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Se basi mezza ‘riforma’ costituzionale sui costi della politica poi non ti lamentare se ti chiedono conto dei costi della politica – [ciwati]

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Elementi centrali della ‘riforma’ boschiva sono e sono stati fin dall’inizio la non elettività dei senatori e la non retribuzione degli stessi. Due paletti strettamente collegati tra loro nello ‘steccato’ da cui si era partiti(verificare qui).

La campagna di propaganda del sì è poi ripartita proprio da questo aspetto, con il famoso appello demagogico del «meno politici».

Ora, fa un po’ sorridere che, date queste premesse, ci si inalberi se il M5s chiede una riduzione degli ‘stipendi’ dei parlamentari.

Anche perché è del tutto evidente che «parlamentari pagati meno» sia un principio molto più serio dell’antipolitico per definizione «meno politici».

Chi semina vento, raccoglie protesta.

Per di più, forse non tutti sanno che il partito del premier – oltre a chiedere un contributo all’atto della candidatura di 30.000 euro – chiede un versamento di 1500 euro al mese per il partito nazionale più altre forme di sostegno ai livelli locali. Si tratta di (almeno) 2000 euro al mese a cui i parlamentari rinunciano già: basterebbe un sì del premier-segretario-dominus per lasciare quei 2000 euro alla Camera e al Senato, giusto?

2000 euro per quasi 1000 parlamentari per 12 mesi fanno 24 milioni. Solo così, avremmo un risparmio che corrisponde alla metà della mostruosa riforma del Senato.

Inoltre forse non tutti sanno che alla Camera soltanto metà delle spese per l’ufficio sono da rendicontare. Perché non sottoporle tutte a rendicontazione?

Da ultimo, perché non pensare a una revisione dei meccanismi della trasferta a Roma? Perché deve ottenere lo stesso trattamento chi vive da generazioni a Roma e chi invece fa la spola da Pordenone o da Gela?

Sono domande semplici, che i cittadini si fanno da tempo. Basterebbe rispondere, senza fare troppe scene.

Poi se volete una proposta seria, non demagogica, sia sul trattamento economico dei parlamentari sia sulle loro pensioni, la trovate qui.

P.S.: la ‘riforma’ del Senato che non abolisce il Senato riduce i costi del 10% del Senato, che rimane e che continuerà a costare 450 milioni l’anno.

P.S./2: ieri il premier ha spiegato che i parlamentari devono essere retribuiti rispetto alle loro presenze. Segnaliamo che la diaria è già calcolata in questo modo.

Sorgente: Se basi mezza ‘riforma’ costituzionale sui costi della politica poi non ti lamentare se ti chiedono conto dei costi della politica – [ciwati]

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