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No TAV, cosa accadrà nel Parlamento Europeo il 26 Ottobre?

Oltre 150 cittadine e cittadini in lotta contro le Grandi Opere Inutili e Imposte entreranno nel Parlamento Europeo mercoledì 26 ottobre alle 15 per consegnare alle Istituzioni Europee la Sentenza del TPP “Diritti Fondamentali, Partecipazione, delle Comunità Locali e Grandi Opere”

Quella di mercoledì 26 ottobre all’interno del Parlamento Europeo sarà una pacifica azione

decisa il 17 luglio 2016 a Bayonne dal 6° Forum contro le Grandi Opere Inutili e Imposte, anche con lo scopo di rafforzare le relazioni tra le associazioni e i movimenti in lotta contro le GOII a livello europeo, che ha avuto il sostegno dei gruppi politici della GUE, dei Verdi e del Movimento 5 Stelle.

150 cittadini/e consegneranno alle Istituzioni Europee, attraverso un atto politico e simbolico di elevato valore, la Sentenza “Diritti Fondamentali, Partecipazione, delle Comunità Locali e Grandi Opere – Dal Tav Dal Tav Torino – Lione alla realtà globale” emessa nel mese di novembre 2015 dal Tribunale Permanente dei Popoli, definita storica perché condanna l’intero Sistema delle Grandi Opere in Europa e oltre.

Il 26 ottobre alle ore 15 i cittadini e le cittadine (così si presenteranno) entreranno nel Parlamento Europeo di Strasburgo non solo per assistere a questo importante atto politico, ma anche per segnalare che la fiducia nel Parlamento europeo esige delle risposte e delle iniziative coraggiose che troppo tardano ad arrivare, pur sapendo che il Parlamento, unica Istituzione europea eletta, è debole perché non dispone dell’iniziativa legislativa. Essi si attendono tuttavia che questa Istituzione, pur nel limite dei Trattati, agisca con delle iniziative più esigenti  per i diritti delle persone, ponendoli prima della libertà di circolazione dei capitali e delle merci.

In questa Sentenza è scritto che nel Sistema delle Grandi Opere “i governi sono al servizio dei grandi interessi economici e finanziari e sono ignorate le opinioni delle popolazioni. Ciò rappresenta, nel cuore dell’Europa, una minaccia gravissima all’essenza dello stato di diritto e del sistema democratico che deve essere fondato sulla partecipazione e la promozione dei diritti, del benessere e della dignità delle persone”.

Nella Sentenza sono minuziosamente indicate le “violazioni dei diritti fondamentali degli abitanti e delle comunità locali e le responsabilità di queste violazioni attribuite in primo luogo ai Governi, all’Unione europea che, ha omesso di dare risposte concrete alle denunce ripetutamente formulate dalle comunità colpite e presentate alla Commissione di petizioni del Parlamento europeo e infine al “Coordinatore europeo del corridoio TEN-T Mediterraneo Laurens Jan Brinkhorst che ha contribuito alla diffusione informazioni non controllate e alla squalificazione della protesta delle comunità di Val di Susa ignorandone i contenuti reali, e stigmatizzandole come poco rappresentative e violente”.

Diamo conto di alcune dichiarazioni di coloro che interverranno nella Sala S.2.1 dalle ore 17 alle ore 19 nella Sala S 2.1, il Programma è qui. Web streaming  goo.gl/WhE4MW

Philippe Texier[1] Presidente della Sessione del TPP afferma che, di fronte alla constatazione che le Istituzioni agiscono senza ascoltare i cittadini, anzi reprimendo le loro legittime richieste di contestazione delle Grandi Opere Inutili e Imposte, Sarebbe auspicabile che si smettesse di «criminalizzare» o di stigmatizzare la protesta sociale, giustificata dalla mancanza di concertazione” e “La Commissione Europea e la Commissione delle Petizioni al Parlamento Europeo”, “dovrebbero esaminare i progetti presentati senza mai scartare l’opzione zero, cioè il suo abbandono”. E suggerisce che “le Istituzioni Europee dovrebbero prendere in considerazione l’interesse reale della comunità coinvolte e del popolo in generale”.

Livio Pepino, Presidente del Controsservatorio Val di Susa e rappresentante dell’accusa nella sessione di Torino del TPP riconosce che la Sentenza è un documento importante perché “individua nelle politiche ambientali prevalenti, e nei progetti delle grandi opere in genere, attacchi gravissimi non solo al futuro del Pianeta ma anche al corretto funzionamento della democrazia”.

Alberto Perino, del Movimento No TAV ricorda che oltre 25 anni di lotte del popolo della Val Susa per impedire l’assalto alla diligenza dei beni comuni (denaro pubblico, territorio, futuro) da parte delle lobby del tondino e del cemento, osteggiati e perseguitati da tutti i poteri forti (governi centrali e periferici, media, magistratura e polizia) hanno trovato nella sentenza del Tribunale Permanente dei Popoli legittimazione e dignità di “sentinelle che lanciano l’allarme” che in tutta Europa cercano di impedire la distruzione dei beni comuni da parte delle Grandi Opere Inutili e Imposte, porteranno la Sentenza del TPP alle Istituzioni Europee perché rinsaviscano e cessino di porre il dio denaro e il dio profitto al primo posto nella scala dei valori e dei beni pubblici. E’ necessario che l’Umanità, la Fratellanza, la Difesa della Terra siano poste in cima alla scala delle priorità che un politico e un pubblico amministratore deve difendere: questa difesa e questo impegno deve essere l’obiettivo della politica europea.

Paolo Prieri du Forum Internazionale contro le Grandi Opere Inutili e Imposte, sottolinea l’importanza della Sentenza che “dovrebbe essere ascoltata con il riguardo dovuto verso la saggezza dei suoi estensori, e ascoltato da tutti coloro che sono stati indicati dai cittadini come loro rappresentanti, in Europa e negli Stati membri”, aggiungendo anche che “Nel Sistema delle Grandi Opere si realizza uno sterminio che non si ferma a quello della Natura, ma addirittura lo anticipa con lo sterminio dei diritti realizzato mediante la non applicazione dei principi volti ad assicurare la partecipazione piena ed effettiva dei cittadini”. E conclude con la necessità di “richiamare alla responsabilità soggettiva coloro che agiscono e decidono nel Sistema delle Grandi Opere, siano essi politici, amministratori, imprenditori, finanzieri o obbedienti burocrati”.

Victor Pachon del CADE osserva che “coloro che promuovevano questi progetti erano i fautori di un mondo che stava morendo.” Ma questo mondo morde ancora, manca di intelligenza e si basa su presunzioni ancestrali,  e spera che “imponendo” i progetti attraverso documenti falsificati e manipolati sarebbe sufficiente a convincere un’opinione pubblica annoiata. Questo disprezzo già oltraggiava le popolazioni. Ora ci criminalizzano e militarizzano le loro operazioni. Questo è un ulteriore passo nel cammino del disprezzo. E questo ha portato alla morte di Rémi Fraisse il giovane attivista ucciso al’età di  21 anni a Sivens il 26 ottobre 2014 da una granata della polizia, mercoledì gli sarà reso omaggio nel Parlamento Europeo.

Mike Geddes di Stop HS2, mentre “accoglie con piacere la sentenza del TPP sui diritti umani e civili e la legittimazione dei cittadini”, ricorda che questa si applicano non solo al TAV Torino – Lione ma anche a molte altre Grandi Opere Inutili e Imposte, incluso l’HS2 in Inghilterra e ricorda che “Il governo della Gran Bretagna ha calpestato i diritti dei cittadini ed i processi democratici nel difendere l’elefante bianco, il megaprogetto HS2”.


Qui la trascrizione di alcuni estratti della Sentenza del TPP

La Sentenza del TPP afferma che nel Sistema delle Grandi Opere L’opacità dei fini realmente perseguiti ha bisogno di formule programmaticamente oscure nel presentare le attività intraprese, sostituendo la trasparenza con la segretezza che è per antonomasia brodo di coltura del potere autoritario”.

Nelle sue conclusioni “Il Tribunale raccomanda ai movimenti sociali, alle associazioni e ai comitati che si battono o potrebbero battersi contro le violazioni degli obblighi di cui sopra in materia di grandi opere, di richiedere, esercitando i propri diritti e col necessario vigore, agli Stati e agli altri soggetti tenuti ad assicurare la partecipazione del pubblico alle procedure di deliberazione di grandi opere di praticare in concreto tali procedure fin dall’inizio di ogni attività di deliberazione e per tutta la loro durata, così come richiesto dalla Convenzione di Aarhus”.

E infine il TPP ricorda che “Gli Stati hanno il dovere costituzionale di proteggere i diritti dei loro cittadini. Per questo motivo devono perciò assicurare questa protezione contro le lobby economiche e finanziarie nazionali o transnazionali esaminando ogni progetto secondo i criteri definiti da vari trattati internazionali, in particolare la Convenzione di Aarhus del 25 giugno 1998 che prevede una informazione adeguata ed efficiente, la partecipazione effettiva dei cittadini durante tutto il processo di decisione e l’obbligo delle istituzioni competenti di tenere in conto in modo adeguato dei risultati derivanti dalla partecipazione dei cittadini.”




[1] Philippe Texier, Magistrato onorario della Corte di Cassazione francese, già membro e presidente del Comitato di diritti economici, sociali e culturali dell’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite.

Sorgente: Pressenza – No TAV, cosa accadrà nel Parlamento Europeo il 26 Ottobre?

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