoca attuale non potrebbe essere più evidente il dualismo sociale, la distanza  fra il popolo e l’elite dell’alta borghesia che risulta sempre maggiore. Al popolo  dei borghi e delle periferie spettano i sacrifici, gli effetti della crisi, la mancanza di sicurezza, lo scadere dei servizi e la perdita dei diritti, per effetto della  globalizzazione esaltata dalla borghesia mondialista, al popolino  spetta anche  la difficile convivenza con le masse di migranti, all’elite spetta invece di gestire il potere, di goderne i frutti  ed il monopolio della pseudo morale. Guai a ribellarsi, si viene anche scherniti e derisi accusati di egoismo e razzismo.

Di fronte a questi esempi, i cittadini più avveduti iniziano a comprendere che, dietro questa ostilità contro chi si oppone all’africanizzazione e islamizzazione del poprio territorio, ci sono le stesse elite di potere che esercitano il controllo sulle masse e diventa evidente che l’immigrazione viene utilizzata da queste come arma geopolitica e strategica di disarticolazione delle comunità originarie di un territorio.

Immigrati sbarcao in Sicilia

Immigrati sbarcao in Sicilia

Bisogna considerare che la politica di migrazione di massa verso l’Europa presenta due principali utilità per l’oligarchia economica dominante: 1) come elemento di trasformazione etnica degli Stati (nel lungo termine) ; 2) come mano d’opera di riserva che sia utile per le multinazionali quale strumento di riduzione dei salari ed incremento dei profitti a medio e lungo termine .

Non a caso fra coloro che “spingono” per l’accoglienza delle ondate di migranti e ne finanziano i trasferimenti, troviamo organismi come la Commissione Europea, il Fondo Monetario Internazionale (FMI), la Goldman Sachs, al JP Morgan, le ONG del miliardario George Soros, oltre alle ONF dell’ONU ed al Vaticano. Questa non è una teoria ma risulta da serie  indagini svolte, fra gli altri, dai servizi di intelligence dell’Austria e della Serbia.

Bisogna comprendere che il principale obiettivo di lungo termine delle centrali di potere mondialiste è quello di sostituire le identità nazionali e distruggere la cultura originaria che si oppone al mercato globale e che rivendica l’autonomia delle comunità locali, sostituirla con una massa indifferenziata di varie etnie e culture che risulti più facimente omologabile al sistema e che non abbia i mezzi culturali per opporsi alla catechizzazione del nuovo ordine.

Questo spiega l’accanimento delle TV e della stampa progressista del “pensiero unico” contro i “resistenti” di Goro e di Gorino. Una rivolta che potrebbe costituire un precedente pericoloso.

Sorgente: controinformazione.info – Quello che gli altri non dicono

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