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Posti di lavoro da sogno Ecco i «Best Place to Work»: la classifica – corriere.it

corriere.it – Posti di lavoro da sogno Ecco i «Best Place to Work»: la classifica  — Google è (ancora) il miglior posto  di lavoro, ecco i «Best Place to Work». Al secondo posto Sas e al terzo W. L. Gore.

Tutto il podio è americano ed è lo stesso del 2015. Ancora nessuna italiana tra le prime 25, ma in Italia sale l’indice di fiducia – di Fausta Chiesa

1. Ecco dove lavorare è un piacere
Google è (ancora) il miglior posto dove lavorare al mondo. Lo dice la classifica stilata dall’istituto di San Francisco Great Place to Work sulle 25 multinazionali migliori in cui lavorare. Quest’anno si conferma lo stesso identico podio dell’anno scorso: Mountain View svetta (per il quarto anno consecutivo) al primo posto seguita da un altro gruppo americano dell’information technology, Sas, e da un’altra multinazionale Usa, W.L. Gore, quella che produce il tessuto Gore-Tex per intenderci.
Il gruppo dei computer Usa Dell è quarto (e sale di due posti rispetto al 2015), la tedesca Daimler Financial quinta ed è una new entry. Questo l’esito della classifica mondiale delle 25 multinazionali.
I posti di lavoro eccellenti si distinguono per essere organizzazioni in cui i collaboratori si fidano delle persone per cui lavorano, sono orgogliosi di ciò che fanno e si divertono con le persone con cui lavorano. Ma quali sono le motivazioni per cui un posto è meglio di un altro? Si va dal fatto che ogni dipendente ha l’opportunità di ottenere un riconoscimento speciale alla meritocrazia, dall’equilibrio tra lavoro e vita privata all’attenzione verso le persone.
Ma anche dalla serenità dell’ambiente di lavoro dal punto di vista psicologico all’apprezzamento che i capi mostrano per un lavoro ben fatto e per un impegno particolarmente intenso. E anche l’equità dei compensi.
2. Google

Google crede che la propria straordinaria capacità di produrre in modo continuo nuove soluzione e di adattarle alle mutevoli esigenze dei clienti dipenda in ultima analisi dai singoli collaboratori. Per questo l’azienda permette alle proprie persone di dedicare una parte del proprio tempo a progetti che non sono legati alle proprie responsabilità di ruolo.

3. Sas
SAS ritiene che l’equilibrio psicofisico delle persone sia alla base della loro efficienza e in ultima analisi della produttività dell’organizzazione. L’azienda non propone ai propri collaboratori servizi spot dedicati alla salute o alla forma fisica, ma un insieme integrato di servizi, informazioni e formazione per creare una vera e propria cultura del benessere, che abbraccia l’intera sfera degli stili di vita salutari, dall’alimentazione all’esercizio fisico e l’armonia psico-fisica, attraverso servizi come la palestra, iniziative sportive e momenti di informazione e formazione.
4. W.L. Gore
In W.L. Gore & Associates il focus è sullo sviluppo professionale. L’azienda vuole che le persone e i piccoli team, in cui essa è organizzata, operino con elevati livelli di autonomia. Per questo motivo la crescita delle persone è un fattore critico di successo. Ogni collaboratore di Gore, accanto al proprio superiore diretto, ha uno «sponsor», una persona che fa parte del management aziendale, la quale ha il compito di aiutare il collega nel proprio sviluppo professionale.
5. Dell

Dell ritiene che ascolto e coinvolgimento dei collaboratori nelle decisioni siano gli elementi chiave per costruire una cultura funzionale al proprio successo. Il top management aziendale si incontra una volta al mese con specifici target della popolazione, come ad esempio donne e millennial, per affrontarne le specifiche problematiche. L’azienda ha inoltre creato un gruppo di lavoro, detto degli “ambassador”, aperto a tutti coloro che desiderano farne parte, che ha il compito di raccogliere commenti e suggerimenti in tutte le fasce della popolazione aziendale.

6. Daimler Financial Services
Daimler Financial Services vede nei processi di comunicazione e nell’interazione con i propri dipendenti il modo attraverso cui attuare il miglioramento continuo della propria organizzazione. Numerosi sono i progetti di potenziamento dei propri processi che vedono coinvolti i collaboratori a tutti i livelli. La leadership aziendale è inoltre impegnata con cadenza settimanale in incontri di lavoro con le persone, nonché in incontri informali come i pranzi col top management.
7. Nessuna italiana in classifica

«Anche quest’anno non troviamo nessuna azienda italiana tra i migliori ambienti di lavoro al mondo— commenta l’amministratore Delegato di Great Place to Work Italia Alessandro Zollo — . Lo stesso era accaduto nella classifica europea pubblicata a giugno. Questi risultati non sono certo una novità, ma nascondono il crescente interesse delle stesse aziende italiane per la misurazione del clima organizzativo.

Da alcuni anni, infatti, anche nelle realtà italiane sta prendendo piede la convinzione che ci sia una forte relazione tra l’aumento della produttività aziendale e l’impegno e la passione dei propri collaboratori».

China Gorman, Ceo di Great Place to Work Institute

China Gorman, Ceo di Great Place to Work Institute
In generale, da quando si è cominciato a misurare, l’induce di fiducia (Trust Index) aumenta. Tre quarti dei Paesi di cui Great Place to Work ha dei dati, dal 2010 hanno registrato un aumento nei livelli di fiducia nei migliori ambienti di lavoro a livello nazionale.
Negli ultimi cinque anni, i livelli di fiducia sono aumentati almeno del 5% in undici con in testa il Portogallo, che ha registrato un aumento del 21% nei suoi Best Workplaces. L’Italia si posiziona al terzo posto dopo la Svezia.
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