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Sembrerebbe l’opera di una talpa

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di Corradino Mineo

Stato regioni. Spiega il Corriere, a pagina 13, che passeranno allo stato centrale “le competenze le materie del commercio con l’estero, dell’ordinamento della comunicazione, della tutela e sicurezza del lavoro, della produzione, trasporto e distribuzione dell’energia, della ricerca scientifica e tecnologica, delle grandi reti di trasporto e navigazione”. E molto altro. Cosa resterà alle regioni? La capacità di spesa -con qualche aggio per l’intermediazione e le solite cadute nella corruzione- per esempio la spesa sanitaria, ma secondo le direttive e nella misura che Roma deciderà. Prosit!

Però, attenzione, tutto ciò non vale per le regioni a statuto speciale. Quelle rimangono fuori. Così accadrà per esempio che le sorelle minori, le regioni a statuto ordinario, si dovranno caricare (quest’anno) anche le quote che sarebbero spettate alla Sicilia (e alle altre “speciali”) delle riduzioni di spesa imposte agli enti locali dalla finanziaria dell’anno scorso. Non solo, Michele Ainis spiega a pagina 30 della Repubblica che un emendamento presentato dal senatore Karl Zeller, e recepito da maggioranza e governo, stabilisce che “l’autonomia delle Regioni speciali non verrà mai più ridimensionata”. A meno che non lo decidano loro stesse. Norma “blindata” in Costituzione.

Mi dispiace per chi voterà Sì, ma la “nuova” costituzione è davvero scritta in modo casuale, insensato, indecente.

Sembrerebbe l’opera di una talpa che ha scavato la terra per far sprofondare Matteo Renzi. – Corradino Mineo

Sorgente: Face book

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